La finanza alternativa fa crescere le PMI italiane grazie al fintech

Cresce l'accesso al credito senza ricorrere al canale bancario: è la strada fintech che piace a tante piccole e medie imprese italiane.
La finanza alternativa fa crescere le PMI italiane grazie al fintech

Velocità, semplicità ed efficienza. Sono questi gli ingredienti della ricetta vincente che caratterizza le PMI italiane, da sempre il cuore dell'economia del nostro Paese, un cuore che ha risposto bene alla crisi economica generata dal covid, dando un contributo sostanziale alla risalita del PIL nazionale (+6% previsto per il 2021).

La raccolta di capitali delle PMI italiane

Ma non è possibile fare impresa senza capitali e su questo punto le PMI fanno spesso fatica. Il classico accesso al credito attraverso le banche è talvolta difficile o addirittura impossibile. Per non parlare del private equity e del venture capital, ambiti in cui storicamente il nostro Paese sconta un forte ritardo.

In questo quadro si inserisce l’incremento di startup e PMI (sia tradizionali, sia innovative), che utilizzano la finanza alternativa per raccogliere i soldi necessari a crescere. Qui entrano in scena diversi player fintech, attraverso strumenti come il lending crowdfunding ma non solo.

Il trend è stato analizzato dal Politecnico di Milano nel quarto report annuale sulla finanza alternativa delle PMI, presentato durante l’Alt Finance Day che si è tenuto a fine novembre.

Tra luglio 2020 e giugno 2021, quindi in piena pandemia, il mercato della finanza alternativa ha mobilitato circa 4,23 miliardi di euro a favore delle piccole e medie imprese italiane. Un aumento del 50% rispetto all’anno precedente.

I principali strumenti della finanza alternativa

In particolare, sono cresciuti i minibond (+17%) e il crowdfunding, soprattutto il lending, con un notevole +73% sul 2020. Anche l’invoice trading è cresciuto del 7,5%, nonostante un lieve calo nel primo semestre del 2021.

Guardando alla Borsa, la raccolta che le PMI hanno effettuato, in particolare su Euronext Growth Milan (ex-Aim Italia), è aumentata del 66% rispetto al periodo precedente.

Sempre nell’alveo della finanza alternativa, cresce l’interesse verso la possibilità di raccogliere capitali attraverso la vendita di NFT (quei Non Fungible Token che girano su blockchain e che stanno rivoluzionando diversi settori, come quello dell’arte) e verso la tokenizzazione di asset, un campo in larga parte ancora inesplorato e che come tutte le innovazioni è soggetto ad alterne fortune.

Qualche mese fa, ad esempio, la Mazzanti Automobili, una PMI toscana che produce hypercar da milioni di euro, aveva provato una campagna crowdfunding con tokenizzazione degli asset sulla piattaforma Stokr, ma non era andata a buon fine.

L'aumento di fiducia degli imprenditori italiani verso la finanza alternativa

Focalizzandoci solo sulla leva dei prestiti alle PMI via fintech e prendendo gli ultimi dati di ItaliaFintech, nel 2020 le fintech italiane hanno concesso nuovo credito alle piccole e medie imprese per 1,65 miliardi di euro, con un incremento del 450% rispetto ai 372 milioni di nuovo erogato nel 2019.

In netto aumento anche il numero di nuove imprese italiane clienti del fintech, salite dalle 1.092 del 2019 alle 5.464 del 2020. Nei primi nove mesi del 2021 i numeri sono esplosi ulteriormente: 6.399 le aziende finanziate con 2,3 miliardi di euro.

Come ben spiega l’Ufficio Studi del digital lender Opyn (ex BorsadelCredito.it): “Le piattaforme di lending riescono a fare credito anche a soggetti che prima non potevano ottenerlo. In generale le fintech hanno costi inferiori e processi più efficienti (rispetto agli operatori tradizionali, aggiungo io) e sono in grado di offrire una gamma di servizi finanziari a tutto tondo, dal conto corrente, alla carta prepagata, ai pagamenti P2P, agli investimenti, fino ad arrivare ai prestiti. Senza considerare che queste realtà offrono ai clienti un senso di sicurezza finanziaria, che deriva dalla velocità e dalla snellezza del servizio (digitale, via app e via pc, di facile e semplice utilizzo), ma anche dalla personalizzazione e dall’ascolto”.

Conclusioni

Insomma il fintech contribuisce già alla crescita dell’economia nazionale e a una maggiore inclusività finanziaria, democratizzando l’accesso ai capitali e facilitando la nascita e la gestione di attività imprenditoriali. Il ruolo del settore non potrà che aumentare nel 2022 e ancora più avanti. Qui a Finom siamo orgogliosi di fare la nostra parte nel sostenere il cuore pulsante della nostra economia.

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