La Bocconi diventa fintech

Gli studenti della Bocconi che hanno portato avanti l'iniziativa “Robotic Finance: automatization of the industry between AI and data analytics tools” si sono accorti di avere poco da ridere quando si tratta di decidere del loro futuro, con il 40% di lavori a “rischio automazione”, grazie allo sviluppo sempre più massiccio e diffuso dell'Intelligenza Artificiale (AI).
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“Be part of the revolution or be disrupted by it!” recitano aggressivi i volantini dell’evento tenutosi il 3 maggio nelle aule dell’università Bocconi. Al “be distrupted by it!” qualche egregio professore dalla chioma più argentea che fulva si sarà fatto una risata, in pieno stile italiano, nel suo doppio petto pagato da un’industria, quella finanziaria, tra le più tradizionali e restie al cambiamento.

Ma gli studenti che hanno portato avanti l'iniziativa “Robotic Finance: automatization of the industry between AI and data analytics tools” si sono accorti di avere poco da ridere quando si tratta di decidere del loro futuro, con il 40% di lavori a “rischio automazione”, grazie allo sviluppo sempre più massiccio e diffuso dell'Intelligenza Artificiale (AI), stimati da PwC entro i prossimi 30 anni e al contempo la sempre più alta richiesta di specializzazione nel mercato finanziario.

Nonostante in Italia se ne parli poco infatti, l’automatizzazione dei servizi finanziari è già in corso, e proprio per capire come questo stia avvenendo e in che modo avverrà in futuro, la neoformata associazione “Bocconi Students for FinTech Evangelism” (un nome tutto un programma, questi giovani scalmanati… BSFTE in sigla) ha invitato un panel di speaker di tutto rispetto per discuterne insieme agli studenti. Vediamo cosa ci hanno detto.

Dopo una prima introduzione di Paolo Savarino, Presidente di BSFTE (che poi sarebbe chi vi scrive) che prova a spiegare ai suoi colleghi le motivazioni di un evento del genere e le sensazioni che un ragazzo prova davanti alla scelta del primo contatto con il mondo del lavoro, e la speranzosa citazione del CEO Microsoft a conclusione del suo intervento “AI should not be designed to replace humans, but to assist them”, la parola viene lasciata a Fabio Brambilla, Presidente e co-founder di Fintastico, esperto in Private Equity. 

Fintastico

Forte di quasi un decennio di esperienze in McKinsey e di uno sguardo complessivo al panorama fintech europeo oltre che Italiano, ci racconta l’andamento degli investimenti in AI e automatizzazione. La frase “Nowadays, 75% of trading is managed by algorithms” fa capire come i fondi passivi (per la maggior parte ETF) predominino il mercato, e al contempo big players come hedge funds e grossi fondi di private equity (PE) stiano testando l’utilizzo di AI per vari scopi:

  • innanzitutto tagliare i costi, che è il mantra di ogni fondo di venture capital/private equity che deve assumere professionisti altamente specializzati per funzionare,
  • gestire meglio i rischi, cosa che si riesce a fare meglio con sistemi in grado di processare livelli superiori di complessità, e, last but not least,
  • migliorare le performance, che è dove avviene davvero la sfida tra le varie AI.

In futuro molti team di trading e investimento cambieranno, e c’è già chi lo sta facendo. Le imprese fintech saranno quindi un elemento di distruzione per l’industria, anche sotto la spinta di nuovi strumenti regolamentari: la nuova direttiva PSD2 consentirà di interfacciarsi con le istituzioni finanziarie tramite API, scatenando tutto il potenziale dell’automazione digitale.

Moneyfarm

Dopo l'intervento di Fintastico è stato il turno di Moneyfarm, un'azienda che opera direttamente all'interno della finanza "robotizzata", a partire dagli investimenti dei privati. Sebastiano Picone ha un'esperienza decennale nei mercati finanziari e asset management con un focus nella consulenza agli investimenti, è oggi VP Italy Growth di Moneyfarm, curando la parte di Sales, CRM e gli investimenti dei portafogli dell’azienda.

Moneyfarm è oggi una delle più grandi società europee online per la gestione patrimoniale, autorizzata e regolata dalla Financial Conduct Authority e vigilata in Italia da Consob. E' guidata da algoritmi automatici, ma non da AI vere e proprie, come ci rivela Picone nel corso del suo intervento, essendo la tecnologia utilizzata più per riuscire a raggiungere i propri clienti e offrire loro quello di cui hanno bisogno, che nella parte d’investimento vera e propria. 

Proprio su questo punto Moneyfarm si ritiene diversa dai player tradizionali dell’investimento: non nelle strategie robot-assisstite, che sono in realtà simili a quelle tradizionali, ma nella distribuzione di tali servizi al mercato, in maniera cost-efficient, senza la minima ombra di filiali fisiche per esempio, e con un’attenzione al cliente e anche alla sua educazione che risultano in una “democratizzazione” degli investimenti finanziari, oltre che ad un notevolissimo aumento dei volumi (di masse gestite al momento).

“We try to educate our customers and we enhance democracy in investment services with technology”

Euklid

Dopo Moneyfarm ha preso la parola Giovanni Contini di Euklid. Se dal punto di vista di un investitore medio-piccolo i robo-advisor possono essere una buona idea, spesso l’investitore (privato high-worth o aziende) guardano a grandi fondi per gestire i loro investimenti. Oltre ai più famosi Renaissance e Blackrock, anche la realtà italiana ha partorito un progetto fortemente incentrato sull’utilizzo della robotica: Giovanni è co-fondatore e Chief Operating Officer di Euklid.

Euklid nasce ufficialmente nel luglio del 2015 con l’intento di scoprire quali siano le potenzialità dell’intelligenza artificiale applicata ai bitcoin e alla blockchain, ma le stesse strategie possono essere utilizzate su asset tradizionali, in particolare su una selezione di 70 Bluechips ultra liquide per garantire pochi vincoli alle decisioni di trading delle macchine. 

Giovanni ci ha spiegato come il loro target siano i “sofisticated investor, especially istitutional and HNWI (<125k)”, e come le FinTecnologie come la blockchain aiutino ad avere una maggiore trasparenza nell’industria. Poiché già adesso molti investimenti sono fatti in maniera robotica, quello che si può migliorare sono le relazioni con i clienti, e proprio queste tecnologie permettono di fornire loro più trasparenza, mentre l’uso della robotica permette di tagliare i costi.

Ogni azione compiuta dalla AI di Euklid è infatti registrata (per sempre) nella blockchain ed è pubblicamente consultabile. Essa infatti può contenere, e quindi permettere, il trasferimento di “valuable information”, siano esse “denaro” come il Bitcoin o informazioni e addirittura contratti come nel caso dei trading signals di Euklid. Questo permette di ridurre notevolmente i costi di frizione, il che semplificherà la vita anche agli hedge funds in futuro.

“Fintech will rely on transparency and efficiency, and for sure these things are in our DNA”

Accenture

Con grande piacere abbiamo avuto ospite dell'evento anche Accenture, azienda leader mondiale nella consulenza sull'innovazione (il nome stesso significa “accento sul futuro”), si occupa già da tempo di fornire soluzioni per l’automazione delle imprese e dei servizi finanziari in particolare, sin dal primo pioneristico progetto di automazione delle buste paga con la General Electric.

Marco Siciliano, Senior Manager del team Analytics, ha rappresentato l’azienda all’expo di Milano e cura all'interno del suo team vari progetti sul CRM. Ci racconta di come, partendo da un background accademico da Ingegnere Biomedico, si stia ultimamente occupando di AI e Machine Learning (ML) o Apprendimento Automatico. “Nella mia esperienza in Accenture da due anni lavoro con una grossa azienda di telecomunicazioni per esplorare come AI e ML possono migliorare l’efficienza dei nostri clienti”. Marco ci parla di come ambienti open source come Tensorflow pubblicato da Google e altri servizi forniti da Amazon o IBM Watson abbiamo permesso di esplorare queste nuove tecnologie e di elaborare dei prototipi: un chatbot permette di ridurre i costi, e quindi di generare valore per i nostri clienti.

Perché AI è divenuta una buzzword? Già quando ero uno studente ne parlavamo, ma al giorno d’oggi ci sono molte più tecnologie complementari che permettono di utilizzarla al massimo: capacità di archiviazione e di calcolo dei moderni computer sono elevatissime ed economiche, e ciò favorisce la digital transformation tramite l’implementazione di nuovi sistemi integrati che permetteranno alle aziende di interagire con noi umani in modo sempre più efficiente.

“Data, computation power and open communities are key driver of the evolution of AI”

Quando si arriva verso la conclusione dell'incontro, avvio un piccolo dibattito, dopo le prime domande che ho rivolto agli speakers, il pubblico pone liberamente le sue domande. Segno del forte interesse che ruota intorno all'argomento, per quasi un’ora avviene un botta e risposta che va ad esplorare vari aspetti dei business trattati e delle sensazioni che si hanno per il futuro. Noi di BSFTE vorremmo ringraziare i presenti per la bella partecipazione che hanno dimostrato, augurarci che abbiano ricevuto risposte esaustive alle loro domande, e invitarli a contattarci qualora avessero voglia di continuare la discussioni su questi temi in università ed anche oltre!

Ringrazio il team di Fintastico per averci ospitato all'interno del loro blog.