Notizie fintech della settimana

Piccole e grandi fintech crescono. Checkout.com, CheckSig e Credimi ricevono nuovi fondi, mentre Unicredit sembra remare contro l'innovazione.
Fintech News settimana

Le principali notizie della settimana sono:

  • Checkout.com ottiene 1 miliardo di investimenti
  • Unicredit farà la fine di Blockbuster?
  • CheckSig ottiene un finanziamento da The Rock Trading
  • Credimi in rampa di lancio con 5,6 milioni di euro
  • Microprestiti, Redo pronta a conquistare l’Europa

Il riassunto della settimana:

Ha suscitato un grande dibattito sul social network Twitter la posizione di Unicredit rispetto agli spostamenti di denaro dei clienti verso le piattaforme di scambio di criptovalute, paventando una possibile chiusura del conto del cliente se questi sposta il proprio denaro verso i crypto exchange.

La settimana fintech ha però riservato altre novità molto interessanti nell’ambito della gestione delle criptovalute, con CheckSig che ha raccolto 1,5 milioni di euro da un round di investimento.

Nell’ambito dei servizi al micro credito al consumo di piccoli importi, Redo è stata acquisita da OCS, che intende farne una piattaforma europea per il micro credito istantaneo.

Queste in sintesi alcune delle notizie dal mondo fintech della settimana, ora entriamo nel vivo e approfondiamo ciascuna novità nel dettaglio partendo dal round di investimenti di Checkout.com, che si proietta verso gli Stati Uniti.

Checkout.com ottiene 1 miliardo di investimenti

La piattaforma basata sul cloud computing Checkout.com, ha raccolto ben un miliardo di dollari di investimenti dal round di Serie D totalizzando 1,8 miliardi di dollari di raccolta di capitali da diversi investitori in pochi anni.

La società fondata dal miliardario svizzero Guillaume Pousaz, si apprende dal comunicato stampa, è stata valutata 40 miliardi di dollari da investitori come Altimeter, Dragoneer, Franklin Templeton, Qatar Investment Authority, ed anche dall’Oxford Endowment Fund (fondo universitario).

La società utilizzerà i fondi raccolti in tre ambiti ritenuti strategici:

  1. crescita nel mercato degli Stati Uniti;
  2. aggiunta di soluzioni marketplace;
  3. rafforzare la leadership nel nascente Web3 (o Web 3.0).

Anche se la società lavora “nell’ombra”, per lei parlano le grandi aziende internazionali che si avvalgono dei suoi servizi e che permettono a milioni di clienti nel mondo di spostare i propri fondi e di effettuare transazioni economiche.

Tra i suoi clienti Qonto, che di recente ha completato con successo un round di investimento, Klarna, il servizio di mobile banking Revolut, ma anche Netflix, Pizza Hut, Coinbase ed FTX nel mondo delle criptovalute.

Il CEO di Checkout.com ha affermato che i fondi raccolti serviranno a “sbloccare l’enorme opportunità non sfruttata” che hanno davanti a loro.

Unicredit farà la fine di Blockbuster?

Quando una società manca l’appuntamento con l’innovazione del suo settore, spesso si afferma che “farà la fine di Blockbuster” o di Nokia.

Questa volta è toccato alla banca Unicredit essere accostata all’ex società di noleggio film e videogiochi chiusa nel 2014.

Tutto nasce da uno scambio di informazioni tra l’assistenza clienti di Buddybank, servizio di mobile banking del gruppo Unicredit, e un cliente del servizio bancario digitale.

Parlando dell’invio di denaro verso piattaforme di scambio di criptovalute, l’assistenza clienti consigliava al cliente di non farlo poiché le policy di Unicredit prevedono anche la chiusura del conto.

Informazioni non scritte nel contratto, ma che fanno parte delle policy del gruppo bancario che sono state successivamente confermate su Twitter dall’account ufficiale di Unicredit Italia ed anche al quotidiano La Repubblica dalla banca stessa.

Unicredit al quotidiano italiano ha confermato che non effettua investimenti in criptovalute, e che reputa ad alto rischio tale classe di attivo.

Tuttavia, a parziale correzione e per uscire dalle sabbie mobili delle critiche ricevute sui social, Unicredit ha affermato nella risposta fornita a La Repubblica che “non inibisce assolutamente ai propri clienti transazioni di compravendita in valute virtuali, ferme restando le raccomandazioni sui rischi associati a questi strumenti. Ci scusiamo per l'eventuale fraintendimento”.

CheckSig ottiene un finanziamento da The Rock Trading

Restiamo nella crypto city per dare conto del round di finanziamento da 1,5 milioni di euro ottenuto dal custode di bitcoin CheckSig.

Con sede a Milano, il servizio di custodia di criptovalute per gli investimenti professionali ha ottenuto l’appoggio finanziario da The Rock Trading, il più longevo tra gli exchange di criptovalute e anch’esso italiano.

Al round d’investimento hanno partecipato Intesi Group, specializzata in servizi di firma digitale, Par-Tec, esposto nel segmento dell’open source italiano e un insieme di imprenditori e business angel con esperienza nel settore dei servizi finanziari e consulenza strategica.

Secondo il comunicato stampa emesso da CheckSig, il nuovo finanziamento porta a una valutazione post-money della società di 20 milioni di euro.

La società è nata nel 2019 come spinoff del think thank Digital Gold Institute ed ha come missione semplificare l’accesso alle criptovalute alla clientela privata e agli investitori istituzionali, garantendo loro sicurezza.

CheckSig ha clienti in Italia e all’estero a cui garantisce servizi di compravendita, conti flessibili di custodia, assistenza fiscale e passaggio generazionale degli asset digitali.

La sicurezza dei fondi, si apprende dalla nota stampa, “è garantita da un protocollo pubblico basato su una soluzione multi-firma (11 chiavi di sicurezza) con tre livelli autorizzativi, che consente in ogni momento alla clientela e agli auditor di avere certezza dell’integrità del patrimonio custodito”.

Il Gruppo Cattolica Assicurazioni fornisce la copertura assicurativa e Deloitte gli audit esterni indipendenti.

Credimi in rampa di lancio con 5,6 milioni di euro

Passiamo ai finanziamenti digitali per raccontare della bella evoluzione che vive Credimi S.p.A., società di finanza digitale per imprese e ditte individuali.

A fine dicembre, racconta bebeez.it, la società ha raccolto 5,6 milioni di euro da una tornata di investimenti a cui hanno partecipato Merloni Holding, United Ventures sgr, Vertis sgr e con fondi propri il cofondatore Ignazio Rocco.

L’aumento di capitale è finalizzato al rispetto dei ratio patrimoniali previsti dall’articolo 106 del Testo unico bancario, il quale prevede per gli intermediari finanziari iscritti all’albo di Banca d’Italia che dispongano di sufficiente liquidità in rapporto ai finanziamenti accordati alla clientela.

La fintech del prestito alle piccole imprese Credimi, nei primi 11 mesi del 2021 ha erogato prestiti per 400 milioni di euro, per un totale da inizio delle attività di oltre 1,84 miliardi di euro, scrive BeBeez.

I prossimi obiettivi di Credimi sono:

  • finanziare nuove pmi con determinate caratteristiche di rischio;
  • supportare i settori più colpiti dalla pandemia (turismo e ristorazione);
  • attivazione di nuovi prodotti finanziari dedicati al settore dell’e-commerce.

Microprestiti, Redo pronta a conquistare l’Europa

Nuova linfa per Redo, il servizio di microprestiti basato sui dati dello smartphone del cliente, che ha appena ceduto al corteggiamento di OCS società partner tecnologico di banche per soluzioni finanziarie.

OCS con l’acquisizione di Redo lancia “la prima soluzione in Europa di micro credito al consumo interamente mobile, istantanea e compliant, che permette l'erogazione di nano-finanziamenti con periodi di rimborso brevi”, si legge nel comunicato.

Attraverso l’uso di algoritmi basati sull’intelligenza artificiale, la piattaforma di Mobile Instant Lending fornisce ai clienti al consumo una linea di credito istantanea e trasparente fino a 500 euro.

Con questa acquisizione OCS compie un ulteriore passo verso la “trasformazione da software provider a Fintech Digital Partner, capace di portare innovazione nelle mani dei propri clienti”, tra cui istituti finanziari ed operatori del credito al consumo “permettendo loro di disegnare nuovi modelli di business ad alto potenziale”.

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Fabio Carbone

Scrittore web tecnico ma versatile dal 2013, ha studiato informatica e filosofia ed anche un pizzico di sociologia. Dal 2016 si occupa di temi legati all'Industria 4.0 e al mondo del digitale. Scrive di finanza, criptovalute e blockchain per quotidiani online, siti di settore e aziende.