Fintech e imprenditoria giovanile, il connubio perfetto

La pandemia ha rallentato vistosamente la nascita di nuove imprese, ma i giovani italiani sono fiduciosi nella loro capacità di costruirsi un futuro imprenditoriale.
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Fintech e imprenditoria giovanile, il connubio perfetto

La pandemia e la conseguente crisi socio economica, hanno davvero spento la voglia dei giovani italiani di diventare imprenditori?

Per rispondere a questa domanda è molto utile affidarsi ai dati diffusi a inizio mese dall’Osservatorio Generazioni future realizzato da Confcommercio e One Day Group, con il sostegno di Facebook Italia. Questo Osservatorio innanzitutto rivela come i giovani italiani non abbiano perso fiducia nella capacità di fare imprenditoria in Italia, anche se la burocrazia è un grande ostacolo alla realizzazione di questo sogno.

La ricerca ha coinvolto un campione di un migliaio di giovani imprenditori e imprenditrici tra i 20 e i 42 anni residenti in Italia. Stando ai dati dell’Osservatorio, nonostante la maggior parte degli intervistati pensi che la situazione economica dopo la pandemia sia peggiorata, il 64%, di chi già ha un’impresa, fonderebbe una nuova azienda oggi. Tra gli aspiranti imprenditori invece c’è più sfiducia perché il 56% non si lancerebbe in un’attività imprenditoriale ora.

Burocrazia, troppe tasse e scarso capitale sono le difficoltà che oggi come ieri incontrano le nuove generazioni che scelgono di fare impresa, mentre leadership e capacità organizzativa continuano ad essere le skill fondamentali per chi la fa. Un imprenditore su tre lamenta la difficoltà a reperire collaboratori e competenze tecniche. I servizi delle associazioni, le consulenze private, gli eventi e i networking sono considerati utili per intraprendere la professione dal 42% degli intervistati.

Per il 56% degli imprenditori ciò che è importante sono i risultati quindi sono disposti a fornire flessibilità totale per i propri team member che possono lavorare dove e come vogliono.

In questo contesto, che ruolo gioca il Fintech nel semplificare la vita dei giovani imprenditori e di chi è in procinto di lanciarsi nella propria attività?

Partiamo dal considerare che le soluzioni moderne sono di facile accesso ai nuovi imprenditori che partono da zero, non devono quindi affrontare “switching costs”, ossia quei costi e ostacoli da affrontare per passare da un servizio all’altro, con la conseguente modifica delle proprie procedure interne. Di fatto hanno la libertà di scegliere le migliori soluzioni disponibili sul mercato. Per esempio, se un imprenditore vuole provare ad usare un nuovo software per la gestione della propria azienda, sarà molto più facile per lui partire da zero anziché esportare uno storico di informazioni da un software all’altro.

Pensiamo, poi, agli ormai consolidati vantaggi della fatturazione elettronica: ci si sofferma troppo sulle funzioni base della conservazione dei documenti, ma cosa si può fare con i dati delle fatture? Utilizzando un software di gestione della liquidità aziendale è possibile sintetizzare e categorizzare le informazioni di spesa e di ricavo per aumentare la trasparenza dello stato di salute di una micro-attività, dando maggiore consapevolezza all’imprenditore sulle scelte future da compiere o evidenza del peso complessivo di costi fissi e variabili su ricavi.

Altro esempio, le numerose soluzioni di incasso e di pagamento oggi disponibili sul mercato facilitano la gestione di un punto vendita e danno la possibilità di ridurre i costi del servizio, aumentando anche le marginalità.

Dal punto di vista finanziario, l’aumento e la crescita delle piattaforme fintech di finanziamento facilitano l’accesso al credito delle nuove imprese, non tanto per merito ma anche solo per il tempo necessario all’erogazione e alla facilità di istruttoria.

Le neo-bank dedicate agli imprenditori, consentono di effettuare tutte le necessarie operazioni dal proprio ufficio, dall’apertura del conto alla gestione delle carte, senza dover perdere tempo in spostamenti fisici o incontri poco efficaci.

In generale quindi la crescita dell’ecosistema imprenditoriale italiano e del fintech sono elementi che vanno di pari passo, poiché la nuova classe di imprenditori è più propensa a sperimentare e ad individuare le soluzioni e le tecnologie che possono ridurre al minimo le frizioni causate da attività meno importanti, che distolgono l’attenzione da ciò che conta davvero: soddisfare i propri clienti e trovarne di nuovi.

Insomma queste e altre soluzioni offerte da operatori fintech come FINOM e altri possono migliorare di molto la gestione aziendale e quindi la vita degli imprenditori. In particolare di quelli più giovani. Magari qualcuno aprirà una nuova attività anche perché meno spaventato dalla gestione d’impresa. Sarebbe una bella vittoria per tutti.

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