Le‌ ‌tre‌ ‌CBDC ‌che‌ ‌devi‌ ‌conoscere‌

Le CDBC sono forme di moneta digitale emesse e regolate dalle autorità monetarie di riferimento. Quali sono le loro differenze con le criptovalute e le stablecoin?
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Le tre CBDC che devi conoscere

Negli ultimi decenni alcune tecnologie, spesso definite dagli economisti col termine inglese “disruptive”, ovvero dirompenti, hanno cambiato il modo di svolgere alcune attività.

La fase di innovazione più importante è stata avviata dall’ingresso sul mercato delle aziende cosiddette FinTech che anche grazie all’impulso dato dalla tecnologia bitcoin e blockchain, stanno rivoluzionando il sistema dei pagamenti digitali, e di conseguenza l’intero ecosistema finanziario.

Impatto sulla società

L’impatto innovativo portato da queste tecnologie, congiuntamente alla necessità degli Stati di far fronte a nuove esigenze, ha ridotto notevolmente l’uso del contante. Secondo “Banque de France” solo il 28% delle transazioni al dettaglio è eseguito in contanti, ed ogni anno diminuisce costantemente.

In un contesto di crisi economica e forte instabilità finanziaria, sono nate le Stablecoin, asset digitali interamente programmabili, che tentano di offrire il meglio del mondo delle criptovalute, e stabilità del valore delle valute aventi valore legale.

In molti casi i soggetti che emettono stablecoin di norma si impegnano a detenere un portafoglio di “attività di riserva” composto da valute o titoli per un valore uguale a quello di stablecoin emesse.

Questa forte innovazione nel settore finanziario ed economico globale non ha fatto attendere la risposta di chi oggi, ma come di fatto è sempre accaduto da millenni, detiene il potere di emettere valute fiat ovvero le Banche Centrali.

Cosa sono le CBDC?

Gli enti o gli organi depositari del potere di conio hanno pertanto deciso di avviare la sperimentazione delle c.d. CBDC (Central Bank Digital Currency). Esse sono una forma di moneta digitale emessa e regolata dall’autorità monetaria di riferimento in Europa la BCE, negli Stati Uniti la Fed. Secondo unreport di PwC pubblicato ad Aprile 2021 più del 60% delle banche centrali ha intrapreso la corsa alla sperimentazione delle CDBC.

Chi però in questi mesi è passato dalla teoria alla pratica è stata la Banca Centrale cinese, la quale ha avviato la sperimentazione dello Yuan digitale già da diverso tempo. Da un'iniziale fase di test partita in almeno 4 città della Cina è oramai in dirittura di arrivo tanto che è stata data la possibilità ai residenti di Hong Kong di poterla utilizzare durante un’intera giornata per effettuare pagamenti nella città cinese di confine, Shenzhen.

Gli obiettivi dello sviluppo di questa tipologia di valuta sono molteplici. Sicuramente in primis vi è l'intento è di rompere il duopolio dei due colossi tecnologici Alibaba e Tencent che, da soli, attraverso le piattaforme Alipay e WeChat Pay hanno conquistato il mercato.

Come accennato sopra, la BCE e la Fed sono arrivate solo in un secondo momento a capire l’importanza del fenomeno delle Stablecoin e delle conseguenti CBDC. Attualmente esistono già token rappresentativi di dollari chiamati Tether che con un sottostante di circa 6 miliardi di dollari, vengono già accettati e scambiati tra aziende e piattaforme commerciali. La domanda che molti si sono fatti, visto il successo delle Stablecoin già presenti sul mercato, è lecita: “Se la BCE e la Fed non accelerano il processo di sperimentazione, forse, non sarà per loro più conveniente nazionalizzare quelle già affermate?”.

Nel frattempo, la Banca Centrale Europea ha pubblicato ad aprile 2021 i risultati della consultazione pubblica incentrata proprio sul tema euro-digitale. Le caratteristiche che deve avere una valuta digitale secondo gli intervistati sono, innanzitutto, la tutela della privacy, seguita dalla sicurezza, dalla possibilità di utilizzarla in tutta l’area dell’euro in modalità offline e senza costi aggiuntivi. Fino ad ora la maggior parte delle banche centrali ha però precisato che l’introduzione delle CBDC è accessoria, e non mira a sostituire il contante almeno in un primo momento.

Lo sviluppo delle CBDC possiamo dividerlo in due macro settori, quello delle transazioni all’ingrosso (wholesale) in cui le transazioni avvengono tra banche centrali e banche nazionali e tra banche nazionali stesse e quello delle transazioni al dettaglio (retail), che riguarda invece il regolamento dei pagamenti tra privati.

I paesi che sono più avanti nello sviluppo del primo macro settore sono Thailandia, Hong Kong e Singapore. Mentre per quanto riguarda le transazioni al dettaglio ci sono Bahamas, Cambogia, Cina.

Vediamo adesso quali sono le 3 CBDC che non puoi certamente ignorare nel 2021.

Yuan Digitale

Dopo mesi, di annunci, la Cina ha ufficialmente aperto le danze sullo yuan digitale, che secondo molti osservatori potrà mettere in seria discussione la sovranità monetaria del dollaro.

Lo yuan digitale è lo strumento con cui il governo centrale aumenterà sensibilmente il controllo sulle transazioni finanziarie. Costituisce inoltre la leva con cui provare a dare la spallata alle criptovalute in senso stretto.

La Cina immette ufficialmente sul mercato la prima parte pilota di yuan digitali distribuendo ben 40 milioni di yuan ( il corrispettivo di 6,2 milioni di dollari) in forma digitale ai cittadini di Pechino, attraverso una lotteria.

Così i residenti potranno utilizzare due app bancarie per provare a vincere uno tra i 200 mila pacchetti virtuali contenenti la moneta, da poter spendere liberamente per l’acquisto di beni e servizi.

Di fatto ad oggi si tratta della prima immissione di yuan virtuali nel mercato cinese, un’operazione che, benché locale, apre formalmente la strada al lancio della moneta di Stato digitale su scala nazionale e per certi aspetti oserei dire internazionale.

Infatti dalle parole del governatore della PBOC, la Banca Centrale, Li Bo, lo stesso istituto centrale amplierà la portata dei suoi progetti pilota consentendo ai visitatori stranieri delle Olimpiadi invernali di Pechino del 2022 di utilizzarla.

Dollaro Digitale

La Federal Reserve ovviamente non è rimasta a guardare. Infatti sta andando avanti nei suoi sforzi per sviluppare la propria valuta digitale, annunciando che pubblicherà una ricerca questa estate.

Sebbene la banca centrale non abbia stabilito piani specifici sulla valuta, il presidente Jerome Powell ha citato i progressi della tecnologia in oggetto e ha affermato che la Fed sta portando avanti un “attento monitoraggio e adattamento” a tali innovazioni.

Ci vorrà ancora del tempo prima che ne vedremo dei riscontri effettivi ma si stanno valutando rischi e benefici.

Euro Digitale

La terza ed ultima, ma di certo non per importanza, quanto probabilmente per fase di avanzamento è la CBDC che sarà presumibilmente emessa dalla Banca Centrale Europea.

Da un punto di vista dei Trattati dell’Unione Europa un Euro crittografico pare non avere grossi ostacoli, in quanto si tratterebbe solo di una nuova forma di euro che va oltre le banconote e le monete.

Da un punto di vista tecnologico, invece, ci sono ancora vari passi da compiere e le implicazioni con la privacy e con la materia sempre più importante della cyber security rendono di fondamentale importanza l’adozione di mezzi ed infrastrutture con elevati standard di sicurezza e di protezione dei dati.

Ma è estremamente necessario sottolineare che al momento l’Euro digitale è in fase sperimentale, o meglio in sandbox, e non si potrà prescindere dai dati che emergeranno da questa prima fase.

A prescindere dal risultato di tali sperimentazioni non si può negare che l’UE, come tutte le altre principali banche centrali, prima o poi dovranno scontrarsi con le CBDC, specie se non vogliono perdere la corsa tra nazioni ma anche tra privati.

Conclusione

In conclusione, il futuro globale della finanza sarà sempre più interconnesso, senza confini e orari e con notevoli vantaggi per gli operatori. Sicuramente assisteremo ad uno scontro tra stablecoin e CDBC che rappresentano i due modi di intendere la finanza: da una parte la decentralizzazione e dall’altra la centralizzazione a cui si è assistito finora, ma con una nota di innovazione.

Autori

Marco Moshi

Giulia Giuseppin

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