Trovare lavoro nel crowdfunding: le figure più richieste

Quali sono le professioni più richieste nel crowdfunding e di cosa si occupano? Le principali figure professionali illustrate da Two Hundred.
Trovare lavoro nel crowdfunding le figure più richieste

Quello del crowdfunding è un settore relativamente giovane e in forte crescita, che abbraccia una molteplicità di ambiti lavorativi e soprattutto settori. Lavorare nel crowdfunding, soprattutto se in una piattaforma cosiddetta generalista, da l’opportunità di interfacciarsi con quasi tutti i settori, dal fintech al food, dall’intelligenza artificiale all’abbigliamento.

Esistono diversi tipi di crowdfunding ed ognuno di loro ha delle peculiarità ben precise e ad esso sono collegate in modo particolare delle professionalità, anche se molte sono di per sé trasversali. Tutte sono accomunate da una forte connotazione digitale ma, in molti casi, la parte dell’offline ha comunque una grande rilevanza, così ad esempio nel donation gli eventi di fundraising offline sono da supporto ad una corretta strategia di crowdfunding, e avere una figura di riferimento che sappia curare gli eventi può rivelarsi un’arma vincente nel team di una piattaforma. Allo stesso modo, la parte legale la fa da padrone in quei modelli regolamentati come l’equity dove la figura del business analyst è ben vista e cura una parte importante del processo di onboarding delle opportunità presentate in piattaforma. Vediamo quindi quali sono le principali figure lavorative ricercate in questo settore, molto digitale, ma nel quale sono empatia e numeri a governare tutto.

Community manager

Chi dice crowdfunding dice community, che sia quella che ruota intorno alla piattaforma o quella portata in dote dai proponenti del progetto, avere una figura che sappia essere in grado di gestire il sentiment, dubbi e perplessità durante il periodo di raccolta e si interfacci in maniera diretta, e mettendoci proprio la faccia, con chi sostiene il progetto è fondamentale. Il lavoro del community manager si basa su una buona conoscenza dei meccanismi di comunicazione, grande capacità empatica e un’ottima dose di curiosità che gli permette di conoscere la risposta giusta, da dare al momento giusto. La via preferibile per accedere a questa posizione è avere una base di studi umanistici o linguistici, molte piattaforme infatti lavorano a livello internazionale. Bisogna conoscere gli strumenti di gestione dei database, i CRM, per sfruttarne al meglio le potenzialità, come ad esempio delle risposte preimpostate che fanno risparmiare tempo sui casi più “facili” in modo da concentrarsi su quelli più complessi. Conclude il tutto una grande curiosità, perché per essere la prima linea di contatto con gli utenti bisogna conoscere, quanto meno a grandi linee, i business e i prodotti presentati da svariati progetti di crowdfunding in svariati ambiti. Una figura chiave, fatta di pazienza e reattività, che fa la differenza nella percezione di una piattaforma di crowdfunding.

Paid advertising manager

Anche questa è una figura molto trasversale tra i vari modelli di crowdfunding; infatti se il community manager è quello che gestisce gli utenti una volta arrivati in piattaforma, il paid advertising manager è colui che li porta in piattaforma. Esistono diversi canali per fare paid advertising messi a disposizione dalle piattaforme su cui, o con cui, navighiamo. Facebook, Linkedin, Twitter, Instagram, Google e persino TikTok hanno una loro doppia anima, infatti se da un lato vengono fruiti dagli utenti, dall'altro c’è qualcuno che paga la pubblicità per far stare in piedi tutto il sistema. Ognuna di queste piattaforma ha una propria dashboard di advertising nella quale è possibile inserire annunci, impostare budget e creatività in moda da lanciare vere e proprie campagne pubblicitarie per attrarre clienti. Ma non sono i soli strumenti da usare, infatti ci sono altre aziende che offrono servizi di advertising chiamate in gergo native che permettono di postare contenuti sponsorizzati all'interno di una rete di partner media. Questi strumenti permettono una misura estremamente precisa della spesa a disposizione ed è quindi uno strumento ideale per strutturare campagne che durano solo alcuni mesi, proprio come le raccolte di crowdfunding, e massimizzare il risultato. Per diventare un buon Paid advertising manager bisogna avere una buona base di marketing e comunicazione, ma il grosso del lavoro lo fa l’esperienza e la possibilità di formarsi con le academy delle stesse aziende, come google academy, o quella di investire in qualche master molto specializzante e verticale, di cui il web abbonda. Conclude il background di questa figura una solida conoscenza dei numeri, infatti ad ogni piattaforma di advertising è collegata una di analytics nella quale è possibile monitorare, e quindi controllare e migliorare, tutti i propri sforzi di marketing.

Campaign manager

Questa figura è un po’ una peculiarità di alcune piattaforme, se infatti in alcuni casi le piattaforme forniscono solo la tecnologia, in altri casi ad ogni progetto lanciato viene affiancato un advisor interno, una guida, che permette alla campagna di avere maggiori possibilità di successo. Si potrebbe paragonare all’account nelle agenzie di comunicazione vecchio stampo, segue e accompagna il progetto dalla sua nascita fino al post raccolta. Per lavorare come campaign manager tendenzialmente bisogna essere un esperto del settore in cui viene effettuata la raccolta di crowdfunding, così da conoscere al meglio il metro di comunicazione e la risposta del pubblico agli stimoli di marketing che si lanciano. Bisogna inoltre avere esperienza di fundraising e conoscerne le dinamiche.

Business analyst

Il lavoro del business analyst è comune a molti settori, nello specifico nel crowdfunding è una figura che è molto ricercata in quei modelli regolamentati, come l’equity crowdfunding. L’esigenza di un elemento simile nel team nasce dalla necessità di vagliare al meglio le opportunità che vengono messe in piattaforma. Il business analyst si occupa quindi di valutare i documenti che l’azienda presenta per lanciare la propria raccolta di crowdfunding e convincere nuovi soci. Per diventare un business analyst è importante avere una conoscenza delle materie economico - contabili. Anche per questa figura una spiccata dose di curiosità aiuta a studiare i vari settori in cui avvengono le raccolte per leggere al meglio i business plan presentati e fare le corrette verifiche. Se il community manager è il front man il business analyst è il compositore dell’opera che sceglie le giuste opportunità da presentare.

Social media manager

Il social media manager è una figura che cura la presenza di un progetto sui social network. si occupa dei profili social e definisce un piano editoriale per ogni canale curando gli snodi che si trovano intorno all'azione. Questo significa che studia e crea i contenuti, ma lo fa dopo aver studiato il target e puntando verso obiettivi precisi. Va da sé che deve integrare la strategia della piattaforma con quella delle campagne che sono online, dando la giusta visibilità a tutte le raccolte sulla community e attraendo nuovi utenti cavalcando i successi di alcune raccolte in particolare. Per diventare una social media manager vale un po’ il percorso del paid advertising manager ma con una base più comunicativa e meno matematico analitica

Frontend - backend - full stack developer

Tutti i lavori menzionati fino ad ora sfruttano un’infrastruttura digitale, una piattaforma. Quella piattaforma deve essere costruita e mantenuta da qualcuno, il developer. Ci sono varie figure che si occupano di sviluppo tecnico e sono differenziate tra loro dal fatto che si occupano di parti diverse della piattaforma. Il frontend è colui che conosce elementi base di user experience e user interaction e costruisce l’interfaccia con cui l’utente interagisce, quindi la piattaforma visibile. Il backend invece ne mette a punto le basi, la struttura il framework, quella rete di collegamenti e iterazioni che fanno in modo che quello che si vede quando si naviga, funzioni. Il full stack developer invece è una figura di mezzo, conosce un po’ dell’uno e un po’ dell’altro e in team molto nutriti funge anche da ponte tra questi due mondi. Per diventare un developer la strada giusta è quella di studiare informatica, ma anche in questo mondo tecnologia e linguaggi di programmazione sono in continuo mutamente e quello che era giusto 5 anni fa, oggi non lo è poi così tanto, quindi anche qui tanta voglia di imparare e mettersi sempre in discussione è la miglior via per lavorare in una piattaforma di crowdfunding. Avere un team di sviluppatori interni è utile per dare maggiore sicurezza alla piattaforma perché il codice scritto in house è molto meno attaccabile visto che le regole e il codice è scritto partendo da ZERO e quindi è più complicato hackerarlo, Two Hundred ad esempio ha deciso di avere una piattaforma scritta nel linguaggio React, uno dei linguaggi più innovativi, al momento. Molte piattaforme invece sono basate su dei CMS standard, come ad esempio wordpress, che sono più vulnerabili perché costruiti da pacchetti di codice uniti insieme tra loro.

Il crowdfunding è un mondo affascinante, che ti permette di lavorare a contatto con una moltitudine di settori e con progetti ben definiti e obiettivi misurabili e precisi, basato su un approccio molto digitale non disdegna di figure che sanno muoversi anche offline, insomma chi lavora in questo mondo deve essere sempre aggiornato su tecnologia e innovazione.