Lo stato dell'innovazione nel fintech

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Fabrizio Villani
Cofounder of Fintastico - fintech and insurtech expert
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In una recente relazione sullo stato del fintech a livello globale, la famosa banca d'affari Morgan Stanley getta delle ombre sul settore dichiarando che potrebbe essere arrivato ad un picco e darebbe ottime indicazioni di come affrontare la "disruption" anche in altri settori. Secondo Morgan Stanley, il fintech ha raggiunto il suo punto di crescita massima e gli investimenti da parte dei fondi di capitale di rischio, venture capital inizieranno a svanire pian piano quando le banche e gli operatori tradizionali avranno copiato la tecnologia delle fintech e si saranno adattate al nuovo modo di funzionare del mercato. 

La relazione aggiunge inoltre che la "disruption"  da parte del fintech potrebbe già aver esaurito i suoi effetti e avrebbe poco o nulla da aggiungere agli attuali sviluppi del mercato. Morgan Stanley dice che delle 450 imprese fintech lanciate nell'era "dotcom" solo cinque sono sopravvissute. Negli eventi fintech di solito non vengono mosse molte critiche in merito allo stato del modello. Al contrario,  i messaggi che spesso diventano più degli slogan sono quelli di una crescita smisurata, che il mondo cambierà sicuramente e che le banche sono destinate a dover scegliere tra cambiare o morire. 

C'è chi mette in dubbio che tutto questo accadrà e che il fintech riesca a mantenere tutte le promesse fatte nel corso di questi anni. 

È sotto gli occhi di tutti, il fatto che le banche siano ancora nell'occhio del ciclone. Sono le nuove case discografiche, le nuove agenzie di viaggio. Per questo motivo sono sicuro che sanno cosa devono cambiare e come devono modificare la loro struttura, per rispondere alle nuove richieste della clientela, prima fra tutte: la trasparenza. 

Le case discografiche lo hanno fatto. Non tutte, ovviamente, ma ancora oggi giocano un ruolo importante, anche se tutto è cambiato. Sono state capaci di adattarsi e giocare un ruolo nuovo. Le banche hanno anche un'arma a loro favore molto potente: la regolamentazione. 

Per questo motivo la relazione di Morgan Stanley dovrebbe essere presa in seria considerazione. All'interno della relazione si legge che "la disruption diretta nel settore dei servizi finanziari è risultata essere una sfida enorme ma con poche storie di successo". Analizzando i numeri forniti nella relazione il trend che parlava di quote di mercato nelle mani delle imprese fintech (si parlava anche del 30% in alcuni paesi occidentali) potrebbe essere troppo elevato considerando i recenti investimenti da parte delle principali istituzioni finanziarie nella costruzione di propri prodotti automatizzati (es. robo-advisors) e l'acquisizione di startup blockchain

Le banche potrebbero essere un esempio per le grandi imprese in altri settori quando percepiscono un alto rischio per il loro business futuro quando il digitale e l'automatizzazione di molti processi mettono a rischio le loro quote di mercato e i loro modelli di business. Migliorare i servizi e automatizzare la catena del valore può essere senza dubbio un meccanismo di assimilazione della concorrenza sotto forma di startup con crescita esponenziale e soluzioni tecnologiche molto più performanti rispetto a sistemi legacy che ancora troviamo nelle grandi istituzioni finanziarie, ovvero “ogni sistema informativo e software che resiste alle modifiche ed evoluzioni necessarie per tener dietro ai nuovi e mutevoli requisisti di business dell’organizzazione”.

Ma le banche stanno facendo tutto questo o hanno altri problemi ai quali pensare? in tutti i paesi sta accadendo la stessa cosa? Perché i fondi di capitale rischio stanno riducendo i loro investimenti in ambito fintech? Il settore si sta stabilizzando? I fondi di venture capital raccomandano alle startup fintech di ridurre i loro orizzonti temporali per poter lavorare con le imprese tradizionali, le istituzioni finanziarie che hanno bisogno di modificare sostanzialmente la loro struttura e in molti casi anche il loro modello di business. Per il mondo del venture capital la miglior combinazione è quella di una banca che lavora con il mondo fintech

Secondo Morgan Stanley, alcuni dei più importanti influencers del mondo fintech e guru del mondo del venture capital, hanno messo in evidenza come il ritmo con cui i consumatori cambiano il rapporto diretto con i loro interlocutori finanziari è stato più lento di quello sperato. Molti sono d'accordo sul fatto che ormai stiamo entrando in una nuova fase storica, una fase di relazione, cooperazione e salvaguardia comune. La banca tradizionale si difende. Un settore molto regolamentato causa un rallentamento delle transazioni e un costo di acquisizione del cliente elevato.

Per avere una reale trasformazione, c'è sempre bisogno di attori che vengono trasformati radicalmente e di attori che trasformano in una perfetta "distruzione creativa". Il settore bancario ne è un esempio lampante. La televisione ha ancora un peso molto rilevante rispetto ad altri canali e piattaforme che avrebbero dovuto cambiare tutto ma che non hanno stravolto la televisione. Presto avremo una visione più chiara del fenomeno fintech e del suo impatto sul settore finanziario. Vedremo come adattarci e convivere. Migliorerà il nostro rapporto con i soldi.  Per le banche il consiglio è: meglio essere Fujifilm che Kodak.  

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