BAT e Brave per un nuovo digital marketing

Basic Attention Token (BAT) Brave

Avete presente Mozilla Firefox? Bè, se i fondatori del più famoso browser web open source mettono mano a un altro progetto, vale la pena di concedergli almeno un po' di attenzione. Se poi il campo di utilizzo è quello in fortissima ascesa della pubblicità digitale, su cui far impattare la tecnologia blockchain, le antenne sono proprio da tenere dritte.

Protagonista della nuova avventura è infatti Brendan Eich, creatore del linguaggio di programmazione JavaScript e cofondatore di Mozilla Foundation e Mozilla Corporation. Il progetto si chiama BAT (Basic Attention Token) ed è un token di pubblicità digitale basato sulla blockchain di Ethereum, che diventa un'unita di valore in una nuova piattaforma basata su blockchain, decentralizzata, open source ed efficiente. Lo scenario che si vuole andare a modificare è quello attuale della pubblicità digitale “un mercato pieno di intermediari e truffatori, che fanno del male a utenti, editori e inserzionisti” si legge sul sito di BAT.

E come si pensa di andare a impattare sul sistema? Semplice, eliminando gli intermediari. Per ora, l'unico browser web che può usare BAT è Brave, creato dagli stessi sviluppatori del token BAT che ne garantiscono entro la fine del 2018 l'integrazione in altri browser e in molte app. Brave è un browser veloce, open source, incentrato sulla privacy che blocca annunci e tracker e contiene un sistema di contabilità che misura in modo anonimo l'aggregazione dell'attenzione dell'utente per premiare con precisione gli editori.

Come funziona? Attraverso degli smart contracts gli inserzionisti inviano agli utenti, attraverso il pagamento di alcuni token, degli annunci in uno stato “locked”, vale a dire bloccato. Se l'utente decide di visualizzare l’annuncio, riceve una parte di questi token come forma di pagamento. Nello stesso momento anche il browser Brave ne riceve alcuni mentre il resto viene inviato all'editore che ha ospitato l’annuncio.

E i BAT, per cosa saranno usati? Per condurre transazioni e ottenere servizi sulla piattaforma. Il token verrà utilizzato, ad esempio, per l'acquisizione di spazi pubblicitari da riempire con annunci, oppure per accedere a contenuti premium.

Data la natura open source del progetto, tuttavia, gli sviluppatori di BAT prevedono che man mano che il protocollo BAT si evolve, gli sviluppatori di terze parti possano trovare utilizzi sempre nuovi per il token.

Un sistema del tutto win/win, dal momento che è in grado di mantenere privati i dati degli utenti, fornendo meno annunci ma più pertinenti. Gli editori sperimentano meno frodi aumentando la percentuale di premi. E gli inserzionisti ottengono rapporti e prestazioni migliori.

Sul sito di BAT si legge che oltre 150 editori hanno già stretto una partnership con BAT per aderire a Brave Payments, il servizio di micro-pagamenti del browser Brave. Alcuni degli editori più importanti includono Wikihow, Archive.org e Smashing Magazine. Altri partner dovrebbero essere annunciati a breve.

E questo non stupisce, visto che il settore pubblicitario è uno dei settori in più rapida crescita nell'economia globale. E proprio la pubblicità su Internet è cresciuta costantemente negli ultimi anni (con addirittura numeri a doppia cifra in mercati importanti come gli Usa) per diventare il metodo principale di pubblicità. Inoltre, la pubblicità mobile rappresenterà il 69,9% dell'intera pubblicità digitale, superando la televisione.

Anche gli utenti potrebbero trovare grande giovamento dal cambiamento auspicato, dal momento che devono sostenere spese sempre crescenti per i dati mobili, con una percentuale di spesa fino al 50% dei dati mobili totali su annunci e tracker. Gli stessi annunci occupano 5 secondi di tempo di caricamento da dispositivo mobile, riducendo la durata della batteria del 21%. Inoltre, gli utenti hanno a che fare con attacchi di “malware” che aumentano del 132% ogni anno.

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Maria Comotti

Giornalista e mamma, trasformo le mie passioni in scrittura e utilizzo la curiosità come lente di ingrandimento del reale. Cresciuta professionalmente nel quotidiano .Com dove mi occupavo di raccontare il mondo della pubblicità, del marketing e degli eventi, ho poi collaborato con Il Sole 24 Ore, Il Mondo e altre testate economiche. Ora scrivo anche di design, architettura, running e fintech.