Intervista a Pietro Azzara, CEO di BlockchainItalia

Blockchain Italia Srl è una startup innovativa con focus sulla blockchain. Obiettivo: informare e far diffondere le Distributed Ledgers Technology DLT.
Pietro Azzara BlockchainItalia

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Pietro Azzara, CEO di BlockchainItalia.io e Presidente di Italia4Blockchain, associazione di categoria che ha come obiettivo lo studio, la diffusione e la promozione della tecnologia blockchain.

Cos'è e come funziona BlockchainItalia?

BlockchainItalia è una azienda innovativa con sede a Milano, Roma e Genova, focalizzata su tre verticali: sviluppo e design di prodotti ed applicazioni su protocolli permissionless e permissioned, training aziendale e consulenza strategica per applicare, dove crea valore, la blockchain in modelli di business tradizionali. Inoltre, BlockchainItalia è proprietaria del format “Blockchain Forum Italia”, la più grande fiera tematica in Italia.

Quali sono i punti di forza di BlockchainItalia che le permettono di differenziarsi rispetto alle altre società presenti sul mercato?

Il grande punto di forza è sicuramente il team di Blockchain Italia e conseguentemente il know-how aziendale. All’interno della squadra, ci sono ragazzi che sono nel mondo della blockchain e delle criptovalute dal 2015 e 2016. Sono riuscito a far sposare la mia lunga esperienza imprenditoriale nel campo IT con menti giovani ed innovative.

A che livello è l'Italia rispetto allo sviluppo della tecnologia blockchain se guardiamo all'Europa?

Sono appena tornato dal Convergence – The Global Blockchain Conference di Malaga e posso nuovamente confermare che l’Italia si sta muovendo bene. Anche dal punto di vista della regolamentazione, la Consob ha promosso una consultazione pubblica per raccogliere proposte di regolamentazione, mentre il Decreto Semplificazioni 2019 introduce la definizione normativa delle tecnologie basate su registri distribuiti (blockchain) e degli smart contract.

Il decreto prevede, inoltre, che la memorizzazione di un documento informatico attraverso l’uso di tecnologie basate su registri distribuiti produca gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica. Questo abilita e abiliterà nuove startup ed aziende a sperimentare nuove soluzioni che potranno avere un impatto trasversale sulle varie industries.

Recentemente avete annunciato una collaborazione con IMQ S.p.A. di cosa si tratta?

L'Istituto italiano del marchio di qualità IMQ S.p.a. è leader in Italia ed è tra le più importanti aziende in Europa che certificano la qualità di prodotti e servizi. La nostra partnership ha lo scopo di rendere i certificati di conformità rilasciati da IMQ invulnerabili, tracciabili e immodificabili, offrendo un'immediata verificabilità della provenienza e della veridicità dei dati contenuti.

Obiettivi che assumono ancora più valore quando in gioco ci sono, contenuti e informazioni rilevanti per la sicurezza dei consumatori, e spesso utilizzati anche dalle Autorità incaricate della tutela del mercato e dalle grandi utilities nelle gare di appalto per risalire alle effettive caratteristiche dei prodotti. Il risultato è meno lavoro del back-office e più affidabilità e trasparenza in tutto il network attorno a IMQ. Inoltre, stiamo sperimentando con loro nuove possibilità di business.

Che cos'è e come funziona Dedit?

Dedit è un insieme di smart contracts sulla piattaforma permissionless di Ethereum che notarizza qualsiasi tipologia di file, permettendo di firmare la transazione e custodirlo sia in cloud, sia nello storage decentralizzato di Ethereum. Inoltre, stiamo sviluppando moltissime nuove features che permetteranno transazioni multi-sign, enfoncerment di alcuni claims con i tokens ERC721 e molto altro.

Per IMQ, abbiamo creato un Dedit personalizzato nella propria pagina web che interagisce con i loro sistemi informatici e notarizza sulla blockchain pubblica i certificati emessi. Inoltre, ad altri nostri clienti abbiamo fornito le API KEY in modo tale che quest’ultimi possano decidere loro dove inserire dei “blockchain checkpoint” nella loro business logic, che raccogliesse i metadati prodotti e li notarizzasse.

Abbiamo notato come molto spesso è più facile che sia il cliente, dopo aver capito i vantaggi, a intuire dove può aver senso utilizzare la blockchain nel proprio business, per dimostrare ai propri stakeholders trasparenza e fiducia.

Perché avete deciso di utilizzare la blockchain pubblica di Ethereum per il portale Dedit? Quali sono i vantaggi?

Abbiamo scelto Ethereum per due motivi: tra le permissionless è sicuramente quella programmabile che è stata scelta come standard dalla comunità e da molte aziende, e poiché i nostri tecnici sono specializzati su questo protocollo. Tuttavia, stiamo realizzando dei bridges con altre blockchain permissionless e permissioned, come Fabric, in modo tale da garantire nel lungo periodo maggiore sicurezza ed affidabilità.

I vantaggi, per tutte le pubbliche e permissionless, sono rispettivamente: la trasparenza sul funzionamento degli smart contracts, la scalabilità sociale e la diminuzione delle barriere d’ingresso.

Quali sono gli ostacoli più grandi che state incontrando attualmente?

L’asimmetria informativa è ancora troppo presente in questa nuova industry. Fortunatamente, abbiamo visto che negli ultimi mesi, forse anche grazie a prese di posizione pubbliche della Commissione Europea e altri Stati, le aziende si stanno informando, hanno più consapevolezza e ci chiedono spesso di far loro capire come funziona questa nuova tecnologia.

Parlando di partnership, con chi vi piacerebbe entrare in contatto?

Siamo aperti a, quasi, tutti. A parte gli scherzi, ci piace pensare di poter diventare il partner tecnologico di molte aziende in più settori. Non solo per dire loro dove la blockchain può servirgli, ma anche e soprattutto dove non ha senso inserirla nei propri flussi aziendali, limitando investimenti sbagliati.

Grazie Pietro per la tua disponibilità e alla prossima!