Global player, radici locali: servizi digitali tra Europa e mondo

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Nel momento in cui il digitale ridefinisce equilibri industriali, organizzativi e competitivi, la dimensione internazionale diventa sempre più importante. Ma conta anche la capacità di far dialogare quella scala globale con le esigenze concrete dei mercati locali. È qui che si inserisce la presenza di Stefanini Group come sponsor Silver di “Tour in the Future 2026”, dentro un evento che si interroga sul significato stesso di “Made in Europe”.

Il 5 giugno alle OGR Torino, “Tour in the Future 2026 – MADE IN EUROPE: la riscossa tecnologica è davvero iniziata?” riunirà imprese, professionisti e protagonisti dell’innovazione per una giornata di confronto su tecnologie, modelli e scenari in trasformazione. L’evento è organizzato dal Club del Digitale e dell’Innovazione di Torino, in collaborazione con AUSED, e porta avanti il percorso costruito negli anni dall’IT Day.

Stefanini Group è sponsor Silver di “Tour in the Future 2026”. Perché avete scelto di sostenere l’evento?

Abbiamo scelto di sostenere l’iniziativa Tour in the Future 2026 perché crediamo che oggi innovazione significhi soprattutto creare connessioni tra tecnologia, persone e imprese.
Un evento come questo rappresenta un punto di incontro concreto tra visione strategica, competenze e capacità di trasformare le idee in progetti reali; il nostro Paese sta vivendo una fase di grande fermento tecnologico e industriale. Iniziative come questa favoriscono networking qualificato, confronto tra imprese e nascita di nuove opportunità di innovazione condivisa.

In un quadro che mette al centro AI, cyber defence, spazio, energia, finanza e sovranità tecnologica, la presenza di un gruppo internazionale richiama anche un’altra questione. Come si costruisce innovazione tenendo insieme scala globale, competenze distribuite e attenzione alle specificità dei contesti locali.

Che cosa significa oggi lavorare sul digitale con una prospettiva internazionale ma mantenendo attenzione ai bisogni specifici dei territori?

Avere una visione internazionale permette di anticipare il cambiamento, accedere a competenze globali e adottare tecnologie mature ed evolute. Ma è l’attenzione al territorio che consente di creare valore concreto: comprendere i processi delle imprese locali, le dinamiche delle filiere produttive, le competenze disponibili e gli obiettivi di crescita delle organizzazioni.

La cornice “Made in Europe” rende il tema ancora più sfumato e interessante. Perché non si tratta di scegliere tra globale e locale, ma di capire come valorizzare entrambi, costruendo soluzioni che sappiano parlare al mercato europeo senza perdere capacità di confronto con il resto del mondo.

Quale contributo può dare un player internazionale a un ecosistema europeo dell’innovazione che vuole rafforzarsi?

Un player internazionale può diventare un abilitatore di questo processo, mettendo a disposizione metodologie, best practice e modelli già sperimentati a livello globale, ma adattandoli alle esigenze europee e locali. Il valore non sta solo nella tecnologia, ma nella capacità di creare contaminazione positiva tra ecosistemi differenti e può inoltre favorire la crescita delle competenze, contribuire alla diffusione di cultura digitale e aiutare le aziende europee ad affrontare sfide strategiche come AI, cybersecurity, cloud transformation, sostenibilità e modernizzazione applicativa.

Stefanini Group è un gruppo internazionale che combina consulenza, sviluppo e servizi gestiti. Lavora con aziende di settori diversi e porta in dote un’esperienza costruita in contesti geografici differenti, utile quando si ragiona su modelli digitali replicabili su più mercati.

Qual è la sfida più delicata quando si prova a tenere insieme standard globali e bisogni molto concreti delle aziende?

La sfida più delicata è trovare il giusto equilibrio tra scalabilità e personalizzazione.

Gli standard globali sono fondamentali perché garantiscono qualità, sicurezza, efficienza e velocità di innovazione e consentono di adottare tecnologie consolidate, metodologie condivise e modelli operativi capaci di funzionare su larga scala.

Ma le aziende, soprattutto nei contesti industriali europei e italiani, hanno spesso esigenze molto specifiche: processi costruiti nel tempo, culture organizzative differenti, filiere particolari e obiettivi di business che non possono essere affrontati con approcci “one size fits all”.

La vera capacità sta quindi nell’adattare l’innovazione senza snaturarla. Significa mantenere una visione globale, in termini di tecnologia, governance, sicurezza e innovazione, ma con la flessibilità necessaria per comprendere il contesto specifico del cliente e costruire percorsi sostenibili.

Che cosa vi piacerebbe emergesse dalla vostra presenza come sponsor Silver del Tour?

Ci piacerebbe che dalla nostra presenza come Silver Sponsor emergesse innanzitutto un messaggio chiaro: l’innovazione ha valore quando riesce a creare impatto concreto per le aziende, per le persone e per il territorio. Vorremmo essere percepiti non solo come un player tecnologico, ma come un partner capace di accompagnare le organizzazioni nei percorsi di trasformazione digitale con competenze, visione internazionale e attenzione reale alle esigenze specifiche di ogni contesto. Il nostro è un segnale di vicinanza al territorio e alla community dell’innovazione italiana.

Siamo un player internazionale, ma ben radicato anche in Italia con le nostre sedi principali su Torino e Milano e personale sparso in tutto lo stivale, sentiamo dunque la responsabilità di contribuire attivamente alla crescita degli ecosistemi locali, creando valore condiviso e relazioni di lungo periodo.

La presenza di Stefanini Group dentro il Tour aiuta a leggere una delle sfide più attuali del digitale europeo. Rafforzarsi senza chiudersi, crescere senza perdere aderenza ai contesti, innovare senza smarrire il rapporto con la realtà delle organizzazioni.

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Roberta Callegari

Media Manager Fintastico.com Giornalista, blogger e social media strategist. Creo ponti e racconto storie.

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