BNL partner di Magic Wand: programma di accelerazione fintech

Scopriamo come BNL affronta la rivoluzione digitale e la gestione dell'innovazione con questa intervista a Gabriella Giacoppo, responsabile del Progetto BNL per le Startup.
Gabriella Giacoppo BNL

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Gabriella Giacoppo, responsabile del Progetto BNL per le Startup e referente per BNL ed il Gruppo BNPP delle relazioni con i vari attori dell'Ecosistema Startup.

Quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a prender parte nuovamente al programma di accelerazione Magic Wand?

Le imprese Fintech rappresentano per BNL Gruppo BNP Paribas e per tutta l’industria bancaria un importante stimolo a innovare ulteriormente i propri processi, a utilizzare in modo più efficiente il patrimonio informativo e soprattutto a ricercare nuovi canali e strutturare servizi innovativi.

L’ingresso sul mercato di player non tradizionali in grado di fornire servizi finanziari, ha spinto gli intermediari finanziari a rivedere i propri processi, investendo nell'innovazione tecnologica per aumentare la tipologia dei servizi offerti e le modalità di accesso agli stessi. Queste in sintesi le motivazioni che hanno indotto BNL a rinnovare l’impegno in Magic Wand, con l’obiettivo di rinforzare il presidio sull'innovazione finanziaria e non solo, utilizzando al meglio ricercando canali di accesso diretto e rapido al mondo delle Fintech.

Qual è il vostro approccio rispetto l'Open Banking?

L’Open Banking, introdotto con l’entrata in vigore della nuova Direttiva Europea sui servizi di pagamento PSD2, consiste nella possibilità di condivisione di dati tra diversi operatori nel sistema bancario, introducendo l'obbligo per le banche di aprire API (Application Programming Interface) e dati del cliente a società terze. Il principio è quello per cui informazioni e transazioni finanziarie possano essere fruite dai clienti liberamente e senza vincoli, ovviamente previo loro consenso.

Come BNL e come gruppo BNP Paribas abbiamo approcciato l’Open Banking vedendolo, non tanto solo come una mera esigenza normativa, ma anche come una grande opportunità commerciale in grado di aumentare la nostra clientela e di fidelizzare meglio quella già esistente, offrendo servizi sempre più integrati che vanno oltre la sfera meramente finanziaria.

Il nostro approccio infatti è quello di integrare i nostri dati e quelli degli altri partner bancari, con i dati e i servizi di partner commerciali che operano sui bisogni primari dei nostri clienti (mobilità, salute, energia) per offrire alla nostra clientela servizi ritagliati sulle loro esigenze. Questo nuovo approccio ci vede operare sia come “Bank as a Platform” cioè una piattaforma in grado di ospitare sia servizi finanziari, che servizi non finanziari di terze parti, che come “Bank as a Service” mettendo a disposizione del cliente i nostri servizi finanziari all'interno di altre piattaforme.

Quali strumenti e soluzioni tecnologiche ha implementato BNL per soddisfare i propri clienti anche in ambito digitale?

Dal 2013, con il lancio del programma della nuova Banca Digitale Hello Bank!, BNL ha introdotto la metodologia “Agile” nella gestione dei suoi progetti di Business.

Grazie agli ottimi risultati ottenuti, per accelerare il delivery dei Modelli di Servizio della Banca e del programma di Trasformazione Digitale del Piano “DM2020”, BNL ha attivato 10 LAB Agile per la gestione dell’intero ciclo di vita di questi progetti, implementando nel triennio 2017-2019 questa metodologia con il proprio masterplan IT .

I driver tecnologici principali che hanno abilitato questa trasformazione digitale sono i seguenti:

  • L’utilizzo di una piattaforma di API (Application Programming Interface) permette alla banca di proporre verso l’esterno i propri servizi, in modo sicuro e controllato attraverso una interfaccia standard. I servizi esposti attraverso l’API Manager possono essere utilizzati in tutte le applicazioni web e mobile della banca o ad uso di società partner che grazie all'uso di un BNL API Portal, possono richiedere l’abilitazione a questi nuovi servizi.
  • Lo sviluppo di frameworks proprietari, basati sulle tecnologie leader di mercato, che permettono di agevolare e ridurre i tempi di sviluppo di nuove applicazioni “usabili” .

In aggiunta, l’implementazione di competenze e servizi trasversali che abilitano la digitalizzazione:

  • Sistema di archiviazione digitale a norma;
  • Sistema dinamico di generazione dei contratti attraverso la costruzione di template dinamici;
  • Servizi di firma digitale (Grafometrica e PIN/OTP);
  • Sistema che gestisce il processo di generazione/firma e archiviazione, sistema di trasformazione e di tracking di tutti i documenti cartacei in digitale;

Fondamentale anche l'utilizzo di una SOA (Service Oriented Architecture) governance che permette la gestione dei servizi esposti attraverso un catalogo dei servizi/API che garantiscono:

  • La riusabilità;
  • La gestione centralizzata della sicurezza e il monitoraggio.

Cosa significa per una startup lavorare con BNL?

In un contesto come quello attuale che evolve in maniera rapida e continua, dove players tradizionali e new comers competono sulla base di nuovi modelli di business, è fondamentale per tutti gli attori stringere relazioni stabili. I modelli di partnership tra banche e Fintech nascono dall'esigenza di entrambi i player e dalla presenza di caratteristiche complementari tra le due realtà operative.

Le startup sono infatti caratterizzate da un’estrema agilità in grado di garantire una più rapida capacità di innovazione e di adeguamento del modello di business alle nuove dinamiche del mercato rispetto ai tempi più lunghi delle banche. Ciò può ben integrarsi con quei fattori di stabilità, solidità e sicurezza fortemente richiesti dalla clientela e tipici di una banca come BNL, parte del gruppo internazionale BNP Paribas.

Il nuovo paradigma è gestire il cambiamento in relazione a nuovi trend, alle nuove metodologie di lavoro ed alle nuove tecnologie, in una logica che coniughi la modularità delle soluzioni proposte dalle organizzazioni più agili con la solidità e la stabilità delle banche tradizionali in una relazione win-win .

Come valuti l'ecosistema startup in Italia? Cosa deve essere migliorato?

La realtà italiana del mondo Fintech non ha ancora pienamente espresso il proprio potenziale sia per quanto riguarda gli investimenti, sia per numero di operatori, ciò in parte è legato ad una ancora limitata reattività della clientela all'utilizzo delle soluzioni offerte dalla tecnologia. Si registra ad esempio una percentuale più contenuta rispetto alla media europea nell'utilizzo del conto corrente tramite applicazione da mobile; ciò, nonostante la diffusione del mobile stesso in Italia sia ampiamente superiore alla media europea.

Il gap con l’Europa rimane ampio anche per servizi a distanza “più maturi” come l’Internet banking. In Italia l’utilizzo dei servizi di internet banking si ferma al 31% degli individui a fronte di un valore medio dell'UE pari al 52%.

Con l’ingresso sul mercato di nuovi attori, più agili ma non altrettanto strutturati, occorrerà definire un quadro regolamentare, che da un lato continui a garantire un adeguato presidio della stabilità dei soggetti vigilati, della trasparenza, della correttezza dei rapporti con i clienti, e della privacy di questi ultimi; evitando dall'altro di creare “barriere regolamentari” troppo rigide che potrebbero ostacolare un tempestivo adeguamento al progresso tecnologico.

In definitiva, oltre agli elementi di mercato, alla tecnologia, alle scelte degli intermediari tradizionali e alla capacità innovativa delle Fintech, la struttura del mercato finanziario dipenderà anche dall'implementazione di un sistema regolamentare in grado di garantire la stabilità del sistema e la tutela della clientela in un contesto potenzialmente molto diverso da quello attuale.

Siamo fautori del cambiamento e siamo sicuri che la forza del mercato troverà la sua migliore espressione in una competizione sana e utile a tutti.

Grazie Gabriella per la tua disponibilità e alla prossima!