Diventare business angel: un corso insegna come investire in startup

Il Fintech District, Level39 e il Fintech Institute lanciano un corso per diventare business angel con focus sulle startup fintech. Iscriviti oggi.
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Sono incredibili le opportunità d'investimento offerte dalle startup early stage ma per coglierle al meglio è necessario essere disposti ad affrontare diverse sfide tra cui quella di imparare a riconoscere quali saranno gli unicorni del futuro in questo ampio e variegato ecosistema in cui trend come il fintech e la tecnologia blockchain si stanno diffondendo rapidamente, influenzando il mondo della finanza, oltre alla nostra vita quotidiana.

A chi vuole capire come muoversi tra le tante realtà e valutare rischi e buone occasioni, Fintech District propone un workshop di 2 giorni con relatori esperti che spazieranno su tutti gli aspetti che un investitore consapevole deve conoscere.

Il corso si svolgerà in inglese, il 6 marzo 2020 a Milano nella sede del Fintech District, e il 13 marzo pressoLevel39, il più grande incubatore tecnologico europeo per startup fintech.

Il workshop è stato realizzato in partnership con Fintech Institute - fornitore di servizi certificati CDP (Continuous Development Programme) - specializzato in eventi, conferenze e workshop Fintech e Blockchain. Il numero di partecipanti previsti è ristretto per creare un gruppo esclusivo in cui le interazioni con gli speaker possano essere agili e il networking maggiormente proficuo.

Dopo aver chiarito perché quello in startup early stage non è un investimento come tutti gli altri, durante il corso verranno fornite le risposte a tutte quelle domande che sorgono nella mente di chi è di fronte ad un ecosistema con regole proprie e in veloce evoluzione:

  • Quali sono le aspettative di ritorno dell'investimento e quanto tempo ci vorrà?
  • Come funzionano i round di investimento?
  • Quando è il momento migliore per investire?
  • Quali sono i rischi e le opportunità?

Non mancheranno dei focus sul settore fintech, con suggerimenti su come fare un investimento consapevole quando c’è di mezzo la blockchain, e interventi dedicati agli aspetti legali e alle tecnologie emergenti che devono essere valutate con alla mano informazioni certe.

Con piglio pragmatico nei due pomeriggi di workshop si entrerà nel dettaglio di aspetti molto operativi, per imparare a scegliere una startup e a valutarne le potenzialità, a gestire il rischio d'investimento e a rapportarsi con il founder facendo le domande giuste per capire se davvero si ha tra le mani un futuro unicorno. Essenziale anche comprendere dove trovare le migliori offerte e delle opportunità di co-investimento, inevitabile inoltre fermarsi a valutare le ripercussioni della Brexit sul mondo delle startup, in particolare su quelle legate ai settori tecnologici e fintech. Proprio da questo settore provengono le ex realtà early stage che interverranno nei due pomeriggi per illustrare la propria esperienza ai partecipanti del workshop, come esempio concreto di startup a cui un investitore si può trovare di fronte.

Sfogliando il programma delle due date, si trova il nome di Gianluca Guerra, co-fondatore di Purple Hat Capital, l'Angel Syndicate che, in pochi mesi, ha investito in oltre 16 startup. Al workshop racconterà come scegliere le migliori opportunità diversificando i rischi mentre Stefano Tresca (Level39) illustrerà alcune strategie di investimento partendo da quelle applicate da Peter Thiel (PayPal, Facebook) e da Chris Sacca (Uber, Twitter). A completare le informazioni di base per futuri investitori in startup early stage ci sarà Elisa Giudici spiegando come valutare un pitch deck e sfruttare il networking per cogliere le migliori offerte.

Il focus sulla blockchain è affidato a Rosbeh Zakikhani (DeepHound and AskSteven AI) esperto in truffe ad essa legate e in consigli per evitarle senza però rinunciare a tutte le reali opportunità che questa tecnologia offre. Questo speaker coinvolgerà i partecipanti in un finale interattivo facendo loro sperimentare il sistema di AI che aiuta a individuare e smascherare le truffe. Diverso e complementare il taglio dell’intervento di Peter Lazou (Otherdots) che di blockchain e criptovalute racconterà l’impatto sociale nel futuro, quando saranno in grado di riunire le persone e le comunità globali aiutando a risolvere molti dei problemi già attualmente presenti e pressanti. Nella giornata londinese del corso, uno sguardo anche al panorama delle startup tecnologiche emergenti nella city e alle opportunità di investimento ad esse legate assieme a Emily Hoble (London&Partners).

Perché tra Milano e Londra?

La risposta è semplice e forse anche scontata: sono i posti migliori per essere un business angel.

Brexit o non Brexit, a Londra il settore tecnologico sta crescendo in modo esplosivo e sta raggiungendo livelli record quanto ad attrazione di investimenti. Gli investimenti in capitale di rischio hanno già raggiunto i 4,5 miliardi di sterline in startup tecnologiche, superando il totale di 4,3 miliardi di sterline dello scorso anno, secondo i dati dell'agenzia promozionale del sindaco di Londra, London & Partners. Gli avvistamenti di unicorni non sono degli eventi rari da queste parti, nel cuore pulsante di un paese come il Regno Unito, luogo di nascita di oltre 70 startup che hanno una valutazione di oltre 1 miliardo di sterline. Secondo i dati di Tech Nation and Dealroom solo gli Stati Uniti e la Cina lo superano nella classifica globale.

E Milano? Con le sue 1700 startup, sempre in crescita, è la capitale italiana delle startup e ospita il maggior numero di aziende ad alto valore tecnologico censite nel 2019. In questa città e nel Paese di cui è la nota locomotiva, si è registrato un significativo balzo in avanti sia nell'attenzione di investimenti nel settore fintech italiano ed è aumentata la capacità di attrarre capitali, grazie a modelli di business più interessanti e sfidanti. Secondo quanto riportato nel Fintech report di Bebeez (marzo 2019) nel 2018 sono stati raccolti circa 213 milioni di euro in round di investimento da parte delle startup italiane fintech e, in particolare, delle fintech scale-up. Considerando tutti gli ultimi round annunciati dal fintech italiano si superano i 395 milioni.

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