L'insurtech cambia il mondo delle assicurazioni

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Fabrizio Villani
Cofounder of Fintastico - fintech and insurtech expert
Life Saver

Le più recenti tecnologie applicate all'industria assicurativa stanno modificando i modelli di business tradizionali e creando una vera e propria tempesta perfetta.  

Le imprese tecnologiche hanno successo perché sono capaci di interpretare il mondo in modo differente e sono capaci di trovare nuovi metodi e nuovi canali per soddisfare le domande dei consumatori ad un costo ridotto e senza le complessità burocratiche associate con gli attori tradizionali. 

Cosa cambia

Negli ultimi anni tutto il flusso di capitali che è stato investito nelle tecnologie applicate al settore assicurativo ha dato vita ad un neologismo di moda in questo periodo: insurtech. Riassume tutte quelle innovazioni, modelli di business e apps che sono stati sviluppati con la speranza di rivoluzionare un settore tradizionale come quello assicurativo. Considerando che l'accesso al capitale non è più controllato da fondi o grosse banche, ma democratizzato tramite soluzioni fintech e piattaforme di crowdfunding, c'è tuttora una abbondanza di capitali nel settore ma non è ancora nata una visione chiara o un nuovo modo di pensare la gestione del rischio. L'industria si sta muovendo e sta cercando di abbracciare le innovazioni tecnologiche, alcuni attori del mercato come Aviva lo hanno fatto creando un hub di innovazione interno per facilitare il processo di trasformazione digitale. Al momento all'interno del mondo assicurativo non c'è una killer app che sta rivoluzionando il settore come lo sta facendo Uber nei trasporti o Amazon con l'ecommerce. 

La maggior parte degli sforzi al momento si sono concentrati nel prendere spunto da quello che ha funzionato in ambito ecommerce e cercare di applicarlo in ambito assicurativo. C'è solo un piccolo problema. La maggior parte delle app che vengono scaricate sugli smartphone dai consumatori che stanno riscuotendo successo, forniscono un'esperienza nuova e facile per il consumatore finale nella ricerca, acquisto e consegna di qualcosa che il consumatore vuole avere. Queste applicazioni hanno la "vita facile", il consumatore vuole comprare il prodotto che loro gli mettono a disposizione. 

Il problema con l'assicurazione è che nessuno veramente la vuole. Le persone capiscono che può essere la mossa giusta dotarsi di un'assicurazione in certi casi; una gran parte decide anche di comprarla ma questo non li rende dei consumatori felici nella maggior parte dei casi. La nuova tecnologia permette di abbattere i costi di una copertura assicurativa, fornendo ai consumatori diverse opzioni e rendendo il processo molto più facile, veloce e semplice. La stessa cosa avviene con la fiducia. È comune che quando si invia una richiesta di risarcimento, si immagini l'assicuratore pronto a far di tutto pur di ridurre l'importo del risarcimento e il cliente propenso ad aumentare di alcuni articoli extra il danno in previsione di un importo ridotto del risarcimento. Successivamente si arriva ad una negoziazione. La tecnologia, in teoria, dovrebbe evitare questo tipo di comportamenti ma in un mondo dove le persone a fatica riescono ad accettare un "computer che gli dice no" saranno pronte ad accettare un "computer che gli dice fidati di me"?. Difficilmente sarà una strada praticabile. Le tecnologie che permettono il riconoscimento facciale potranno permettere la vendita di polizze vita grazie ad un semplice selfie, senza recarsi da un dottore. 

L'assicurazione potrà avere un focus sulle persone invece di essere orientata al prodotto. 

Un esempio aiuterà sicuramente nella comprensione: se possedete due auto in famiglia, entrambe devono essere assicurate, anche se ne guidate solo una per andare a lavoro. La tecnologia permetterà di rendere conveniente assicurare le persone al posto dei prodotti, in questo modo i clienti pagheranno solo quando useranno i prodotti, quindi quando si metteranno alla guida di un auto. 

L'importanza dei dati 

Un aspetto da considerare con la diffusione delle soluzioni insurtech è l'analisi che viene fatta dei dati provenienti dai clienti che permette alle imprese insurtech di avere un'ampia panoramica su i possibili rischi e la loro evoluzione. 

Un aspetto positivo derivante dalla maggior comprensione dei dati è che dovrebbe portare a una riduzione dei prezzi per la maggioranza degli utenti. Il punto dolente è che per gli utenti che vengono giudicati rischiosi da parte del computer potrebbe risultare al quanto difficile ottenere una copertura assicurativa a prezzi di mercato. Lo stesso potrebbe accadere per le assicurazioni sanitarie, dove il sequenziamento del DNA potrebbe essere utilizzato per prevedere malattie future e la longevità. Se tutte queste innovazioni sembrano ottime perché permettono di assicurare solo i "buoni rischi", generano allo stesso tempo preoccupazioni sopratutto dal punto di vista della privacy e della discriminazione. 

Tutto questo ci deve far riflettere sul fatto che la vendita di servizi finanziari è molto più complessa rispetto alla vendita di articoli convenzionali nel settore retail e l'assicurazione è sicuramente una delle aree più complesse nell'ambito dei servizi finanziari. 

Questa complessità si presta ad affiancare soluzioni fatte su misura, mentre la tecnologia cerca di creare uno standard. Questo tipo di problemi verranno presto risolti e al momento non sembra ci sia una carenza di capitali mentre le imprese cercano e sviluppano risposte. I circa 2 miliardi di investimenti nel settore insurtech l'anno scorso dimostrano che le soluzioni delle imprese insurtech vengono prese in grande considerazione da parte delle assicurazioni tradizionali. Nessuno sa ancora quando ci sarà la killer app nel settore assicurativo, ma non si hanno dubbi sul fatto che gli attuali cambiamenti del settore modificheranno per sempre il mondo assicurativo di domani.


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