La PSD2, ben oltre la Compliance

Il 2019 è stato un anno di cambiamenti per il settore bancario. La PSD2 delinea un'evoluzione dei servizi bancari con la creazione di nuovi modelli di business.
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La PSD2 (Payment Services Directive - Direttiva (EU) 2015/2366), da pochissimo entrata in vigore, è un elemento chiave dell’evoluzione del concetto di Banca, non solo quello tradizionale che si fondava sul paradigma delle filiali fisiche e su tutto un insieme di attività di backoffice ma anche di quello basate sull'accesso online ai servizi tramite browser (Internet Banking) o smartphone (Mobile Banking).

La PSD2 è il motore del cambiamento del modello operativo delle Istituzioni finanziarie, distruggendo il paradigma della proprietà del dato e permettendo a nuovi attori dell’ecosistema finanziario di accedere ai propri dati bancari e alle operazioni base (estratto conto, pagamenti) usando l’app (o il sito web) di una qualunque parte terza autorizzata (TPP, Third Party Provider).

La PSD2 ha introdotto i nuovi concetti di AIS (Account Information Services, offerti dagli Account Information Service Provider o AISP) e PIS (Payment Initiation Services, offerti dai Payment Initiation Service Provider o PISP), permettendo nel primo caso l’accesso ai dati relativi alle transazioni e nel secondo la possibilità di effettuare i pagamenti.

Ebbene, la possibilità per un cliente comune di accedere a tutti i propri rapporti bancari (conti correnti) tramite uno strumento (web o app), fornito da una Banca o da una società tecnologica che entra nel mercato bancario (Fintech/Techfin), apre un mondo di possibili opportunità e soluzioni che proviamo qui a riassumere, nella certezza che sono solo un iniziale bozza e che il bello è quello che verrà.

Il cambiamento della normativa “obbliga” le Banche non solo ad avere un approccio Compliance driven ma di sfruttare il processo di adozione della PSD2 in ottica strategica.

Da qui nasce il forte interesse per società tecnologiche con soluzioni verticali e ad alta innovazione in ambito finanziario (fintech/techfin), soprattutto per quelle che permettano di creare valore aggiunto dalle aperture dei sistemi bancari evoluti grazie alla PSD2. Citiamo, solamente per iniziare, le molte società che hanno soluzioni di aggregazione di posizioni bancarie e su queste innestano meccanismi ad alto valore aggiunto per il cliente e per il TPP di front end che le ingloba.

Altro esempio sono le società specializzate nel creare APIs (Application Programming Interfaces, un insieme di procedure e interfacce che permette di semplificare il dialogo tra le applicazioni) anche oltre quelle PSD2-related e nella possibilità di avere un approccio basato su APIs monetization (in altre parole la possibilità di “vendere” i servizi della Banca tramite API a società terze, previo accordo e consenso del Cliente). Vediamo quindi alcuni casi d’uso possibili e applicabili grazie all'avvento della PSD2 e dai nuovi modelli di Open Banking.

Il primo, relativo alla clientela retail è quello di utilizzare una sola app (o soluzione web) per accedere a tutti i propri conti correnti, permettendone un controllo puntuale senza dover utilizzare le tante app connesse ai singoli rapporti detenuti con le banche. Questo all'apparenza è un obiettivo minimo ma già realtà come Illimity Bank hanno basato parte della propria value proposition sul concetto di Bank Account aggregation.

Su questa base un passo successivo è quello di innestare soluzioni di Personal Financial Management (PFM). Il cliente potrebbe avere una visione onnicomprensiva del suo bilancio (personale o familiare) con monitoraggio continuo di quanto/dove/come spende. Il vantaggio per il cliente è evidente. E il target è non solo l’insieme delle circa 500 Banche italiane ma tutte le banche in ambito PSD2 (quindi il cliente con operatività multi-Country potrebbe vedere i propri conti italiani, quelli francesi, ecc). In aggiunta, immaginiamo che la stessa soluzione (sempre intesa come app o web) potrebbe permettere di effettuare pagamenti su tutti i rapporti posseduti.

Le iniziative sopra descritte sembrano già descrivere una traiettoria esponenziale nell'evoluzione dei servizi bancari ma la PSD2 e l’Open Banking in realtà permettono di andare oltre, verso la disruption dei financial services.

Immaginiamo che il cliente, sempre retail, abbia fornito, al proprio TPP, che considera maggiormente performante, il consenso per accedere ai diversi rapporti bancari detenuti in modo da avere pronta risposta alle sue esigenze finanziarie e non. Ebbene lo stesso TPP si troverebbe nella “non trascurabile posizione” di conoscere entrate/uscite categorizzate di tale cliente, personalizzando le campagne su alcuni prodotti mirati, es. prestiti, surroghe di mutui, prodotti assicurativi offerti dal TPP dalle Banche dove il cliente detiene le proprie posizioni o da ulteriori terze parti Finanziarie autorizzate dal TPP a vendere i propri prodotti all'interno dell’App/sito

In aggiunta avere sotto controllo la posizione complessiva del cliente permette potenzialmente di andare verso soluzioni di prestiti personalizzati erogati in tempo reale (instant credit/lending). Ad esempio, immaginiamo un caso di una famiglia con due stipendi, versati su due banche e poi con un terzo conto corrente utilizzato per il mutuo della casa. Ognuna delle tre banche ha una visione assolutamente limitata della situazione patrimoniale e reddituale della famiglia, in due casi vede un solo reddito e presumibilmente delle spese o altri prodotti (carte ecc.) nel terzo caso vede solo un mutuo.

Con gli Account Information Services (AIS) diventa automaticamente possibile avere la situazione complessiva sotto controllo (entrate / spese) e l’attivazione di soluzioni di instant lending, in particolare se associata a soluzioni di Machine Learning / Artificial Intelligence, è fortemente facilitata.

Per finire questa breve lista di possibili soluzioni post-PSD2, vediamo il caso Corporate. Immaginiamo una PMI con 5-6 rapporti con Banche separate e pensiamo al lavoro del controllo di gestione di tale azienda. Immaginiamo una richiesta del CEO di avere lo stato del cash flow di tale azienda. Ad oggi tale richiesta richiederebbe l’export e l’elaborazione dei dati, e un lavoro lungo, dal basso valore aggiunto e che limita la velocità di reazione alle richieste del CEO. Anche qui con un TPP orientato al Corporate che abbia un adeguato set di consensi ad accedere a tutti i rapporti dell’Azienda il lavoro sarebbe fortemente facilitato e, potenzialmente, la velocità di reazione alle richieste si incrementa al punto di avvicinarsi molto al real time.

Per concludere la PSD2 è stata e continua ad essere un forte acceleratore delle soluzioni per il Cliente da parte delle istituzioni tradizionali e un forte elemento di interesse per le fintech che ne sapranno cogliere i frutti. Un cambiamento necessario che può e deve aiutare tutto l’ecosistema delle nuove tecnologie in ambito finanziario dove paesi come l’Italia scontano un grosso ritardo rispetto ad altre realtà europee dove la digital readiness, il supporto del regolatore e la fame d’innovazione hanno giocato un ruolo di accelerazione.

Autori:

Massimo Amantini - Senior Manager EY

Andrea Lussana - Senior Manager EY

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