Quasi quasi ti tokenizzo Andy Warhol

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Investire in opere d'arte, un classico per chi ha disponibilità economiche e per chi apprezza il genere. Ma nell'epoca delle criptovalute? A “tokenizzare” un'opera iconica (tanto per avere un po' di risonanza in più) ci hanno pensato Maecenas Fine Arts, una piattaforma basata su blockchain che vuole “democratizzare” l’accesso alle belle arti e Dadiani Syndicate, la prima galleria nel Regno Unito ad aver deciso di accettare pagamenti in criptovalute.

E così, per la prima volta al mondo, un'opera d'arte del valore di milioni di dollari è stata “tokenizzata” (vedi anche la tokenizzazione degli investimenti e delle proprietà) e venduta su blockchain. E' successo a inizio mese con “14 Small Electric Chairs”, un dipinto di due metri di altezza del celebre artista visivo americano Andy Warhol, venduto attraverso la piattaforma di investimento artistico di blockchain Maecenas. Sono stati raccolti circa 1,7 milioni di dollari nell'asta di criptovaluta, pari a una quota del 31,5% dell'opera d'arte la cui valutazione totale è stata di 5,6 milioni di dollari. Si sono iscritti più di 800 offerenti all'asta, che è stata condotta interamente utilizzando un “contratto intelligente”.

In pratica, rispetto a un'asta tradizionale, in cui chi piazza l'offerta più alta vince e riceve il lotto dopo aver pagato l'importo dell'offerta, in questo caso la piattaforma Maecenas ha offerto quote digitali dell'opera. Alla fine, gli offerenti non riceveranno ovviamente un pezzo “fisico” del dipinto, né tantomeno entreranno in possesso della tela nella sua interezza. Il proprietario, Eleesa Dadiani, manterrà la maggioranza delle azioni, mentre il restante sarà distribuito tra i vincitori insieme ai certificati di proprietà digitali.

E qui entra in gioco Dadiani Syndicate, la galleria d'arte londinese di Mayfair che possiede i dipinti e che ha accettato di venderne quote parziali ricevendo in compenso criptovalute. A guidarla è la mercante d'arte e membro dell'aristocrazia georgiana Eleesa Dadiani, una 29enne che aiuta i milionari ad acquistare beni di lusso in criptovalute. Della propria attività Eleesa dice “Siamo l'alta moda delle criptovalute. Lavoriamo su misura”, come ha raccontato in un'intervista a Vanity Fair dello scorso febbraio. “L’idea di base nasce dalla domanda: e adesso che hai guadagnato gli interessi sulla tua criptovaluta, non ti viene voglia di comprarci qualcosa? Il nostro lavoro è fare da tramite per questo nuovo tipo di acquirenti”. 

Nel caso dell'opera di Andy Warhol messa all'asta, chi ha fatto offerte è stato un mix di appassionati di criptovaluta, investitori sofisticati e professionisti dell'arte. “14 Small Electric Chairs” è stata convertita in certificati digitali basati su Ethereum che consentono agli acquirenti di acquistare porzioni o frazioni dell'opera utilizzando la stessa criptovaluta di ETH, BTC o ART, il token di Maecenas. 

Essendo la prima volta che un famoso dipinto di un artista di fama mondiale è stato tokenizzato e messo all'asta con successo utilizzando la tecnologia blockchain, il CEO di Mecenate, Marcelo Garcia Casil, ha affermato che la tecnologia ha il potenziale per trasformare radicalmente il mercato dell'arte. "La tokenizzazione delle risorse è il caso d'uso più importante ed eccitante della tecnologia blockchain, e siamo orgogliosi di essere pionieri in questo spazio - ha detto Casil in una nota, come riportato da Ccn.com -. Questo dipinto di Warhol è il primo di molti altri a venire e non vediamo l'ora di vedere e guidare la rivoluzione finanziaria per il mercato dell'arte".

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Maria Comotti

Giornalista e mamma, trasformo le mie passioni in scrittura e utilizzo la curiosità come lente di ingrandimento del reale. Cresciuta professionalmente nel quotidiano .Com dove mi occupavo di raccontare il mondo della pubblicità, del marketing e degli eventi, ho poi collaborato con Il Sole 24 Ore, Il Mondo e altre testate economiche. Ora scrivo anche di design, architettura, running e fintech.