Investire piccole somme: le app per i micro investimenti

Le app di micro investimenti hanno aperto le porte dei mercati di capitali anche a chi ha piccole somme di denaro. Vediamo come funzionano.
microinvestimenti 2022

I micro investimenti rientrano nel più ampio fenomeno, ormai di portata globale, della cosiddetta “democratizzazione della finanza”. Con questa definizione facciamo riferimento alla creazione di un mercato di capitali sempre più inclusivo e accessibile, ovvero aperto anche a piccoli investitori e risparmiatori. Mentre nel passato, infatti, l’accesso agli investimenti in strumenti finanziari era esclusiva di pochi investitori facoltosi, con la democratizzazione della finanza assistiamo a un abbattimento delle barriere all’entrata nel risparmio, negli investimenti e nelle opportunità di finanziamento.

In un contesto sempre più globalizzato, in cui la tecnologia gioca un ruolo centrale nella “popolarizzazione” dei mercati finanziari, il mondo degli investimenti non è più monopolio dei grandi detentori di capitale. Bastano, infatti, piccole somme di denaro con cui è adesso possibile investire in un vasto paniere di strumenti finanziari disponibili alla negoziazione.

In questo articolo, esploreremo il concetto di micro investimenti, le caratteristiche sociali e demografiche dei cosiddetti “micro investitori”, nonché le app presenti sul mercato dedicate ai micro investimenti. Infine, analizzeremo i rischi e i benefici connessi alle opportunità connesse a questa particolare tipologia di investimento.

Cosa sono i micro investimenti

Come già suggerisce la definizione, i micro investimenti rappresentano nient’altro che un investimento di piccole o piccolissime somme di denaro, generalmente comprese tra i 5 e i 200 euro su base mensile. Tramite l’allocazione di importi modesti di capitale, dunque, è possibile investire in diversi strumenti finanziari: azioni, criptovalute, metalli preziosi (oro, argento, palladio, platino, etc.), indici, e così via.

Così come per qualunque altro tipo di investimento, il micro investitore può scegliere di investire con un orizzonte temporale di medio-lungo termine oppure di breve (o brevissimo) termine. Un esempio di micro investimenti mirati a generare profitto nel lungo termine sono i cosiddetti “Piani di Accumulo di Capitale” (PAC), ovvero dei piani di investimento caratterizzati da versamenti periodici atti a contenere le oscillazioni di mercato. Dato che tali versamenti possono consistere nel versamento di somme minime di capitale (per esempio 100 euro al mese), i PAC rappresentano forme di investimento ideali per coloro che non possiedono ingenti disponibilità di capitale.

Nell’ambito del trading online, invece, molti investitori presentano un orizzonte temporale di breve, se non brevissimo, termine, con l’obiettivo dunque di investire con meri intenti di speculazione finanziaria. E’ il caso, per esempio, dei cosiddetti trader "intraday", ovvero coloro che aprono e chiudono posizioni di investimento nell’arco delle 24 ore.

Micro investimenti: identikit dei micro investitori

Ora che abbiamo compreso la definizione di micro investimenti, vediamo chi sono coloro che destinano i propri risparmi al “micro investing”.

Con poca sorpresa, è la generazione dei Millennial (i nati tra il 1981 e il 1996) quella più propensa a ricorrere ai micro investimenti per provare a far fruttare i propri risparmi. Cresciuti nel pieno della Grande Recessione (il periodo di depressione economica globale generato dalla crisi dei mutui subprime del 2006-2007), i Millennial sono una generazione “tech-oriented” e con poca disponibilità di capitali da investire. Per questi motivi, non sorprende che siano proprio i Millennial i grandi fruitori di app per i micro-investimenti, le quali permettono di accedere ai mercati di capitali direttamente dal proprio smartphone.

Secondo lo studio “Insights on the U.S. Investors” condotto da Broadridge su gli investitori americani nel periodo compreso tra la fine del 2017 e il 30 giugno 2020, è emerso che gli investitori Millennial sono la categoria a crescita più elevata, passando in meno di tre anni dal 9% al 14% del totale degli investitori.

Senza dimenticare, ovviamente i nativi digitali, ovvero la Generazione Z, (i nati tra il 1997 e il 2012), anch’essi investiti dall’accesso facile (e digitalizzato) ai mercati finanziari.

Investire con piccoli capitali: le app per i micro investimenti

Vediamo adesso quali applicazioni presenti sui mercati finanziari permettono di investire piccole somme di capitale. Ne abbiamo selezionate quattro, scelte per la semplicità di utilizzo e importo minimo richiesto per iniziare a investire in strumenti finanziari.

Gimme5

Lanciata nel 2014 da AcomeA SGR, società di gestione del risparmio con sede a Milano, Gimme5 si presenta come un salvadanaio digitale che permette di investire piccole somme di capitale con semplicità e rapidità di esecuzione.

Si tratta di un servizio di “digital money management” tramite cui è possibile investire in un fondo di investimento (sono 13 i fondi messi a disposizione da AcomeA SGR) o in un Piano di Accumulo di Capitale. L’investimento minimo richiesto è pari a 5 euro.

L’app Gimme5 è disponibile per iOS (sia iPad che iPhone), Android e Windows Phone.

Bitpanda

Nata a Vienna nel 2014, Bitpanda è un’app di micro investimenti che conta ormai quasi 3 milioni di utenti in tutto il mondo.

Sulla popolare app austriaca è possibile investire in azioni, criptovalute, indici di criptovalute, metalli preziosi quali oro, palladio, platino, ed ETF. Una peculiarità di Bitpanda è la possibilità per l’investitore di acquistare azioni frazionarie (ovvero una parte di un’azione, dunque inferiore alla quota intera). Investimento minimo richiesto? 1 euro (con deposito minimo pari a 25 euro).

Bitpanda è disponibile su App Store e Google Play Store.

Trade Republic

Fondata a Berlino nel 2015 e sbarcata di recente nel mercato italiano, negli ultimi due anni Trade Republic ha registrato oltre 1 milione di clienti tra Germania, Austria e Francia, imponendosi come una delle principali piattaforme europee di gestione del risparmio.

L’app berlinese offre ai micro investitori ben 7.700 titoli azionari e 1.500 ETF (sia italiani che internazionali) disponibili alla negoziazione. Inoltre, è possibile investire in criptovalute quali Bitcoin, Ethereum, Litecoin, Bitcoin Cash, etc.

Il deposito minimo richiesto per investire è pari a 10 euro. Anche Trade Republic è disponibile sia per iOS che per Android.

App per i micro investimenti: cosa valutare

Sono diversi i fattori da tenere in considerazione nella scelta dell’app per i micro investimenti a cui affidare i propri risparmi. Qui di seguito trovate i tre principali:

  • Sicurezza: è meglio affidarsi a un intermediario finanziario che abbia sede nell’Unione Europea e che, pertanto, operi nel rispetto della normativa europea a tutela degli investitori. L'Unione Europea, infatti, prevede un insieme di importanti garanzie a protezione dei cosiddetti “investitori retail”, ovvero quegli investitori che, date le limitate conoscenze ed esperienze finanziarie, godono del più elevato grado di tutela da parte delle autorità di vigilanza.
  • Commissioni: assicuratevi di scegliere un’app per i micro investimenti in cui le commissioni e i costi previsti per ciascun investimento presentano una struttura chiara e ben definita, per avere sempre sotto controllo le vostre entrate e le vostre uscite ed evitare “brutte sorprese”.
  • Piattaforma: le app di micro investimento nascono per facilitare l’accesso ai mercati degli strumenti finanziari. Pertanto, vien da sé che è opportuno scegliere una piattaforma per gli investimenti chiara, semplice e di facile utilizzo, soprattutto per coloro che si affacciano per la prima volta al mondo degli investimenti.

Conclusioni

Abbiamo visto dunque come le nuove soluzioni di investimento basate su rapidità e digitalizzazione abbiano reso possibile il fenomeno dei micro investimenti e rivoluzionato l’intero mercato di capitali.

Grazie ad applicazioni come quelle appena enunciate, basta uno smartphone e cifre minime in portafoglio per poter iniziare a investire in prodotti come azioni, criptovalute o metalli preziosi.

Nonostante ciò, è opportuno ricordare che non esistono investimenti privi di rischio e che, al netto della portata del capitale, non conviene mai iniziare a investire senza un’adeguata educazione e consapevolezza finanziaria.

Vi invitiamo dunque a fare attenzione al modo in cui investite nonché ad assicurarvi di essere in grado di sostenere economicamente (e psicologicamente) le eventuali perdite del denaro che intendete destinare agli investimenti.

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Francesco Adile

Cofondatore di Thanks Finance e copywriter finanziario, mi piace scrivere di finanza, investimenti e fintech