Le criptovalute nel mirino dei regolatori

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L'ultimo regolatore ad unirsi allo scetticismo che continua ad aumentare riguardo le criptovalute è quello Spagnolo, la CNMV, la Consob Spagnola. A mettere in agitazione il regolatore è stato il progetto di Nostrum, impresa quotata al mercato alternativo del capitale (MaB) della borsa valori Spagnola (BMEX) di avviare una ICO (Initial Coin Offering) per lanciare una criptovaluta in modo da finanziare la sua espansione internazionale. 

Le emissioni di criptovalute o ICOs (Initial Coin Offerings) hanno allertato il regolatore, che sta analizzando il fenomeno sulla base delle dichiarazioni delle istituzioni internazionali e di altri regolatori di altri paesi. 

Nostrum è leader nella produzione di piatti pronti per essere consumati. Il caso Nostrum è particolarmente sensibile perché si tratta di uno dei primi casi dove un'impresa di produzione con una traiettoria consolidata decide di fare una ICO per raccogliere dei fondi, dopo il caso più digitale rappresentato da Indiegogo con il lancio di una sua ICO nelle ultime settimane.  Questo tipo di strumento finora è stato utilizzato solo da startup molto collegate al mondo internet in cerca di finanziamenti nelle loro fase iniziali.

Mercoledì Nostrum ha annunciato il lancio di una propria moneta virtuale chiamata meal token e di una ICO che partirà a gennaio con l'obiettivo di recuperare almeno 50 milioni di Euro. A questo proposito, ieri la CNMV ha ricordato che una ICO "dovrebbe essere soggetta alle regole applicabili alla fornitura e alla distribuzione di strumenti o prodotti finanziari". Questo include quindi la presentazione di un prospetto informativo, l'intervento di entità finanziarie registrate nel processo di commercializzazione e l'applicazione delle regole della normativa MiFID in relazione alla protezione degli investitori.

Nostrum ha spiegato che i token non generano debito per l'impresa e nemmeno diritti economici legati all'andamento dell'iniziativa imprenditoriale. L'impresa ha anche spiegato che la commercializzazione della sua criptovaluta avverrà attraverso canali di vendita dove si negoziano questo tipo di valute (exchanges) e che sono conformi alle normative sul antiriciclaggio di denaro. Gli investitori che acquistano questi titoli possono usarli per acquistare prodotti nella rete di negozi Nostrum o accedere a sconti e offerte esclusive oltre a poterli rivendere se lo desiderano. 

Il fenomeno delle ICOs è in aumento

La deregolamentazione delle criptovalute come il Bitcoin o Ether, facilita i processi speculativi e le truffe per il carattere anonimo di molte transazioni. Attualmente, si stima che vengono scambiate e negoziate poco meno di 1500 criptovalute differenti, un numero che è cresciuto in maniera esponenziale nell'ultimo anno anche grazie all'impennata del bitcoin, all'inizio del 2017 il bitcoin veniva scambiato per meno di 1.000 Euro, oggi il prezzo supera i 14.000 Euro. Nonostante tutto, nell'ultimo mese il prezzo del bitcoin è stato coinvolto in una fase correttiva. Il bitcoin ha smesso di crescere giorno dopo giorno ed è in calo del 25% rispetto al massimo storico raggiunto solo 10 giorni fa. 

Gli attacchi informatici hanno diffuso una paura tra gli investitori oltre all'entusiasmo per la sua spettacolare performance. Un ulteriore impatto negativo si è registrato dalla proposta di vietare le transazioni anonime in Corea del Sud, un paese che muove il 25% degli scambi bitcoin. Anche Israele, con l'autorità che controlla i mercati finanziari israeliani (ISA - Israel Securities Authority) ha annunciato che proporrà di bandire dalla borsa di Tel Aviv le società che basano il loro business su bitcoin e le altre criptovalute. Recentemente anche CONSOB si è espressa in materia con un avviso ai risparmiatori.