Gli NFT: la rivoluzione digitale dell'arte

Gli NFT (Non-Fungible Tokens) sono file digitali certificati tramite blockchain, utilizzati nel mercato dell’arte digitale. I volumi di scambio di questi asset sono in forte crescita.
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Alessio Guerriero
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Cosa sono i NFT?

I NFTs sono file digitali certificati tramite tecnologia blockchain che permette di collegare un bene, reale o digitale, ad un token.

I NFTs non sono semplici file digitali, la differenza che contraddistingue i NFTs è l’unicità garantita dalla blockchain che permette, da un parte, di riconoscere il proprietario anche qualora il file venisse copiato, dall’altra che sia quello originale. Una rivoluzione, se consideriamo che dall’avvento della digitalizzazione non è mai stato possibile stabilire chi fosse l’ideatore e chi “il falsario”. La blockchain consente di superare questo limite agendo come un vero e proprio “notaio digitale”.

In prima battuta, i NFTs potrebbero essere confusi con le criptovalute. Tuttavia, a differenze di queste ultime, nel caso dei NFTs essi sono caratterizzati dall’unicità del token. In altre parole, possiamo pensare ai NFTs come delle carte collezionabili uniche.

In definitiva, i NFTssono certificati digitali associati ad uno specifico asset, garantiscono l’autenticità e la proprietà dello stesso, ma non ne impediscono la duplicazione.

In che modo posso acquistare i NFT?

I NFTs permettono di tokenizzare sia beni reali che file digitali, hanno generato un nuovo mercato di crypto-arte, basato sullo scambio di opere artistiche di vario genere su piattaforme digitali. Recentemente l’attenzione dei media si è concentrata sui volumi e i prezzi di scambio collegati ai NFTs: ad esempio, la casa d’aste Christie’s ha battuto online per quasi 70 milioni di dollari un’opera d'arte The First 5.000 days di Beeple, raffigurante un collage di foto in formato jpeg.

Tuttavia il mercato dell’arte non è l’unico ad aver registrato uno sviluppo rilevante, è stato così anche per il mercato dei videogiochi. Un esempio emblematico è quello dei Cryptokitties, una collezione di gatti digitali. Il giocatore deve prendersene cura dandogli da mangiare, un po’ come accadeva negli anni ‘90 con il tamagotchi. Il prezzo di uno di questi cuccioli di gatto di generazione zero (ovvero generato e messo sul mercato), nell’ultimo anno è oscillato dai 35,00 € prezzo più basso fino ai 481,00 €. Da CoinMarketCap, che fornisce le quotazioni in tempo reale dei principali asset digitali, si osserva che i volumi di scambio si aggirano intorno ai 5.000,00 € al giorno.

OpenSea, Rarible, SuperRare, Yellowheart sono solo alcuni dei marketplace dove è possibile acquistare i NFTs. Ognuna di queste piattaforme cerca di differenziarsi offrendo particolari tipologie di prodotti. All’interno di OpenSea, per esempio, ci sono classificazioni dei vari NFTs, di seguito ne riportiamo alcuni a titolo di esempio:

  • Art: in questa categoria, si possono trovare varie tipologie di asset digitali con una connotazione artistica: dalle vignette di Trump, a varie forme di “dipinti” digitali, fino a delle semplici GIF.
  • Virtual Worlds: acquisto o vendita di appezzamenti di terra virtuali, dove è possibile costruire il proprio mondo virtuale. I giochi più famosi di questo genere sono: Decentraland, The Sandbox, Etherland.
  • Trading Cards: carte da gioco digitali, simili alle famose carte dei Pokémon, delle volte ne “copiano” anche l’aspetto e il nome (ad esempio,. PepemonWord). Le caratteristiche di ogni carta ne determinano il valore e i benefici durante le fasi di gioco.
  • Collectibles: NFTs collezionabili, dove lo scopo dell’investitore è creare una “libreria” più vasta possibile nel limite di quelli disponibili e trovare quelli più rari. Tra i moltissimi NFTs di questa categoria, tra i più diffusi troviamo: CryptoDrunks, Pixls Official e Crypto Geishas.

Le potenzialità e le criticità dei NFTs

L'utilizzo dei tokens non fungibili sta riscontrando un’ampia diffusione sul mercato degli asset digitali.

L’aumento della domanda appare dettata dall’euforia generale che spinge gli investitori ad acquistare uno specifico asset nella speranza che ci sia qualcun altro disponibile a comprarlo ad un prezzo maggiore, determinando quindi, nel complesso, un incremento della produzione e della circolazione di nuovi NFTs.

L’hype di mercato che si osserva verso questa tipologia di token è anche probabilmente conseguenza dell’interesse da parte degli investitori verso il mercato delle criptovalute: nell’ultimo anno il prezzo del BTC (Bitcoin) è quintuplicato e quello di altre criptovalute meno note hanno avuto rendimenti addirittura superiori. Si veda ad esempio, il caso Dogecoin che da inizio anno ha raggiunto un rendimento superiore al 5.000%. Per gli investitori, che hanno realizzato grossi guadagni, i NFTs potrebbero rappresentare un modo per diversificare gli investimenti senza convertire le cripto in valute legali.

I NFTs hanno portano anche dei rischi significativi. Oltre a quelli finanziari (volatilità dei prezzi), è nota anche la questione di sostenibilità ambientale. Infatti il consumo di energia per la creazione di un NFT è rilevante, l’equivalente dell’impiego di un’abitazione per un mese.

Ulteriori problematiche sono date dalla scarsa regolamentazione, che comporta alto rischio di attacchi informatici per i possessori di NFTs. Ad oggi, sono stati hackerati sia marketplace sia i singoli utenti, andando in contro alla perdita degli assets ma soprattutto delle carte di credito collegate all’utenza.

Fintanto che la Consob non prevedrà a livello normativo degli obblighi minimi di sicurezza per i marketplace, specie riguardo la validazione dei protocolli tecnologici, il mondo degli NFTs ricorderà i film di Sergio Leone nel vecchio West.

Secondo la normativa, come vengono classificati i token e a quale tipologia appartengono i NFTs?

Lo status legale dei tokens si divide in tre diverse tipologie:

  • Utility tokens permettono l’accesso o l’acquisto di servizi digitali della società emittente, può essere associato anche alle ICO (Initial Coin Offering), ovvero una modalità alternativa di raccolta di capitali in cui l’investitore riceve crypto-moneta;
  • Security tokens rappresentano il diritto di proprietà di un crypto-asset, questo permette di possedere dei diritti sia economici che amministrativi, simili al diritto delle azioni societarie. I Security tokens sono soggetti alle normative vigenti (MiFID II). Alcuni esempi di security tokens attualmente disponibili sul mercato sono: Securrency, Harbor, Swarm.
  • Currency tokens sono le monete digitali decentralizzate, le criptovalute che noi tutti conosciamo: dai più noti Bitcoin (BTC) ed Ether (ETH), fino alle altre meno conosciute come, ad esempio, Litecoin, Ripple, etc.

Non è tuttavia semplice inquadrare i NFTs in una di queste categorie. Proviamo a dare una risposta andando per esclusione. I NFTs non sarebbero degli Utility Tokens, in quanto non rappresentano un credito verso terzi, né costituiscono un diritto all’utile o al voto, così come i Security Tokens. Sicuramente non sono dei Currency Tokens, per la stessa differenza sostanziale e funzionale che c’è tra un’immagine e una banconota.

Non essendo classificabile secondo i parametri istituzionali, rappresentano una nuova asset class che necessita di una classificazione separata, avendo peculiarità differenti da quelle esposte in precedenza. Le autorità dovranno normare questo asset prima che l’assenza di legislazione possa portare conseguenze anche gravi.

Conclusione

I Non-Fungible Tokens sono l’ennesimo strumento tecnologico capace di alterare lo stato attuale delle cose. Per il momento alcuni possono considerarli come l’ennesima bolla speculativa, ma dietro tutto questo polverone si intravedono i reali benefici che sono in grado di apportare. Non ci resta che aspettare che il mercato faccia il suo corso, nella speranza che oltre a far arricchire alcuni, a discapito di altri, possano realmente essere sfruttati per un bene comune.

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