- 23/06/2026
Nel settore Energy & Utilities il processo Meter to Cash sta assumendo un ruolo sempre più centrale, superando la dimensione puramente operativa con cui per anni è stato interpretato. Oggi da questo snodo passano temi decisivi come cash flow, qualità del dato, capacità di integrazione tra sistemi e customer experience, tutti elementi che incidono direttamente sulla competitività degli operatori e sulla loro possibilità di innovare in modo sostenibile.
In questo scenario si inserisce Neta Open Suite, la piattaforma SaaS di Neta di Engineering Group che integra AI, cloud e un’architettura data driven per accompagnare la trasformazione delle utility. La soluzione introduce automazione intelligente e modelli predittivi su billing, credito e vendite, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e ridurre il time to cash.
Come sta cambiando oggi, nella vostra esperienza, il ruolo del Meter to Cash all’interno delle utility?
Il ruolo del Meter to Cash sta cambiando profondamente: da funzione operativa a leva strategica di business. Oggi non si limita più a fatturare e incassare, ma diventa il punto in cui si generano valore e insight: qualità del dato, previsione del cash flow, personalizzazione delle offerte e gestione proattiva del cliente. Grazie a SaaS e AI, i processi sono sempre più automatizzati, predittivi e integrati con l’ecosistema digitale. Questo permette alle utility di ridurre costi ed errori nel breve, ma soprattutto di abilitare nuovi modelli di servizio e crescita nel medio-lungo periodo.
Un elemento distintivo dell’approccio proposto da Neta è la possibilità di evolvere senza ricadere in nuovi vincoli architetturali. L’impostazione no vendor lock in, insieme all’uso di API aperte, consente infatti di integrare la piattaforma con l’ecosistema esistente e di costruire percorsi progressivi di trasformazione, in cui sistemi legacy e nuove componenti applicative possano convivere senza imporre rotture drastiche o progetti di sostituzione totale.
Anche il modello commerciale contribuisce a rendere questa evoluzione più accessibile. La logica SaaS, modulare e flessibile, permette di adattare la soluzione a operatori di dimensioni diverse, con pricing basato su volumi e servizi e con un’evoluzione continua inclusa. In questo modo, l’investimento tecnologico può seguire più da vicino i bisogni reali dell’organizzazione, accompagnando la crescita e l’evoluzione dei processi senza irrigidirsi in strutture troppo pesanti o poco scalabili.
È in questa prospettiva che il tema si è inserito nel confronto sviluppato durante Tour in the Future 2026 alle OGR di Torino. L’evento ha offerto l’occasione per ragionare su come la trasformazione digitale, nei settori più infrastrutturali e regolati, non coincida semplicemente con l’adozione di nuove tecnologie, ma con la capacità di ripensare i processi core in chiave più aperta, integrata e orientata al valore. Per il mondo utility, questo significa passare da una gestione frammentata delle attività a una visione in cui dato, automazione e capacità predittiva diventano parte della strategia industriale.
Quali sono oggi, secondo voi, i principali ostacoli che impediscono alle utility di trasformare davvero il Meter to Cash in una leva di valore e innovazione?
Gli ostacoli principali sono soprattutto di natura strutturale e culturale. Da un lato, molte utility operano ancora con processi frammentati e sistemi legacy, che limitano integrazione, scalabilità e qualità del dato. Dall’altro, c’è una forte dipendenza da logiche IT tradizionali, che rallenta l’evoluzione verso modelli più aperti e data driven. A questo si aggiungono complessità operative e regolatorie crescenti, che assorbono risorse sul breve termine e rendono difficile investire in innovazione. Il punto chiave è che, finché il Meter to Cash resta gestito come processo tecnico e non come asset strategico, diventa difficile liberarne il pieno potenziale in termini di valore e nuovi servizi In questa lettura, il Meter to Cash non è più soltanto una sequenza di attività da efficientare, ma un ambito in cui si concentrano alcune delle scelte più importanti per il futuro del settore.
La qualità dell’integrazione tra sistemi, la disponibilità di dati affidabili, la possibilità di scalare senza lock in e la capacità di tradurre tutto questo in benefici concreti su margini, resilienza e servizio al cliente definiscono oggi un terreno competitivo sempre più rilevante. È proprio qui che piattaforme come Neta Open Suite mostrano il loro valore: non come semplice risposta tecnologica, ma come abilitatore di un nuovo modo di pensare i processi core delle utility.