Sandbox in Italia: al via le prime sperimentazioni

In questo articolo LX20 Law Firm, spiega in che modo è possibile per le imprese prender parte alla sandbox italiana lanciata da Banca d’Italia, Consob e IVASS.
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Alessandro Negri della Torre
Fintech Attorney
Sandbox in Italia – al via le prime sperimentazioni

In un comunicato coordinato datato 30 settembre 2021, Banca d’Italia, Consob e IVASS hanno aperto il primo arco temporale che va dal 15 novembre 2021 al 15 gennaio 2022 per la presentazione delle istanze di ammissione alla Sandbox regolamentare italiano.

Come noto, il 2 luglio 2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo n.100 del 30 aprile 2021 (il “Decreto”) che ha sancito l’introduzione, anche nel nostro Paese, dello strumento della Sandbox regolamentare.

La Sandbox o “recinto di sabbia” è un ambiente protetto nel quale le realtà più innovative, operanti nei mercati regolamentati possono entrare in contatto con le Autorità di Vigilanza (Banca d’Italia, Consob e IVASS) di settore per procedere in un percorso di sperimentazione, con regole specifiche, della durata di 18 mesi, eventualmente prorogabile, finalizzato a esplorare il merito di idee e progetti innovativi nell’ambito di settori regolamentati quali quelli bancario, finanziario e assicurativo.

L’ammissione alla sperimentazione è possibile per diverse tipologie di aziende la cui attività incida sul settore bancario, finanziario o assicurativo e più precisamente:

  • le aziende che intendono chiedere un’autorizzazione (e, ad esempio, desiderano proporre nuovi approcci in sede di istanza);
  • le aziende la cui attività, pur in astratto soggetta ad autorizzazione, ricada in un caso di esclusione;
  • le aziende che svolgono attività che incide su profili oggetto di regolamentazione dei settori bancario, finanziario o assicurativo in favore di un oggetto vigilato o regolamentato con sede o succursale in Italia o in favore di un soggetto vigilato che opera in libera prestazione di servizi in Italia;
  • le aziende che sono già vigilate o regolamentate con sede o succursale in Italia o prestino la propria attività in libera prestazione di servizi in Italia.

Esistono diversi requisiti per la presentazione dell’istanza di ammissione alla Sandbox, sia dal lato delle caratteristiche del soggetto che vuole presentare una richiesta, sia dal lato dell’attività che egli andrà a svolgere. Alcuni dei requisiti più importanti sono che sia un’attività fortemente innovativa, che richieda una deroga agli orientamenti dell’Autorità di vigilanza o un suo esame congiunto con più Autorità e, infine, che apporti valore aggiunto a quello che è lo status quo (ossia benefici a clienti, efficienza del sistema bancario ecc.).

Nello specifico la richiesta di ammissione alla sperimentazione è presentata:

  • in caso di attività soggette ad autorizzazione, all’Autorità competente individuata secondo le regole ordinarie (ad esempio, se si tratta di un istituto di pagamento l’Autorità competente sarà la Banca d’Italia);
  • per le attività soggette ad esclusione, all’Autorità che sarebbe in teoria competente;
  • per le attività prestate a un soggetto regolamentato o vigilato che operi in Italia o da un soggetto regolamento o vigilato da almeno una delle tre Autorità coinvolte (Banca d’Italia, Consob e IVASS).

La richiesta di ammissione alla Sandbox si sostanzia nella presentazione di un documento che contenga i seguenti elementi:

  • obiettivi, durata, valore aggiunto ecc. (indicati nel progetto);
  • motivi per i quali si presenta l’istanza;
  • studio preliminare di fattibilità (proof of concept) che deve ricomprendere una valutazione di sostenibilità economica e finanziaria;
  • se rilevante, una indicazione degli orientamenti di vigilanza o di altre comunicazioni similari formulate dall’Autorità di vigilanza dei quali si chiede la deroga;
  • gli strumenti di tutela apportati;
  • le ragioni della richiesta;
  • e la dichiarazione esplicita di essere soggetti all’attività prestata e ove necessario anche la bozza del contratto di esternalizzazione (qualora si tratti di soggetto vigilato).

In caso di ammissione della società richiedente è prevista la pubblicazione sul registro del sito internet del Comitato per il Fintech (istituzione che promuove e facilita il confronto con gli operatori del settore e le Autorità). In conclusione, per le società innovative – fintech o intermediari più tradizionali –, la Sandbox può essere la soluzione ottimale per orientarsi nel settore della regolamentazione bancaria e finanziaria in un ambiente di testing e in un percorso di confronto con i Regulator.

L’importante è che l’istanza sia impostata in maniera corretta, nel rispetto delle disposizioni di legge applicabili e soprattutto facendo attenzione ad individuare le disposizioni regolamentari che si richiede di disapplicare e a descrivere al meglio i profili di sperimentazione a cui si aspira per ottenere i maggiori benefici possibili dalla ammissione.

Autori

Alessandro Negri Della Torre

Tiziana Soru

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