Le 10 competenze fondamentali per lavorare nel fintech

Meritocracy svela quali sono le hard e soft skills più richieste per lavorare nel mondo del fintech e quali le professioni più ricercate.
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Maria Comotti
Giornalista e mamma, trasformo le mie passioni in scrittura e uso la curiosità come lente di ingrandimento
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Quali sono le top 5 hard e le top 5 soft skills richieste per lavorare nel fintech? E quali le 5 professioni più richieste in questo ambito? Per capire se è proprio in questo settore che puoi trovare il lavoro dei tuoi sogni, o almeno quello che meglio si adatta alle tue competenze, sei nel posto giusto. Grazie alle dritte di Meritocracy, agenzia di recruitment digitale che racconta dall'interno le aziende più innovative ed interessanti d'Europa e che collabora settimanalmente con Fintastico nella rubrica "Offerte di lavoro fintech della settimana".

Ricerche in crescita costante

Quasi 900 posizioni aperte in Italia e in Europa in ambito fintech sia nel 2019 che, in crescita, nel 2020. A testimoniare che si tratta di un settore in espansione e alla ricerca di personale, ci sono i dati di Meritocracy, community dedicata ai lavori e alle aziende del mondo dell’innovazione che con i suoi 297.089 professionisti selezionati è l'interlocutore ideale per le aziende che reclutano profili ad alto contenuto tecnologico, siano essi nativi digitali o protagonisti di un processo di digital transformation, con un tasso di successo del 73%.

Offerte di lavoro del 2020 aggregate per funzione aziendale

Le top 5 professioni richieste nel fintech

Ma cosa cerca oggi il mercato? In base alle richieste pervenute a Meritocracy, questo l'elenco delle professioni a oggi più richieste:

  1. Developer
  2. Digital Marketing Specialist
  3. Data Analyst / Scientist
  4. UX/UI Designer
  5. Recruiter

In cima alla lista si posiziona il Developer, il professionista che si occupa della creazione, progettazione e gestione di servizi web. A seconda delle esigenze di ogni singola azienda, può ricoprire diversi ruoli e avere diverse responsabilità: Frontend Developer, Backend Developer, Full Stack Developer, Software Engineer o ancora avere un focus verticale su un determinato linguaggio di programmazione o tecnologia come nel caso del Java Developer.

Sul secondo gradino del podio troviamo il Digital Marketing Specialist, colui che deve assolvere a uno dei più difficili compiti di ogni azienda: raggiungere quanti più utenti possibile e convertirli in clienti. Per fare ciò deve essere in grado di progettare una digital strategy e concretizzarla in un piano di marketing digitale efficace in funzione dei diversi obiettivi aziendali. Non esiste una ricetta segreta o una bacchetta magica, per questo deve essere capace di valutare tutte le possibilità, come ad esempio i meccanismi di viral marketing o buzz marketing, tecniche di growth hacking, senza tralasciare strumenti più tradizionali come le DEM (Direct Email Marketing), e combinarle in un mix ottimale.

In terza posizione l'accoppiata Data Scientist (chi modellizza problemi complessi attraverso una conoscenza approfondita delle tecniche matematico-statistiche ed è in grado di programmare in uno o più linguaggi) e Data Analyst (partendo dal lavoro svolto dal Data Scientist trasmette e interpreta le informazioni per supportare gli utenti di business).

Chiudono la top five l'UX/UI Designer (i professionisti che ottimizzano la user experience di un prodotto/servizio, dedicandosi rispettivamente alla struttura e alle interfacce di utilizzo) e il Recruiter.

Le top 5 hard skills richieste nel fintech

Quali sono le competenze richieste? Partiamo dalle hard skills, ovvero tutte quelle competenze tecniche oggettive che possono essere innanzitutto apprese e poi dimostrate e che sono fondamentali per poter svolgere un determinato lavoro (come ad es. tipologia e titolo di studio, conoscenza delle lingue, competenze informatiche, etc.). Sono abilità apprese durante il percorso di studi professionale e perfezionate poi sul posto di lavoro con l’esperienza. Potremmo definirle la cassetta degli attrezzi delle competenze tangibili. Quali sono quelle più importanti in ambito fintech? Meritocracy in base alle richieste di profili specifici per le aziende del settore ha individuato queste:

  1. Metodologia Agile
  2. Marketing and Advertising (Bid Management, Display ADV, Content Marketing, SEO)
  3. Java
  4. Excel
  5. Python

La metodologia agile è una una modalità di sviluppo software che sottende un approccio alla collaborazione e ai flussi di lavoro per concentrarsi sul miglioramento continuo. In pratica, le metodologie di sviluppo software agile consistono nel rilasciare rapidamente modifiche al software in piccole porzioni con l'obiettivo di migliorare costantemente la soddisfazione dei clienti.

Marketing and Advertising sono due categorie molto vaste: nello specifico, si fa riferimento ad alcune competenze specifiche, come il Bid Management (specializzazione nel settore delle gare e dei contratti), Display ADV (la formula più classica di pubblicità online, quella per intendersi dei banner, pop-up e pop-under ads, in-stream video ads, overlay e interstitial ads), Content Marketing (creazione e condivisione di contenuti editoriali e multimediali per attrarre nuovi clienti), SEO (Search Engine Optimization, ovvero tutte le attività di ottimizzazione di un sito web per migliorarne il posizionamento nei risultati organici dei motori di ricerca).

Java e Python sono due linguaggi di programmazione di alto livello. Il primo, un grande classico, è ancora il linguaggio di programmazione più utilizzato, soprattutto in ambito finanziario. Gode di così tanta popolarità anche per essere il linguaggio con cui si sviluppano le app di Android. Il secondo, in costante crescita, è da molti considerato il linguaggio che sostituirà Java e per questo gli sviluppatori Python sono tra le figure più ricercate.

La padronanza di Excel, il programma di Microsoft dedicato alla produzione e alla gestione di fogli elettronici, riporta alla centralità dei dati e della loro interpretazione in qualsiasi attività fintech.

Le top 5 soft skills richieste nel fintech

Se invece parliamo di tutti quegli aspetti caratteriali e comportamentali che vengono presi in considerazione durante il processo di selezione, ovvero quelle competenze trasversali che nella vita lavorativa sono importanti come o più delle competenze tecniche e professionali acquisite con l’esperienza, le cosiddette soft skills, come ad esempio l'autonomia e la capacità di adattamento. Che cosa serve in ambito fintech? Questa la risposta proveniente dalle richieste sottoposte a Meritocracy:

  1. Problem Solving
  2. Attenzione ai dettagli
  3. Pensiero critico
  4. Capacità di lavorare in Team
  5. Orientamento alla crescita (Growth-oriented)

Problem solving: un talento indispensabile in un contesto lavorativo generale sempre più complesso e in trasformazione, in modo particolare in settori ad alta componente innovativa e di competitività come quello del fintech. Saper reagire e trovare soluzioni anche ai problemi più complessi, magari con un approccio out-of-the-box rappresentano un asso nella manica di qualsiasi candidato.

Attenzione ai dettagli: vedere il quadro d'insieme ma saper anche scendere nei particolari di una questione rappresenta una capacità utile e versatile.

Pensiero critico: la definizione di questa attitudine è “l’analisi oggettiva dei fatti per formare un giudizio, ed è un pensiero auto-diretto, auto-disciplinato, auto-controllato e auto-correttivo. Presuppone il consenso a rigorosi standard di eccellenza e il controllo consapevole del loro utilizzo e comporta una comunicazione efficace e capacità di risoluzione dei problemi”. Da oltre 5 anni è una delle soft skills indicate nella top ten del World Economic Forum.

Capacità di lavorare in team: una skill che ben si adatta alle modalità di lavoro adottate frequentemente in ambito fintech: la collaborazione con altri professionisti è una costante, anche se non sempre in presenza (a prescindere dal momento particolare dovuto alla pandemia Covid).

Orientamento alla crescita: è un’attitudine da leader, aiuta a determinare le attività che bisogna implementare all'interno dell'organizzazione per poter crescere, sfidare lo status quo, apprendere nuove abilità e adottare nuove abitudini, senza paura di scoprire, sbagliare, tentare nuovamente, apprendere e infine crescere.

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Maria Comotti

Giornalista e mamma, trasformo le mie passioni in scrittura e utilizzo la curiosità come lente di ingrandimento del reale. Cresciuta professionalmente nel quotidiano .Com dove mi occupavo di raccontare il mondo della pubblicità, del marketing e degli eventi, ho poi collaborato con Il Sole 24 Ore, Il Mondo e altre testate economiche. Ora scrivo anche di design, architettura, running e fintech.