Il Tesoro invia a Trump un rapporto sul fintech

Trump fintech

Nella settimana della visita ufficiale a Washington del presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, con il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d'America ha pubblicato un rapporto che identifica i miglioramenti necessari dal punto di vista normativo per sostenere le Challenger Banks, quelle istituzioni finanziarie non bancarie (o non per forza in possesso di una licenza bancaria) che utilizzando le più recenti tecnologie finanziarie stanno innovando la finanza tradizionale.  

L'interesse per il fintech

Il rapporto è stato pubblicato dopo la richiesta del Presidente Trump di rivedere la regolamentazione sul sistema finanziario americano e la volontà, da parte del Presidente, di voler stabilire dei principi fondamentali, delle linee guida per l'economia americana. Dietro l'angolo, già si intravede una nuova deregulation finanziaria.

I principi fondamentali individuati dall'amministrazione Trump sono:

  • Consentire agli americani di prendere decisioni finanziarie indipendenti e scelte informate sul mercato, risparmiare per la pensione e costruire piani di ricchezza individuale;
  • Prevenire i salvataggi finanziati con i soldi dei contribuenti;
  • Promuovere la crescita economica e mercati finanziari dinamici attraverso un'analisi dell'impatto normativo più rigorosa e che affronti il rischio sistemico, i fallimenti del mercato e l'asimmetria informativa;
  • Consentire alle aziende americane di essere competitive con le imprese straniere nei mercati nazionali ed esteri;
  • Avanzare gli interessi americani nei negoziati e nelle riunioni internazionali in materia di regolamentazione finanziaria;
  • Rendere la regolamentazione efficiente, efficace e opportunamente adattata; 
  • Ripristinare la responsabilità pubblica all'interno delle agenzie federali di regolamentazione finanziaria e razionalizzare il quadro normativo finanziario federale.

Nel rapporto vengono fornite alcune indicazioni e raccomandazioni che già hanno trovato il consenso di alcuni dei principali attori del settore fintech negli Stati Uniti. Come già si evince anche dai principi fondamentali, l'idea è quella di intervenire pesantemente sugli organismi di vigilanza e autorità del mercato finanziario negli Stati Uniti che, sopratutto a seguito della crisi finanziaria del 2008, hanno ingessato molte delle attività finanziarie più speculative delle grandi banche. 

Nel rapport il Dipartimento del Tesoro invita l'agenzia federale del governo che regola e vigila su tutte le banche nazionali negli Stati Uniti (l'Office of the Comptroller of the Currency) a permettere alle imprese fintech di operare all'interno di tutti gli stati, secondo gli stessi standard delle banche, una mossa che richiederebbe all'ufficio di emettere delle licenze speciali per le imprese fintech. 

Riesaminare le normative

Con l'entrata in vigore il 13 gennaio 2018 della PSD2, l'Europa sta offrendo opportunità di crescita e integrazione con il sistema bancario alle imprese fintech mettendole in grado, almeno sulla carta, di accedere in modo più efficiente ai dati che sono vitali per migliorare la loro capacità di competere e crescere con le istituzioni finanziarie tradizionali. 

Tutti i regolatori in giro per il mondo stanno valutando l'idea di introdurre una sandbox per il fintech, un periodo temporale ben definito dove è concesso testare relativamente rapidamente i nuovi prodotti e modelli di business fintech e solo successivamente obbligare le imprese a doversi attenere allo stesso sistema di regole riservato alle banche. Anche il Dipartimento del Tesoro ha trattato in modo approfondito nel suo rapporto il concetto di sandbox fintech.

Probabilmente questo interesse da parte del Dipartimento del Tesoro è nato sulla spinta e gli insegnamenti che il Regno Unito, leader in Europa per investimenti in startup fintech, è riuscito a ottenere fin dalla introduzione di questo ambiente di test, da parte della Financial Conduct Authority, l'organo di regolamentazione finanziaria del Regno Unito (la nostra Consob), nel 2015. 

L'introduzione della sandbox nel mercato inglese ha messo a disposizione per le imprese un terreno per testare l'innovazione, meccanismi di protezione dei consumatori ben definiti e la possibilità per le imprese di crescere senza costi di vigilanza, generando ovviamente una ricaduta positiva sull'economia e sul mercato del lavoro. L'adozione di una regolamentazione soft negli Stati Uniti per le imprese fintech permetterebbe alle impreseamericane di competere in maniera più efficace con le imprese europee e asiatiche. 

Dalla crisi finanziaria ai giorni nostri 

Nel rapporto si legge che le società finanziarie non bancarie svolgono un ruolo importante nella fornitura di servizi finanziari ai consumatori statunitensi fornendo credito all'economia attraverso una vasta gamma di prodotti e servizi. Le imprese fintech sono ben integrate nel sistema di pagamenti degli Stati Uniti e svolgono un ruolo importante nella prevenzione delle frodi finanziarie, l'emissione di carte, la consulenza finanziaria e in generale la fornitura di canali alternativi ai servizi finanziari tradizionali.

La crisi finanziaria ha alterato l'ambiente in cui banche e imprese fintech competono per fornire servizi finanziari. Molte banche e assicurazioni hanno attraversato periodi di grande turbolenza durante la crisi, in certi casi anche insolvenza e ristrutturazioni pesanti, sopratutto nel caso di quelle istituzioni che presentavano fonti di finanziamento volatili e bilanci concentrati. Quello che è successo è ormai storia, l'introduzione di una serie di leggi che hanno imposto l'adozione di centinaia di nuovi regolamenti. In alcuni casi, queste nuove normative hanno reso alcuni segmenti di prodotto non redditizi per le banche, creando opportunità di mercato che le imprese fintech cercano di sfruttare offrendo prodotti e servizi finanziari alle richieste non pienamente soddisfatte da parte del canale bancario di consumatori e imprese.  

Nello stesso periodo, e come parte di una tendenza di lungo periodo, il rapido sviluppo delle tecnologie finanziarie ha consentito alle imprese che offrono servizi finanziari di migliorare la propria operatività e ridurre i costi di conformità normativa aumentati negli ultimi anni a causa dell'espansione delle norme. In tutto questo, un ruolo fondamentale lo ha ricoperto uno dei verticali del fintech meno conosciuti dai non addetti ai lavori: il regtech

A seguito della crisi finanziaria, il panorama attuale dei servizi finanziari è cambiato sostanzialmente. Il rapporto indica che dal 2010 al terzo trimestre del 2017 sono state fondate oltre 3.300 imprese di tecnologia finanziaria, di cui circa il 40% si concentra sul settore bancario e sul mercato dei capitali. Rispetto al livello del 2010, gli investimenti  nel 2017 si sono moltiplicati di ben tredici volte. Non è chiaro quali saranno i prossimi passaggi dell'amministrazione Trump dopo questo rapporto da parte del Dipartimento del Tesoro. Una cosa è certa: la crescita del fintech non sembra fermarsi.