- 04/06/2026
Ogni organizzazione che decide di investire nel digitale si ritrova prima o poi davanti alla stessa domanda. Dove ha senso usare soluzioni standard e dove invece servono strumenti progettati su misura, allineati ai propri processi, ai propri dati, ai propri utenti. La presenza di Tricode come Technical Partner di “Tour in the Future 2026” si inserisce proprio in questo punto, quello in cui le idee devono diventare codice, interfacce, applicazioni concrete.
Il 5 giugno alle OGR Torino, “Tour in the Future 2026 – MADE IN EUROPE: la riscossa tecnologica è davvero iniziata?” porterà a confronto imprese, professionisti e protagonisti dell’innovazione sui temi che stanno ridisegnando il perimetro del digitale europeo. L’evento è organizzato dal Club del Digitale e dell’Innovazione di Torino, in collaborazione con AUSED, e nasce dall’evoluzione dell’IT Day, arrivato oltre la quindicesima edizione.
Tricode è un team di sviluppatori con base a Torino che progetta e realizza software personalizzati, siti web e app su misura, combinando design, competenza tecnica e attenzione ai dettagli. In un contesto come il Tour, questa prospettiva è utile per ricordare che trasformazione digitale significa anche capacità di costruire soluzioni adatte a problemi specifici, non soltanto adottare strumenti generici.
Tricode è Technical Partner di “Tour in the Future 2026”. Perché avete deciso di sostenere l’evento e qual è l’aspetto che vi interessa di più di questa edizione?
Sostenere "Tour in the Future 2026" rappresenta per noi un'occasione preziosa per entrare in contatto con aziende ed esperti del settore, ampliando la nostra rete di relazioni e confrontandoci con realtà che condividono la stessa attenzione all'innovazione. Ci interessa in particolare il dialogo con organizzazioni anche al di fuori dell'ambito IT, perché siamo convinti che l'automazione e la digitalizzazione dei processi produttivi siano leve fondamentali per la competitività di qualunque impresa. Di questa edizione ci attraggono soprattutto i temi della cybersecurity e dell'intelligenza artificiale, due ambiti che stanno ridefinendo profondamente il modo in cui si progetta e si sviluppa software.
Nel vostro lavoro quotidiano su software e applicazioni su misura, quali sono i bisogni ricorrenti che vedete emergere dalle aziende e dalle organizzazioni con cui collaborate?
Il bisogno che emerge con maggiore frequenza è quello di disporre di sistemi gestionali realmente aderenti ai processi produttivi e alle specificità di ciascuna realtà. I prodotti standard, per quanto solidi, costringono spesso il cliente ad adattare il proprio modo di lavorare alle logiche imposte dal software, con il rischio di snaturare flussi consolidati o di rinunciare a funzionalità chiave. Le aziende che incontriamo cercano invece soluzioni costruite intorno alle loro esigenze reali, capaci di accompagnare il lavoro quotidiano senza imporre compromessi.
Quando sentite parlare di “Made in Europe” in relazione al digitale, che cosa significa per voi lavorare a soluzioni pensate, progettate e sviluppate qui?
Troviamo particolarmente significativo vedere realtà italiane crescere proponendo prodotti su misura, accanto a gestionali ormai consolidati ma spesso sviluppati oltreoceano, con logiche e linguaggi talvolta distanti dal nostro tessuto produttivo. Lavorare a soluzioni pensate, progettate e sviluppate qui significa anche poter essere davvero vicini ai propri clienti: i nostri sono attualmente tutti in Italia e questo ci permette un contatto diretto, una presenza anche fisica quando serve, e una capacità di ascolto e di risposta che a distanza è difficile garantire.
Qual è, secondo la vostra esperienza, l’errore più frequente che si commette quando si sottovaluta la fase di analisi e progettazione prima di avviare lo sviluppo di un nuovo software?
L'errore più frequente è sottostimare la reale complessità dello sviluppo di un'applicazione custom, sia in fase di analisi che di progettazione. Comprendere a fondo le funzionalità necessarie è ciò che permette poi al cliente di utilizzare l'applicativo con naturalezza, riducendo al minimo la formazione richiesta. Per questo la parte più impegnativa, ma anche più decisiva, dell'analisi è la capacità di immedesimarsi nel lavoro del cliente, di osservarne i processi dall'interno e di costruire un bagaglio di conoscenza che diventa valore anche per i progetti successivi.
L’evento è gratuito. Per iscriversi basterà registrarsi sul sito tourinthefuture.it e usare il codice 1010 per accedere al pomeriggio di speech, intrattenimento, spettacolo e networking. Nel corso della giornata sono previsti anche momenti esclusivi dedicati ai soci del Club e ai partner.
Che cosa vi piacerebbe che restasse al pubblico del Tour rispetto al ruolo dello sviluppo su misura nella trasformazione digitale?
Ci piacerebbe che restasse la consapevolezza del valore dello sviluppo su misura. Un'applicazione custom richiede un investimento maggiore, sia in termini economici che di tempo, ma il risultato è uno strumento davvero allineato a chi lo utilizza: veloce, intuitivo e costruito intorno al modo di lavorare delle persone che lo useranno ogni giorno. È in questo allineamento che si genera il vero valore aggiunto, ed è la ragione per cui scegliere uno sviluppo custom, quando il contesto lo giustifica, si rivela quasi sempre la scelta più lungimirante.
La presenza di Tricode dentro l’evento aiuta a completare il quadro. Perché ogni strategia, per funzionare, ha bisogno di tradursi in applicazioni che le persone possano usare davvero, costruite con la cura che ci si aspetta dal digitale quando diventa parte del lavoro di tutti i giorni.