Come si confrontano gli investimenti in azioni e in obbligazioni?

Scopri come valutare il mercato azionario utilizzando indicatori come l'earning yield ratio e il dividend yield ratio. Confronta azioni e obbligazioni per prendere decisioni di investimento più informate

bilancia_con_grafico_finanziario

Alcuni dei servizi finanziari presenti su Fintastico ci sono stati segnalati dai nostri partner che ci compensano.

La valutazione di Fintastico deriva dalla media ponderata delle valutazioni provenienti da Trustpilot, App Store, Google Play store

Per valutare correttamente il mercato azionario, può essere interessante mettere a confronto la redditività delle azioni con quella di altre forme di investimento, tipicamente le obbligazioni.

Per comparare i rendimenti di questi due diversi strumenti di investimento bisogna servirsi di indicatori che rendano comparabili i rendimento dei titoli azionari e obbligazionari.

Indicatore Earning Yield Ratio

Uno degli indicatori di sintesi più utilizzati a tal proposito è il cosiddetto “earning yield ratio”, che rappresenta il rapporto tra il rendimento dei titoli obbligazionari a tasso fisso e il cosiddetto “earning yield”, il quale a sua volta è il rapporto tra l’utile della singola azione (o dell’indice azionario) e il prezzo della singola azione (o dell’indice azionario).

Indicatore Dividend Yield Ratio

Un altro indicatore di sintesi abbastanza utilizzato nel confronto della redditività relativa tra le azioni e le obbligazioni è il cosiddetto “dividend yield ratio”, che rappresenta il rapporto tra il rendimento dei titoli obbligazionari a tasso fisso e il dividend yield, vale a dire il rapporto tra il dividendo della singola azione (o dell’indice azionario) e il prezzo dell’azione (o dell’indice azionario).

Che significato ha per le azioni un rialzo di questi indicatori?

I due indicatori menzionati – l’earning yield e il dividend yield – sono sostanzialmente indicatori della redditività dell’azione. Secondo l’interpretazione più diffusa, un rialzo di questi indicatori implica che le azioni potrebbero essere eccessivamente care e di riflesso il mercato azionario merita da parte dell’investitore un grado di cautela in più.

Come si può intuire, in queste fasi è generalmente ritenuto meno conveniente comprare azioni.

Non tutto è sempre semplice come sembra, però.

L’interpretazione dei vari parametri non è sempre semplice

Purtroppo, nonostante la ragionevolezza delle premesse, l’utilizzo di questi indicatori non sempre conduce a conclusioni corrette circa la valutazione delle performance delle azioni rispetto alle obbligazioni. Come mai? Perché alcuni indicatori si modificano nel tempo e non sempre in maniera prevedibile.

Prendiamo il rapporto prezzo/utile di un titolo azionario. Il cosiddetto P/E (dall’inglese “Price Earning”), ossia il rapporto tra il prezzo di mercato di un’azione e l’utile per azione, è l’inverso dell’earning yield e rappresenta il prezzo, per unità di utile, di un titolo azionario (o di un indice azionario).

Dire, per esempio, che il P/E è pari a 15 equivale a dire che il mercato è disposto a pagare 15 volte un’unità di utile prodotto da quella società. A livello intuitivo, se assumiamo utili costanti nel tempo, il rapporto prezzo/utile rappresenta il numero di anni necessari per recuperare il costo iniziale dell’investimento.

Sebbene il calcolo del rapporto prezzo/utile sia relativamente semplice, la corretta interpretazione di questo parametro e del suo andamento nelle varie fasi di mercato è piuttosto complessa, per tre ragioni:

  • il rapporto prezzo/utile non è costante nel tempo, perché gli investitori sono disposti a pagare prezzi diversi per unità di utile a seconda delle diverse fasi di mercato;
  • non è affatto scontato che un titolo o un indice con un rapporto prezzo/utile basso sia per questo meno costoso e, quindi, destinato a registrare performance migliori nel tempo;
  • viceversa, non è detto che un titolo (o un indice) con un rapporto prezzo/utile alto sia per questo più costoso e, quindi, destinato a performance peggiori.

Conoscere i concetti è utile, non fare da sé è meglio

Insomma, come sempre c’è la teoria e poi c’è la pratica, e tra l’una e l’altra tutta una serie di variabili non sempre di facile interpretazione e previsione. Per questo, se da una parte è utile avere un’infarinatura di questi concetti per sapere che mettere a confronto la redditività delle azioni con quella, per esempio, delle obbligazioni è possibile, dall’altra nelle scelte d’investimento quotidiane è sempre bene affidarsi all’esperienza dei professionisti del settore, che possono orientarci nel modo migliore.

Redazione AdviseOnly avatar
Redazione AdviseOnly

AdviseOnly è un fornitore di content marketing finanziario, strutturatosi negli anni intorno allo storico blog di educazione finanziaria adviseonly.com. Oggi offre ai suoi clienti contenuti su temi di risparmio e investimenti con un linguaggio semplice e accessibile. Il brand è parte di Wealthype che offre soluzioni basate sull'Intelligenza Artificiale nel mondo della consulenza finanziaria.