Investire non è un gioco

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Egidio Forni
Laurea in Bocconi nel 1996. Esperienze in Deutsche Bank spa e nel Gruppo BNP Paribas.
Investimenti

Un paio di scarpe e un pallone costano insieme 110 euro. Le scarpe costano 100 euro più del pallone. Quanto costa il pallone? Perché ho voluto iniziare con questa domanda? Solo per dimostrare come il nostro cervello molto spesso ci faccia degli scherzi. Spesso ci affidiamo a delle scorciatoie mentali (euristiche) per prendere delle decisioni, purtroppo anche quelle di carattere finanziario (che richiederebbero tempo, attenzione  e "distacco emotivo"). Ma torniamo alla domanda. È possibile che molti di coloro che hanno risposto abbiano usato l'euristica per rispondere, nella convinzione che il processo seguito fosse quello corretto e hanno risposto che il costo del pallone è di 10 euro. In realtà la risposta è sbagliata, perché il suo costo è di 5 euro. 

Credete che l'essere umano sia razionale nelle sue scelte? Che si fermi a riflettere prima di decidere? Pensare che l'uomo possa avere quel distacco emotivo e quella freddezza tali da non farsi coinvolgere emotivamente dalle questioni finanziarie? Sareste sorpresi nel realizzare quante sono le forme di distorsione (bias) che colpiscono ciascuno di noi quando si tratta di scegliere. Solo per fare alcuni esempi: è difficile "andare contro corrente" e discostarsi da quanto pensa la maggioranza della popolazione (hearding behaviour). Spesso ci basiamo su valutazioni fatte da altri (anchoring) per valutare la nostra scelta. 

Allo stesso modo risulta estremamente difficoltoso riconoscere che si è commesso un errore, assumendosi la piena responsabilità delle proprie scelte, e al tempo stesso è estremamente facile incolpare gli "altri" (quello che chiamo "il principio di Adamo ed Eva"). Quando applichiamo la psicologia alle decisioni finanziarie ci rendiamo conto di una cosa: il nostro investimento non è soltanto qualcosa che ci fa guadagnare (o perdere) del denaro. È anche qualcosa che mette in gioco la nostra reputazione: ci fa guadagnare (o perdere) la stima di noi stessi e la fiducia che abbiamo nelle nostre capacità, così come la nostra immagine. L'investimento finanziario, quindi, non ha solo un bilancio economico (profit & loss), ma anche uno psicologico. 

La finanza comportamentale

Un piccolo esempio servirà a chiarire meglio il concetto. Immaginate di aver investito i vostri risparmi su un unico titolo (ignorando il principio della diversificazione), il cui prezzo è sensibilmente sceso. Immaginate di dover poi comunicare la vostra perdita ai vostri famigliari o ai vostri amici e colleghi. Come vi sentireste? Personalmente mi troverei in forte difficoltà. La finanza comportamentale si occupa di studiare il comportamento del decisore prima, durante e dopo aver effettuato le scelte di carattere finanziario. La cosa interessante è che gli errori che si commettono, meglio sarebbe dire il comportamento che si tiene, sono sostanzialmente gli stessi e, quindi, ripetibili e prevedibili. Conoscere in anticipo le proprie "debolezze" (ossia il proprio comportamento), aiuta ad evitare di commettere gli stessi errori. La finanza è buon senso. Bisogna evitare che le decisioni finanziarie vengano prese sull'onda dell'emotività. Essere avidi, oppure essere spaventati rischia di portare l'investitore verso la rovina. Farsi condizionare dalle opinioni che sentiamo alla tv o che leggiamo su qualche post, sono tutte cose che ci possono indurre in errore o addirittura ad agire contro la nostra stessa natura (pensiamo ai BOT people che si lanciano sull'azionario solo perché hanno letto delle performance borsistiche). 

Commettere un errore in finanza significa perdere denaro e, come abbiamo visto, perdere anche la faccia. Così come non dovremmo mai andare al supermercato quando siamo affamati e senza una "lista della spesa", anche quando decidiamo di investire dovremmo darci delle "regole". Qui sorge il problema: la tentazione di non rispettare la regola può essere estremamente forte. Per evitare, almeno in parte, di cadere nell'errore ci possiamo affidare, oltre che al buon senso, alla tecnologia (la moderna lista della spesa) ed è qui che entrano in gioco le varie soluzioni offerte dalle imprese fintech, alternative e/o complementari rispetto a quelle offerte dalla finanza tradizionale. 

Le regole da seguire

Immaginiamo di voler investire a medio/lungo termine per la nostra pensione, o per lasciare un discreto patrimonio ai nostri eredi. Decidiamo di accantonare ogni mese una parte del nostro stipendio investendo in un fondo di investimento. Se lasciassimo questa decisione a noi stessi rischieremmo di dimenticarci di tralasciare (magari inconsciamente) o posticipare la sottoscrizione mensile. Se invece ci diamo "la regola del PAC" (Piano di Accumulo di Capitale), ogni mese, automaticamente, una somma determinata viene tolta dal nostro conto e investita nel fondo. E se il mercato dovesse scendere? La cosa più istintiva, emotiva, che si possa fare è quella di bloccare il piano e magari vendere le quote del fondo. Facendo così rischiamo di perdere la possibilità di comprare a prezzi più bassi e, visto che il nostro investimento è a medio/lugno termine, potremmo perdere una buona occasione. Ecco perché potremmo addirittura decidere (grazie alla nostra regola definita in precedenza e alla quale ci vincoliamo), di aumentare l'ammontare da investire nel caso di mercato al ribasso. 

Un'altra regola è quella che, sempre in via automatica, la somma eccedente un certo saldo del conto corrente venga destinata all'investimento. Oppure che vi sia un disinvestimento, sempre automatico, nel caso in cui il saldo del conto scenda sotto una determinata soglia. O ancora, fissati determinati parametri in termini di volatilità del portafoglio, vi possa essere un ribilanciamento automatico nel caso in cui la volatilità raggiunga livelli ritenuti non congrui. 

Sono tutte operazioni elementari, semplici, ma che richiedono due cose:

  1. Seguire l'andamento del mercato, del proprio portafoglio e del proprio conto;
  2. Investire o disinvestire (quindi agire), a seconda della situazione del mercato. 

Se al posto nostro vi fosse un software tutto sarebbe più semplice e verrebbe fatto in via automatica, è quello che avviene con i roboadvisors. Un software che, contrariamente a noi esseri umani, non ha sentimenti, non si lascia influenzare dalle situazioni e agisce nel pieno rispetto delle regole che abbiamo impostato.Regole che noi non sappiamo rispettare e che tendiamo, più o meno volontariamente a trasgredire. Questo è solo un esempio di come il fintech e la finanza comportamentale si possono fondere per offrire all'investitore l'opportunità di superare alcuni dei bias che influenzano fortemente il processo decisionale in ambito finanziario. 

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Egidio Forni

Appassionato di F1, mi interesso alla finanza e al rapporto tra psicologia e finanza. Sono affascinato dal mondo FinTech. Ho svolto, e continuo a svolgere, attività di docenza su temi legati alla finanza e agli investimenti.