Un token per l’identità digitale: Civic e la rivoluzione del KYC

Civic

Tra le tante ICO (Initial Coin Offering, un metodo alternativo di crowdfunding eseguito tramite l'uso della tecnologia blockchain) che stanno "invadendo" il panorama delle criptovalute, Civic è una delle poche con un'applicazione già in funzione, con un reale utilizzo: un servizio di verifica di identità basato su una piattaforma decentralizzata.

Moltissime aziende e organizzazioni stanno incontrando sempre più costi e problemi relativi alla sicurezza della verifica di identità e autenticazione dei propri utenti. Suddette aziende sono costrette a pagare anno per anno sempre più denaro per assicurare le identità dei propri utenti, e sopratutto per proteggerle. 

LA ICO

Civic è frutto del lavoro di Vinny Lingham, imprenditore seriale sudafricano molto noto nella community crypto e non solo: fondatore di diverse startup, tra le quali Gyft, ha anche partecipato a Shark Tank Africa, dove è diventato popolare per aver investito in una startup finanziandola in bitcoin invece che in dollari. 

Lingham è anche noto (e preso in giro) nella community Bitcoin per le sue previsioni sul presso spesso e volentieri sbagliate. Ma in fondo non è molto facile fare previsioni su questi temi. 

Civic è stata fondata nel 2015, e la sua ICO si è svolta a giugno del 2017. Durante la raccolta di fondi, Civic ha usato un approccio differente rispetto alle ICO svolte nello stesso periodo: è stato fissato un massimo di 25.000 dollari nella contribuzione individuale, in modo tale da ottenere una distribuzione più ampia dei token e per evitare la creazione di whales

Nel mondo delle criptovalute con il nome whales vengono indicate tutte quelle persone che detengono una grande quantità di criptovalute e quindi sono in grado di influenzare in parte, il prezzo sugli exchanges. All'interno del mercato delle criptovalute si ha ancora una liquidità piuttosto bassa e quindi un grande possessore di criptovaluta può influenzarne facilmente il prezzo. 

Tramite la vendita pubblica dei token sono stati raccolti 33 milioni di dollari, senza bonus (contrariamente a molte ICO), rilasciando sul mercato 330 milioni di token su un totale di un miliardo. 

Il contesto

Come spiegato estensivamente all'interno del whitepaper del progetto, da circa 50 anni ci troviamo di fronte a pratiche sempre più severe di KYC (Know-Your-Customer) e AML (Anti-Money-Laundering), regolamenti e disposizioni per "conoscere" i clienti di servizi come quelli assicurativi e bancari tramite un'identificazione importante per l'attività di supporto e monitoraggio in materia di anti-riciclaggio di denaro. Molto spesso le leggi "create" dal governo statunitense, vengono subito adottate da tutto il resto del mondo, rimanendo a capostipite della serie di leggi pensate per combattere i crimini finanziari. 

Da questo contesto di leggi, derivano diversi problemi. I diversi processi di KYC e AML sono spesso e volentieri complicati e non eseguiti adeguatamente. Come si legge nel whitepaper di Civic, solo nel 2016 ci sono stati 15.4 milioni di vittime di furti di identità, solo negli Stati Uniti. È importante notare, per i "novizi" del dark web, che un'identità sui siti underground è venduta a prezzi irrisori: si parla di circa 5-10 dollari per fotocopie della carta di identità. 

È in questo contesto di grandi costi legati al mercato della Identity Verification che Civic viene creata. In un mercato in cui costa sia acquisire i dati, che mantenerli e svolgere audit in ottica KYC e in cui la privacy è sempre più un problema, che viene fuori questa idea basata su blockchain. L'idea parte dal fatto che spesso e volentieri esistono passaggi di dati tra diverse aziende: in molti casi, le aziende pagano dei costi onerosi per svolgere una verifica su un individuo, che era stata svolta da un'altra azienda solo qualche ora prima. 

È qui che entra in gioco la blockchain permettendo di sviluppare un sistema sicuro, immutabile, trasparente, irreversibile e (tendenzialmente) a costi ridotti. 

Cos'è Civic e come funziona?

Qui arriviamo nel vivo, mostrando il funzionamento del prodotto attraverso una infografica che è disponibile anche sul sito di Civic.

civic

Civic sta costruendo un ecosistema pensato per facilitare la verifica delle identità. Tramite la sua applicazione, la verifica di identità diventa più facile, veloce ed economica. Inoltre, darà supporto a sistemi per svolgere controlli sul background di una persona, per servizi notarili e monitoraggio del dark web. Non saranno solamente le aziende o i servizi a beneficiare dell'applicazione, bensì anche gli utenti, i quali deterranno un maggiore controllo sulla loro privacy e sui loro dati personali. 

Civic è una piattaforma quindi per identità digitale, ma la si può pensare anche come un wallet digitale in grado di collegare la mia identità digitale con quella fisica. La principale innovazione apportata dal progetto Civic è la verifica efficiente e sicura dei dati precedentemente controllati da terze parti, senza bisogno di collegare la mia identità digitale con quella fisica. La principale innovazione apportata dal progetto Civic è la verifica efficiente e sicura dei dati precedentemente controllati da terze parti, senza bisogno che suddetti dati siano mai condividi tra le parti, in quanto il controllo dei dati è sempre in mano agli utenti. Civic fornisce una piattaforma per identità digitale chiamata SIP (Secure Identity Platform), a cui ognuno può accedere scaricando la Civic App, e settando la sua identità digitale sul dispositivo a sua disposizione. L'identità di un utente è dunque conservata all'interno dell'app e protetta usando un alto livello di crittografia e di blocchi biometrici (per esempio, non si può accedere all'app senza avere l'impronta digitale del possessore). Attraverso l'app decentralizzata, gli utenti possono condividere e gestire in maniera sicura i propri dati d'identificazione. Una volta passato il processo di verifica interno a Civic, i dati sono scritti sulla blockchain di Civic in maniera immutabile e possono essere utilizzati per verificare identità e possesso in modo sicuro. I partner di Civic (i servizi che lo usano) possono richiedere le informazioni su un utente attraverso codici QR che l'utente non deve far altro che scannerizzare con il suo smartphone. 

Oltre al prodotto già esistente, Civic mira a creare un vero e proprio ecosistema per l'industria della verifica dell'identità, tramite l'utilizzo di smart contracts collegati al CVC token. Difatti, il token CVC (quello venduto durante la fase di ICO), sarà usato come forma di settlement all'interno di suddetto ecosistema. Gli utenti che possiedono tokens CVC possono utilizzarli per comprare servizi direttamente da Civic, creando dunque un metodo unifome di pagamento all'interno dell'ecosistema, che funzioni in maniera rapida ed irreversibile, features fornite dalla tecnologia blockchain. Inoltre i "validators" delle identità nel modello ipotizzato da Civic ricevono tokens come premio per la condivisione di informazioni all'interno dell'app. 

                                                                  Civic App

                                                           Uno screenshoot dell'app di Civic.

Civic è un progetto nuovo, ancora in fase di rodaggio, ma ha sicuramente delle prospettivi molto ampie di crescita. In un mondo che diventa giorno per giorno più digitalizzato, dove gli smartphone contengono anche i dettagli più nascosti delle nostre vite, e dove la verifica dell'identità svolta in maniera sicura ed immutabile è sempre più importante, un sistema come Civic potrebbe assumere un ruolo fondamentale. Anche la sicurezza del passaggio dei nostri dati, che transitano sempre tra più mani, è importantissima: basta guardare a quanti furti di identità sono stati perpetrati durante il 2017 e si può capire l'impatto che una tecnologia come quella offerta da Civic può avere sulla nostra società in continua evoluzione e si spera per il meglio.

Questo articolo è un'esclusiva di Next Generation Currency per Fintastico in accordo con la partnership stretta tra le due realtà.

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emacosc

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