Prestito? Si, ma senza intermediari

I prestiti peer to peer sono quei prestiti personali tra persone senza intermediari che offrono un nuovo modo di finanziamento e a loro volta, permettono di investire e raggiungere un buon rendimento. Spieghiamo quali sono le principali piattaforme, come funzionano, le loro caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi.
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Maria Comotti
Giornalista e mamma, trasformo le mie passioni in scrittura e uso la curiosità come lente di ingrandimento
Prestiti P2P

Accidenti proprio adesso non ci voleva! Sto finendo di pagare le spese per la ristrutturazione e mi si rompe pure la macchina... L'accumularsi di spese o gli imprevisti portano talvolta ad avere bisogno di liquidità immediata. Ma può essere anche la voglia di quel viaggio che rimandi da una vita o la sensazione che quel master se fatto ora, anche se non potresti permettertelo, potrà cambiare le tue prospettive lavorative. Tutti casi che portano alla stessa necessità: chiedere un prestito.

Fino a qualche anno fa, sia che ci si decidesse a rivolgersi a una banca, a una società finanziaria o, perché no, alle Poste, lo schema era sempre lo stesso. Il soggetto scelto fungeva da intermediario nella raccolta di capitali e nella loro allocazione. Nessun rapporto diretto tra investitori e debitori e la decisione del concedere o meno un prestito, del suo valore e degli interessi era sempre dell'intermediario. All'intermediario però anche il rischio di default del debitore, che non coinvolgeva invece l'investitore.

Ecco invece cosa è cambiato con l'arrivo del P2P lending (o lending crowdfunding). Il nuovo intermediario è la piattaforma di P2P lending che però, a differenza di banche & co, mette in contatto diretto gli investitori con i debitori attraverso un sistema informatico automatizzato. Sono gli investitori a decidere di finanziare direttamente i richiedenti, con rendimenti più alti perché più alto è il rischio.

L'eventuale recupero crediti è riservato alla piattaforma di P2P lending. Per ridurre il rischio, la piattaforma spalma il prestito su una pluralità di soggetti, costituisce un fondo alimentato dai debitori in fase di erogazione del prestito e, soprattutto, effettua un meticoloso screening dei debitori per selezionare i più sicuri in termini di solvenza.

Quali i vantaggi del lending crowdfunding? Chi chiede un prestito può contare sulla rapidità di valutazione della richiesta (tipicamente 24h) e, se positiva, nell’altrettanto rapido ottenimento dei fondi (max 72h). Chi presta, invece, può ottenere tassi d’interesse superiori alle forme di investimento tradizionali, pur investendo somme relativamente contenute (anche poche migliaia di euro).

Il P2P lending sta velocemente conquistando la fiducia dei privati (e anche delle piccole imprese che tanta fatica fanno a ottenere credito presso gli attori tradizionali). Stando alle analisi di TransUnion, agenzia di scoring del credito al consumo quotata al Nyse, negli Stati Uniti ad esempio i prestiti personali nel 2018 hanno chiuso al livello record di 138 miliardi di dollari. Questa crescita è stata guidata proprio dalle piattaforme di prestito online: il P2P lending tra privati totalizza il 38% di tutti i prestiti personali non garantiti.

Anche in Italia il P2P lending sta prendendo piede, come testimoniano i dati resi noti da P2P Lending Italia, che monitora una decina di piattaforme e servizi di lending nella Penisola: nel 2018 l’erogato complessivo si è attestato a 763 milioni, con un aumento del 125% rispetto ai 340 milioni erogati dalle stesse dieci piattaforme nel 2017.

Ma quali sono le principali piattaforme che propongono questo tipo di servizio nel nostro Paese per i privati? Ecco una selezione.

SOISY

Se vuoi fare acquisti in un e-commerce convenzionato alla piattaforma Soisy, potrai sfruttare l'opportunità di ottenere prestiti da investitori privati. Basta avere residenza in Italia da almeno 3 anni, un buon merito creditizio (che significa non avere segnalazioni nelle banche dati creditizie) e un reddito regolare e dimostrabile. Soddisfatti questi requisiti, l'iter è velocissimo: in 1 minuto si ottiene un preventivo e in 5 minuti una risposta. 

Attraverso la piattaforma Soisy e i partner convenzionati, è possibile richiedere rateizzazioni da 250 fino a 15.000 euro. L’importo dipende dal costo del bene o servizio che si vuole acquistare e che si concorda con il negoziante/professionista di riferimento (o il prezzo del bene in carrello nel caso di un e-commerce). Sulla base dei dati forniti Soisy elaborerà un preventivo, calcolando il tasso di interesse TAN, il TAEG, la rata e la spesa totale. Il prestito può essere rimborsato su un orizzonte temporale che va da 3 a 60 mesi

Una volta che la richiesta di prestito è stata inserita nella piattaforma Soisy e approvata, viene inserita nel marketplace dove le richieste di prestito incontrano quelle di finanziamento degli investitori. A quel punto verrà abbinata a una o più offerte di investimento: quando si raggiunge il 100% di finanziamento, il prestito è completato e viene accreditato sul conto di pagamento Soisy del partner presso cui si è richiesto il finanziamento. La rata viene prelevata dal conto corrente indicato in fase di registrazione.

Quanto costa chiedere un prestito a Soisy? C'è una commissione, tra l’1% e il 3% dell’importo finanziato a seconda del merito creditizio del richiedente: questa fee viene ricompresa nell'importo finanziato, conteggiata nella spesa totale del prestito e anch'essa finanziata dagli investitori, quindi chi richiede il pagamento rateale pagherà la commissione nella rata mensile.

MOTUSQUO

MotusQuo si presenta come un qualcosa di più di una community e di una piattaforma: un modello di sharing economy per finanziare le persone con tassi di interessi più vantaggiosi per i richiedenti e rendimenti più elevati per gli investitori.

Per sottoporre la propria richiesta basta essere di un'età compresa fra 18 e 65 anni, regolarmente residente in Italia, non essere protestato: dopo aver creato il proprio profilo nella community è possibile richiedere il prestito a MotusQuo. L'intero importo viene accreditato sul conto entro 5 giorni.

E' possibile richiedere da 500 a 25.000 euro, da restituire da 12 a 60 mesi. Di tutte le offerte disponibili da parte degli investitori privati solo le migliori vengono combinate con la richiesta, in modo che da poter essere finanziati da diverse persone e ricevere le condizioni più vantaggiose.

Il costo del servizio di MotusQuo è una singola commissione del 3% sull'importo che riceverai in prestito, già compreso nelle rate mensili. L’iscrizione è gratuita e non ci sono altri costi aggiuntivi.

SMARTIKA

Anche con Smartika l'obiettivo è di far ottenere a un privato prestiti da altri privati, in modo veloce e sicuro e a condizioni vantaggiose. Pre requisiti per effettuare la richiesta sono l'età tra i 18 e i 75 anni, un conto corrente o postale, un reddito dimostrabile e sufficiente a sostenere le rate, derivante da lavoro dipendente (anche a tempo determinato o con contratto di formazione), da lavoro autonomo, atipico o da pensione da lavoro. Non bisognerà essere fortemente indebitati e con precedenti gravi di insolvenza. 

E' possibile prendere in prestito una somma compresa tra 1.000 e 15.000 euro, che potrà essere ripagata in 12, 24, 36 oppure 48 mesi. In base a una valutazione del proprio merito creditizio (effettuata con tecniche statistiche, considerando i dati socio demografici e reddituali forniti e le risultanze di interrogazioni a banche dati e credit bureau) si viene assegnati a un mercato Smartika che determina il tasso d'interesse.

Il costo di Smartika? Chi chiede un prestito paga all'atto dell'erogazione dello stesso una commissione, data dalla commissione corrisposta a Smartika (dal 1% al 3,50%) più quella prevista dal fondo Smartika Lender Protection (da 0,15% a 3,70%), con un importo minimo pari a 40 euro. A ciò si aggiungono 2 euro al mese per l'incasso della rata (tale addebito non ha luogo nel caso di prestiti a 12 mesi).

PRESTIAMOCI

Ci sono quasi 1.000 prestatori attivi sula piattaforma Prestiamoci, che ha erogato già oltre 1.700 prestiti. Per entrare in questa community bisogna avere tra 18 e 75 anni, essere cittadini italiani, avere un conto corrente in Italia da almeno 6 mesi, avere 6 mesi di anzianità minima di lavoro (se dipendenti) o 24 mesi di anzianità minima nella stessa tipologia di attività (se autonomi), nessun protesto pregresso.

Una volta inviata la richiesta (online), chi chiede un prestito riceve una mail con il tasso di interesse a cui dovrebbe essere erogato il prestito: la conferma dell'accettazione avviene entro 24 ore dall'invio dei documenti. Il Richiedente viene inserito nel Marketplace e i Prestatori possono iniziare a investire le proprie quote nel suo progetto.

L'obiettivo di copertura del 100% del prestito è di 7-15 giorni. Se questo non avviene, il Richiedente può accettare un’eventuale proposta da parte di Prestiamoci di finanziamento parziale in base alla copertura raggiunta, oppure Prestiamoci può annullare il progetto.

E' possibile chiedere un prestito da 1.500 fino a un massimo di 25.000 euro, rimborsabile in 12, 18, 24, 30, 36, 42, 48, 54, 60 o 72 mesi. Il costo totale del prestito è rappresentato dal TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che include il TAN (Tasso Annuo Nominale) e tutte le spese che incidono sul costo di finanziamento. Nel TAEG di Prestiamoci sono già inclusi la commissione di Prestiamoci (dallo 0,5% al 6,5% dell'importo finanziato), le spese bancarie di incasso rata SEPA (1,20 euro per ogni rata) e l’imposta di bollo pari a 16 euro

Tassi di interesse più bassi saranno assegnati a richiedenti meno rischiosi, per i quali si prevede un rimborso senza ritardi o difficoltà – al contrario, tassi di interesse più elevati sono attribuiti a richiedenti per i quali ci sono probabilità più alte di ritardi di pagamento o insolvenze.

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Maria Comotti

Giornalista e mamma, trasformo le mie passioni in scrittura e utilizzo la curiosità come lente di ingrandimento del reale. Cresciuta professionalmente nel quotidiano .Com dove mi occupavo di raccontare il mondo della pubblicità, del marketing e degli eventi, ho poi collaborato con Il Sole 24 Ore, Il Mondo e altre testate economiche. Ora scrivo anche di design, architettura, running e fintech.