Alternative Payment Methods: come sta cambiando il mondo dei pagamenti online?

Alternative payment methods (APMs) stanno diventando sempre più importanti per gli ecommerce, sia a livello locale che globale. Scopriamoli insieme.
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metodi di pagamento alternativi

Ultimamente sentiamo spesso parlare di alternative payment, e di come, piano piano e senza essercene poi più di tanto accorti, abbia cambiato e continui a cambiare il nostro approccio al mondo dell’e-commerce, nonché le nostre abitudini nella scelta dei metodi di pagamento online.

Applicato a tutt'altro settore, è un po' come quando ci chiediamo come si faceva a fare un viaggio in macchina prima dell’arrivo di Google Maps, quando ancora si utilizzavano le cartine, quelle che bisognava studiare bene almeno la sera prima (per avere un minimo di certezza di non perdersi) e che una volta aperte non si ripiegavano più. Oggi però per noi è normale e scontato usare lo smartphone, anche perché ripiegare quelle cartine era veramente impossibile.

E, sulla stessa linea, metodi di pagamento che prima ci sembravano fuori dagli schemi oggi sono la norma, proprio perché hanno risposto con soluzioni concrete a determinate necessità, legate principalmente a praticità e velocità (smetti di pensare alla cartina!).

Ma, esattamente, che cosa si intende per alternative payment? E che cambiamenti sta portando nel mondo dell’e-commerce?

Con l’espressione alternative payment ci riferiamo a tutta quella serie di metodi di pagamento

pagamenti alternativi

innovativi, che non si basano su sistemi tradizionali. E, proprio come la musica alternative, o hanno un successo pazzesco o sono un flop totale. Ma, se quella canzone così strana (e quindi quel metodo di pagamento fuori dagli schemi) riesce a sfondare, potenzialmente attirerà l’attenzione di tutti e potrà anche diventare col tempo, appunto, una soluzione mainstream.

Ma perché gli alternative payment methods (APMs) stanno prendendo così piede? Perché conviene a un e-commerce offrire metodi di pagamento diversi e alternativi a quelli più conosciuti?

Non è facilissimo dare una risposta concisa e immediata, in quanto diversi sono i fattori che concorrono al successo di una soluzione. Cerchiamo di analizzarli punto per punto prendendo come esempio alcune opzioni di pagamento nate in questi ultimi anni.

Quando parliamo di APM, sicuramente pensiamo subito a PayPal, la società americana nata all'inizio del 2000 che ha contribuito in maniera sostanziale a rivoluzionare il nostro modo di fare acquisti online e a semplificare il trasferimento di denaro tra privati. Il tutto solo inserendo e-mail e password e andando, quindi, a eliminare il lungo e macchinoso inserimento di dati bancari al momento del pagamento e garantendo una maggiore sicurezza.

Non solo però PayPal, sono tantissime le tipologie di APM: un esempio è Klarna, fintech svedese leader nel settore. Il suo obiettivo era e rimane rendere i pagamenti online veloci e semplici (come direbbero loro: smoooth), adattandosi alle nuove esigenze degli utenti che acquistano online.

Klarna è conosciuta in Italia per la sua soluzione Pay now, evoluzione di SOFORT, che permette in pochissimi click, senza reindirizzamenti e in completa sicurezza (i dati non vengono in alcun modo condivisi) di pagare con bonifico immediato.

millennials

Ma con i Millennial e la Gen Z sono cambiate le regole del gioco, e un SOFORT 2.0 non è abbastanza. Digital-native e progressive, il loro modo di fare acquisti online è completamente diverso rispetto alle generazioni passate: lo shopping journey inizia e finisce prevalentemente su mobile, e deve essere caratterizzato da velocità, assenza totale di frizioni, e deve, soprattutto, saper assecondare i bisogni e le necessità legate a stili di vita diversi. Detto in altre parole, in una società caratterizzata principalmente dall'expectation for immediacy, quindi dalla necessità di avere tutto e subito, è fondamentale proporre soluzioni che possano permettere la gratificazione istantanea.

Oltre a questo fattore, i Millennial e la Gen Z sono consumatori molto più consapevoli e hanno aspettative molto più alte, soprattutto quando si parla di potere di scelta, quindi dell’avere il pieno controllo sul metodo di pagamento, decidendo in autonomia quando e quanto pagare.

Diverse sono le aziende fintech che hanno risposto a queste necessità con soluzioni di pagamento a rate.

La stessa Klarna offre la possibilità di effettuare pagamenti rateizzati in 3 o 4 rate senza commissioni, così come Oney, banca internazionale di origine francese, presente in 11 paesi, che ha lanciato una soluzione simile in Italia tramite ePrice a inizio 2019 (con commissione fissa per il cliente al pagamento della prima rata).

C’è poi Split it, fintech americana nata nel 2016, che di rate ne propone fino a 24 da saldare nell'arco di 36 mesi (per info: loro offrono anche un servizio dedicato al B2B)...senza interessi.

Se ci spostiamo poi all'ambito fashion, un’opzione che funziona molto bene è il Buy Now, Pay Later, che, sulla base del principio Try before you buy permette al cliente di provare la merce e decidere solo successivamente se acquistarla (con un pagamento solitamente a 14 o 30 giorni) o se, piuttosto, effettuare il reso.

Accanto a pagamenti posticipati e rateizzazioni troviamo i finanziamenti, resi semplici e veloci - Affirm per esempio permette all'utente di tenere sott'occhio il proprio merito creditizio attraverso il proprio account, nonché di customizzare il periodo di rateizzazione.

L’azienda americana, così come Klarna, offre opzioni di finanziamento fino a 36 mesi, pensate per i prodotti più costosi. Nel caso di Klarna però, non sono previsti interessi se il pagamento viene completato entro i primi 6 mesi.

Che cosa accomuna tutte queste soluzioni e, più in generale, gli APMs?

Prezzi bassi, se non pari a zero. E zero sorprese - pensiamo a fee o sovrapprezzi nascosti - pena la perdita totale del senso di fiducia sviluppato nei confronti del brand.

Chiarezza e trasparenza diventano quindi le parole chiave.

Accanto a queste se ne aggiunge una terza, sicurezza: pensiamo a Millennial e Gen Z, utenti molto più consapevoli, i quali scelgono il metodo di pagamento anche in funzione di fiducia, affidabilità e familiarità. È fondamentale avere la sicurezza che dati e credenziali bancarie non vengano condivisi con terzi.

Conosciamo bene l’attenzione e la fatica che ruotano intorno a due elementi cruciali per chi

alternative payment methods

possiede un e-commerce: riduzione del tasso di abbandono del carrello e aumento del conversion rate. Per farlo è necessario che il check-out, parte determinante dell’intero customer journey, sia privo di frizioni, intoppi e di qualsivoglia fattore che possa rallentare o bloccare il processo. Al tempo stesso deve essere semplice, intuitivo e accessibile.

Concretamente questo significa, per il cliente, la possibilità di inserire il minor numero di informazioni possibile al momento del check-out, evitando così di perdere tempo nella ricerca dei dati della carta, piuttosto che di incappare nella ben concreta possibilità di sbagliare l’inserimento di numeri e codici (magari anche più di una volta…).

Non soltanto, con check-out accessibile e semplice si intende anche l’evitare di essere reindirizzati su pagine terze, allungando in maniera sostanziale il tempo speso, e conseguentemente, riducendo la pazienza e la motivazione a concludere l’acquisto.

Lo stesso vale per il mobile, grande cruccio di molti merchant. La soluzione è però a portata di mano: con l’attivazione di acquisti 1-click o eliminando l’obbligo di inserire dati non necessari i tempi si riducono e il check-out si fa semplice e veloce.

Che cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro?

Siamo sicuri che nei prossimi anni saranno tantissime le novità in ambito APM.

Pensiamo agli in-chat payment, che in Cina, tramite WeChat, hanno sostituito quasi del tutto le altre forme di pagamento online e offline - e che con tutta probabilità presto raggiungeranno anche l’Occidente. O a pagamenti in-store con codice a barre integrato direttamente nell’app bancaria, come propone Bluecode. O ancora a pagamenti senza IBAN, che ricorrono soltanto a e-mail o numero di cellulare, come Plick (Paydo).

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