Dall’idea al rollout: gestione operativa della trasformazione tecnologica

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Ci sono momenti in cui il digitale smette di essere racconto e inizia a misurarsi con la realtà. Con i tempi delle aziende, con la necessità di scegliere, con il bisogno di trasformare complessità in direzione. È in questo spazio che si inserisce la presenza di Havant a “Tour in the Future 2026”, di cui è Gold Partner.

Il 5 giugno alle OGR Torino, “Tour in the Future 2026 – MADE IN EUROPE: la riscossa tecnologica è davvero iniziata?” porterà al centro del confronto i grandi temi che stanno ridisegnando il futuro tecnologico europeo. L’evento è organizzato dal Club del Digitale e dell’Innovazione di Torino, in collaborazione con AUSED, e raccoglie l’eredità di oltre quindici edizioni di IT Day in una giornata che mette insieme visione, tecnologia e impatto.

Havant è Gold Partner di “Tour in the Future 2026”. Perché avete scelto di sostenere questo appuntamento e che cosa vi aspettate da una giornata come questa?

Perché crediamo che oggi sia fondamentale creare occasioni di confronto concrete tra chi immagina il futuro e chi ogni giorno lo deve realizzare all'interno delle organizzazioni. Tour in the Future affronta temi strategici per il tessuto produttivo europeo – dall'intelligenza artificiale alla cybersecurity, dalla sovranità digitale alla sostenibilità – con un approccio che va oltre le mode del momento.

Come Havant lavoriamo ogni giorno al fianco delle imprese per trasformare innovazione e tecnologia in risultati misurabili. Partecipare a questo evento significa contribuire a una discussione che mette al centro non solo il "cosa" fare, ma soprattutto il "come" farlo. Ci aspettiamo una giornata di confronto aperto, contaminazione di idee e condivisione di esperienze concrete.

In un momento in cui tutti parlano di trasformazione digitale, qual è il cambiamento che vedete più da vicino nelle aziende con cui lavorate?

Il cambiamento più evidente è il passaggio da una logica di digitalizzazione dei singoli processi a una visione più integrata del dato e delle informazioni aziendali. Le organizzazioni stanno comprendendo che il vero valore non nasce dall'adozione di una singola tecnologia, ma dalla capacità di connettere persone, processi e informazioni in modo coerente.

L'intelligenza artificiale sta accelerando questa consapevolezza: molte aziende stanno iniziando a chiedersi non solo come automatizzare attività, ma come valorizzare il patrimonio informativo già presente nei propri sistemi e documenti. È qui che vediamo nascere i progetti più interessanti e con il maggiore impatto sul business.

Quando sentite parlare di “Made in Europe” applicato al digitale a cosa salta subito alla vostra mente?

Pensiamo a un modello di innovazione che mette al centro affidabilità, governance, sicurezza e rispetto dei dati. In un contesto sempre più complesso, il tema della sovranità digitale sta diventando strategico per molte organizzazioni europee.

Made in Europe significa sviluppare tecnologie capaci di coniugare innovazione e responsabilità, garantendo conformità normativa, protezione delle informazioni e controllo degli asset digitali. Non è solo una questione geografica, ma un approccio che valorizza qualità, trasparenza e sostenibilità nel lungo periodo.

Qual è l’errore che vedete più spesso nelle imprese che vogliono innovare troppo in fretta?

Pensare che la tecnologia sia la risposta prima ancora di aver definito il problema. Spesso si parte dagli strumenti anziché dagli obiettivi di business, con il rischio di generare complessità invece che semplificazione.

L'innovazione efficace richiede una visione chiara, un percorso graduale e la capacità di coinvolgere le persone che vivranno il cambiamento ogni giorno. Le tecnologie oggi disponibili sono straordinarie, ma producono valore solo quando vengono inserite all'interno di processi ben progettati e realmente adottati dall'organizzazione.

Che cosa vi piacerebbe lasciare al pubblico del Tour in the Future attraverso la vostra presenza all’evento?

Vorremmo lasciare una riflessione semplice: la trasformazione digitale non è un progetto tecnologico, ma un progetto di evoluzione aziendale.

L'innovazione genera valore quando riesce a rendere le organizzazioni più efficienti, più consapevoli e più capaci di affrontare il cambiamento. Se riusciremo a trasmettere l'idea che il futuro non si costruisce inseguendo le tecnologie del momento, ma creando le condizioni per utilizzarle in modo concreto e sostenibile, avremo raggiunto il nostro obiettivo.

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Roberta Callegari

Media Manager Fintastico.com Giornalista, blogger e social media strategist. Creo ponti e racconto storie.

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