PSD2 e l’evoluzione dei servizi di pagamento: dai TPP all’open banking

La PSD2 apre il mercato dei pagamenti dell'Unione Europea alla concorrenza. Con i servizi finanziari online in costante evoluzione, il fintech cresce.
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Autore: Alessandro Negri Della Torre - Attorney | FSO Italy

Il 2019 segna un anno di svolta nel mondo dei servizi bancari. Con l’implementazione della seconda Payment Services Directive (Direttiva (EU) 2015/2366 “PSD2”), banche, utenti e il mondo delle fintech saranno i protagonisti di un cambiamento storico nell'erogazione di servizi finanziari e bancari. Due sono le direttrici fondamentali: lo scambio e la trasmissione di informazioni e una diversificazione dei soggetti che potranno erogare servizi al mercato.

Come anticipato, la PSD2 ha ampiamente innovato nel mondo dei servizi di pagamento fin dalla propria nascita introducendo, in particolare, nuove figure di soggetti in grado di offrire servizi al mercato. Sono i cosiddetti TPP (Third Party Providers) che includono i PISP (Payment Initiation Service Provider) e gli AISP (Account Information Service Provider). I primi svolgeranno servizi di disposizione di ordini di pagamento, mentre i secondi forniranno servizi di aggregazione di informazioni provenienti dai conti del cliente. Di particolare momento nell'ambito della rivoluzione PSD2 è l’obbligo, in capo alle banche, di “aprire” i propri sistemi ai TPP tramite interfacce dedicate o API (da Application Programming Interface) e dunque di fornire ai player terzi il mezzo per erogare i propri servizi, per il tramite di interfacce dedicate, soggetti a particolari requisiti tecnici. Al centro di questa rivoluzione si ritrovano due fondamentali novità. La prima è ovviamente l’obbligo in capo alle banche di sviluppare e mettere a disposizione API funzionanti ai TPP che ne facciamo richiesta su indicazione e autorizzazione del cliente (l’obbligo, quindi, di aprire i propri sistemi a provider terzi), la seconda è la nascita di nuovi servizi, tra cui proprio l’aggregazione di informazioni relative ai conti di pagamento. Si tratta evidentemente di un cambiamento di assoluto rilievo nel panorama dei servizi di pagamento.

La portata rivoluzionaria della PSD2 non si esaurisce, tuttavia, nel mondo payment services. Il cambiamento architetturale introdotto dalle disposizioni in materia di API, rapporti tra banche e soggetti non bancari e misure di sicurezza a tutela del cliente, hanno contribuito a ridisegnare profondamente il quadro dei servizi bancari europei. Sovente il termine che si usa per identificare il cambiamento in atto è “open banking e costituisce un fenomeno dalla portata assolutamente innovativa. Storicamente, infatti, i servizi di pagamento e la gestione dei conti sono stati erogati da banche e istituzioni finanziarie tramite una filiera completa e integrata. Dalla raccolta del denaro, all'erogazione di mutui e finanziamenti, alla gestione dei servizi di pagamento, fino alle informazioni relative alle proprie movimentazioni finanziarie e al contatto con il cliente per il tramite di filiali (o, più spesso, tramite home banking) è la banca tradizionale ad aver gestito direttamente o indirettamente tali servizi. Le recenti novità normative promettono, però, di introdurre sostanziali cambiamenti nei modelli di business di banche e nuovi player di mercato facendo leva sul cambiamento tecnologico.

Con l’avvento di PSD2 e l’onere in capo alle banche di fornire alle fintech accesso ai propri sistemi tramite API, infatti, il modello tradizionale cambia permettendo l’emersione di nuove figure e ruoli, un maggiore controllo delle informazioni relative ai conti, una maggiore integrazione di sistemi e piattaforme e, per l’effetto, la nascita di nuovi prodotti e servizi. Il modello bancario diventa dunque “aperto” e l’offerta di servizi si arricchisce cogliendo le opportunità fornite dallo sviluppo tecnologico. Così, ad esempio, può svilupparsi il modello di white label banking caratterizzato dall'erogazione da parte di fintech di servizi bancari gestiti e facenti capo a banche (siano esse banche tradizionali o challenger banks) per il tramite di apposite API. O, ancora, la possibilità di integrare applicazioni digitali (per computer o smartphone), servizi bancari e finanziari per agevolare l’accesso a finanziamenti, semplificare la gestione dei flussi di pagamento, facilitare e ridurre il costo di cambiare valute e, infine, l’integrazione e l’aggregazione tra conti di pagamento per dare al consumatore finale una prospettiva chiara e completa delle proprie finanze. È proprio il “dato” ad assumere un ruolo di primaria importanza nel contesto dell’open banking. Esso non è più una semplice informazione registrata su supporti di un singolo attore di mercato, ma una vera e propria commodity dai contorni dinamici e suscettibili di utilizzo e interpretazione. 

L’utente finale beneficerà di un numero maggiore di servizi e di una maggiore integrazione dei servizi bancari nell'ecosistema digitale. Gli AISP permetteranno a chi è titolare di più conti di avere maggior visibilità sulle proprie finanze, mentre i PISP faciliteranno i pagamenti tramite accesso diretto ai conti on-line per il tramite di API dedicate. Saranno proprio le API a permettere una maggiore rapidità di accesso ai “dati” bancari anche da parte di soggetti esterni agli istituti di appoggio previa autorizzazione del cliente finale. I servizi di interesse (pagamenti, finanziamenti, controlli ecc.) potranno essere erogati con maggiore rapidità, minori costi e anche per il tramite di piattaforme terze. Il cliente è e sarà dunque al centro della trasformazione dei servizi bancari cui potrà avere accesso con maggiore facilità. Da qui, ovviamente, l’attenzione alla sicurezza del dato e il processo di autenticazione. La sfida non è soltanto tecnica di adeguamento ai requisiti stabiliti a livello europeo (RTS), ma anche operativa in quanto dovranno essere affinate prassi e procedure adeguate a garantire la compliance interna dei processi a tutela della sicurezza degli utenti.

Proprio con la portata rivoluzionaria della PSD2 arrivano le complessità del processo di adeguamento da parte di tutti gli operatori di mercato. La scadenza per l’adeguamento è infatti oramai giunta (14 settembre 2019) e ciò impone a tutti gli operatori del mercato e soprattutto alle banche di prestare la massima attenzione a livello di compliance e di analisi di mercato. 

Ciò premesso, i payment services e l'open banking non si fermano certamente al  solo aspetto regolamentare. Il cambiamento normativo porterà con sé, infatti, una trasformazione sistemica del mondo dei servizi bancari. Le banche potranno sviluppare ulteriori modelli di business cogliendo le potenzialità di un mercato sempre più ricco di player innovativi e, similarmente, le fintech potranno beneficiare di una apertura strutturale del mondo dei servizi bancari per fornire al cliente prodotti e servizi innovativi. Dai rapporti tra fintech e banche, allo sviluppo di nuove offerte di prodotti e servizi da parte di soggetti istituzionali e operatori più giovani, molte saranno le sfide da affrontare al fin di cogliere appieno le potenzialità della rivoluzione open banking

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