Investimenti & Fintech: una fotografia al 2017

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Alessandro Greppi, PhD
SIAT (Italian Society of Technical Analysis) Member
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In questo post parliamo di:

  • Investimenti nelle soluzioni fintech dedicate al mondo degli investimenti
  • Benefici e Opportunità
  • Rischi e Sfide

Nel corso degli ultimi 20 anni, le piattaforme di investimento si sono evolute significativamente a seguito della pressione derivante dai nuovi prodotti e servizi venduti attraverso nuovi canali di distribuzione. Questo fenomeno ha innescato una forte contrazione delle commissioni, spingendo gli operatori ad utilizzare sempre più soluzioni tecnologiche innovative, con l'obiettivo di automatizzare i processi e migliorare l'offerta. 

Come risultato di questa rivoluzione, l'offerta attuale mostra le seguenti caratteristiche:

  • Le piattaforme di brokeraggio online offrono ai propri clienti accesso a ricerche proprietarie, a tool online dedicati agli investimenti, consentono di investire in una ampia selezione di prodotti finanziari ed eventualmente mettersi in contatto con dei professionisti degli investimenti;
  • Gli asset manager hanno iniziato a distribuire i propri fondi attraverso i canali digitali. Anche in questo caso, le piattaforme offrono alla clientela l'accesso a ricerche e strumenti di analytics e se necessario consentono anche di mettersi in contatto con un professionista;
  • I fondi di investimento possono anche essere distribuiti attraverso piattaforme gestite dalle borse valori. Inoltre, alcuni distributori assistono gli investitori retail con informazioni che li possono supportare nelle loro scelte. 

Il grande merito per l'innovazione nel mondo del trading è da attribuire in primo luogo alla diffusione sempre più capillare di internet e poi al crescente interesse verso modelli di investimento basati sull'intelligenza articiale, natural language processing, analisi di big data e cloud computing. Grazie al supporto delle tecnologie appena elencate, negli ultimi anni sono nati diversi modelli di business, tra cui ricordiamo:

  • Siti di comparazione
  • Roboadvisor
  • Piattaforme di social trading
  • Piattaforme che conducono ricerche sui social media (sentiment analysis)

Siti di comparazione

La diffusione di internet nelle economie sviluppate ha facilitato la proliferazione delle piattaforme di comparazione di prodotti bancari, assicurativi e di investimento. I mercati meno maturi come quello asiatico hanno visto nascere solo recentemente questo tipo di servizio. 

Roboadvisor

I Roboadvisor offrono una gestione automatizzata di un portafoglio dopo che l'investitore ha fornito indicazioni sufficienti per determinare il suo profilo di rischio e i suoi obiettivi. Generalmente, questi prodotti utilizzano degli algoritmi per costruire, gestire e ribilanciare portafogli composti da Exchange Traded Funds (ETFs), strumenti che consentono di costruire portafogli a basso costo, liquidi e cuciti su misura per il cliente. In alcuni casi i roboadvisor sono nati da startup innovative come Betterment, Wealthfront o Nutmeg, mentre altre piattaforme sono state commercializzate da realtà finanziarie consolidate come Vanguard, Blackrock, Charles Schwab e Fidelity. Grazie alla maturazione del prodotto e dei suoi fruitori, il nuovo standard rappresentato dal goal based investing che consiste nell'investire con uno scopo definito, legato alla vita reale la distribuzione dei fondi disponibili proposta con gli obiettivi di lungo periodo dell'investitore (e.g. pensione integrativa, risparmiare per mandare i figli all'università, ecc.).

Piattaforme di social trading

Queste realtà offrono un approccio "social" al mondo degli investimenti consentendo ai follower di seguire i migliori trader (dei veri e propri "influencer" all'interno della community) emulandone l'operatività sui mercati. La più famosa è sicuramente eToro.

Social media sentiment e ricerca

Nel corso degli ultimi anni l'attività di ricerca applicata ai mercati finanziari si è sempre più raffinata e ha visto nascere diverse tipologie di business, tra cui:

  1. Social media analytics: queste realtà sfruttano l'enorme mole di dati generati dai social network su tematiche finanziarie. Generalmente le società impegnate in questo segmento sfruttano tecnologie basate su Natural Language Processing (NLP) in combinazione con modelli di machine learning. L'obiettivo è quello di determinare il sentiment degli investitori grazie alle tracce che lasciano sui social.
  2. Crowdsourced research network: queste startup gestiscono piattaforme che hanno l'obiettivo di raccogliere opinioni indipendenti sui mercati generate dagli investitori retail. Le analisi prodotte vengono poi strutturate in report e rivendute a traders o hedge funds.
  3. Social networking platforms: alcuni broker hanno iniziato a offrire, oltre che alla possibilità di fare trading, delle interfacce attraverso cui gli investitori possono interagire tra loro per scambiarsi idee.

Benefici e Opportunità

Alla luce di quanto presentato, possiamo identificare i benefici che derivano dai diversi modelli di business: 

  1. I siti di comparazione consentono agli investitori di confrontare i prezzi e le caratteristiche delle diverse offerte bancarie, assicurative e di investimento presenti sul mercato. Ci si può attendere che in futuro queste realtà possano rappresentare sempre più un punto di riferimento per i giovani, ormai abituati a condurre ricerche su internet attraverso i motori di ricerca. 
  2. L'obiettivo dei roboadvisor è quello di "democratizzare" il risparmio gestito, rendendo fruibili anche per i piccoli risparmiatori gestioni patrimoniali su misura. I sottoscrittori in certi casi possono accedere ai propri portafogli anche attraverso il proprio smartphone. 
  3. Le piattaforme di social trading offrono una grande diversità di informazioni e coprono quasi tutti gli strumenti scambiati sul mercato. 

Rischi e sfide

Nonostante il loro enorme potenziale, tutti i modelli di business presentati in questo articolo dovranno superare delle sfide e sono soggetti ad alcuni rischi di attuazione o execution. I principali appartengono alle seguenti aree:

  1. Normativa: le realtà innovative hanno l'obbligo di disporre delle licenze necessarie per poter gestire denaro di terzi o fare consulenza. In caso contrario, l'attività di sollecitazione al risparmio o all'investimento verrebbe condotta abusivamente.
  2. Trasparenza in fase di onboarding: l'attività potrebbe essere svolta in conflitto di interessi con i propri clienti. Inoltre, le commissioni e i costi potrebbero essere occultati ai risparmiatori tradendo così il principio fondante del fintech che fa della trasparenza uno dei suoi capisaldi.
  3. Trasparenza del servizio: il cliente potrebbe non comprendere le dinamiche del servizio o del prodotto che sta sottoscrivendo. Infatti, l'assenza di una mediazione umana nella vendita potrebbe generare incomprensioni sui limiti o sugli obiettivi specifici dell'offerta. 
  4. Customer Satisfaction vs. Complessità: le piattaforme che eseguono per conto del proprio cliente le operazioni potrebbero offrire a utenti poco sofisticati prodotti troppo complessi e al di fuori della loro comprensione. È importante quindi non si tenga solamente conto degli obiettivi di investimento ma anche della comprensibilità degli strumenti in cui sono allocati i risparmi.
  5. Controlli: un altro rischio da non sottovalutare è legato ai controlli di antiriciclaggio (AML) e antifrode. La mancanza di controlli adeguati potrebbe consentire ad un utente di inserire informazioni false e mascherare la propria identità. È necessario quindi implementare procedure rigorose nel corso della fase di onboarding e registrazione.
  6. Know Your Customer: È possibile che il processo attraverso cui si conosce il cliente (KYC) fallisca nel suo obiettivo. Generalmente, gli operatori tradizionali hanno la possibilità di fare domande addizionali qualora lo ritenessero opportuno, mentre nel caso della profilazione online il set predefinito di domande potrebbe non essere sufficiente. Questo rischio è amplificato dalla consuetudine diffusa di somministrare telematicamente questionari troppo corti, aumentando il rischio di non riuscire a comprendere le necessità del cliente. 

Questa analisi offre una fotografia aggiornata dell'attuale offerta fintech declinata al mondo degli investimenti e del risparmio. I benefici potenziali per la clientela retail, ma anche per quella istituzionale sono enormi, occorre però non sottovalutare i rischi evidenziati poiché una semplice disattenzione potrebbe minare il successo di un progetto ambizioso e con potenziale. 

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Alessandro Greppi, PhD

SIAT (Italian Society of Technical Analysis) Member and Lecturer @ Master in Technical Analysis of Financial Markets (Data Science module) held by SIAT ( https://bit.ly/2NqWHPr )