Intervista a Andrea Isola, General Manager Italia di N26

Andrea Isola, General Manager Italia di N26, racconta gli scenari futuri di sviluppo del fintech in Italia e le implicazioni per il settore bancario.
N26

N26 è la banca diretta sullo smartphone che sta sfidando il sistema tradizionale. Dopo aver raggiunto i 3,5 milioni di clienti in tutta Europa, da poco è sbarcata negli Stati Uniti. Un successo fintech che sembra imparabile. Abbiamo avuto modo di intervistare Andrea Isola, General Manager Italia di N26.

Ciao Andrea, in che modo le fintech si differenziano dalle banche tradizionali?

Le esigenze dei clienti sono cambiate radicalmente negli ultimi anni e a livello globale. Grazie anche alla maggiore possibilità di personalizzazione dei servizi, derivata ad esempio da piattaforme come Spotify e Netflix, i clienti richiedono adesso la stessa esperienza digitale nel momento in cui si interfacciano con la loro banca, vogliono una banca che si adatti al loro stile di vita contemporaneo.

L'app di mobile banking di N26 risponde perfettamente alle esigenze dei consumatori digitali di oggi, in costante evoluzione. Trattandosi di una vera e propria banca con licenza dalla Banca Centrale Europea, N26 consente ai suoi clienti di gestire le proprie finanze sempre e ovunque senza le limitazioni del sistema bancario tradizionale.

N26 è l'alternativa più economica alle banche tradizionali, la stessa apertura di un conto è un processo che richiede solo pochi minuti. Questo perché N26 è nata con un approccio mobile first e una forte attenzione alla user experience, che consente agli utenti di usufruire di un servizio smart ma semplice da utilizzare, sempre e ovunque.

Crediamo che N26 sia più vicino ai suoi clienti rispetto ai player tradizionali, lo dimostra anche il fatto che i nostri clienti visitano la nostra app più volte al giorno e utilizzano tutti i canali digitali a loro disposizione per mettersi in contatto con noi

Come spiegheresti in parole povere N26 a una zia anziana?

N26 è una mobile bank, il che significa che i suoi servizi sono totalmente fruibili dallo smartphone. È stata fondata da due amici di lunga data: Valentin Stalf e Maximilian Tayenthal nel 2013. 

Frustrati dalla mancanza di trasparenza, innovazione digitale, servizio personalizzato delle banche esistenti, hanno deciso di reinventare il concetto di banca, progettando, appunto, N26 come banca creata su misura per il cliente. 

Inoltre per usare i servizi bancari non servono nemmeno le istruzioni, perché la app di N26 è la più intuitiva sul mercato, e si possono fare tutte le operazioni senza nemmeno fare la coda in filiale.

In Italia avete circa 500.000 clienti. Quali sono tre aspetti che i vostri clienti apprezzano nel servizio che offrite?

Ad oggi l’Italia conta quasi mezzo milione di utenti, all'interno di uno scenario globale che ha oltre 3,5 milioni di clienti, con un volume di transazioni di ca. 2 miliardi di euro al mese e circa 400 transazioni al minuto. Solo negli ultimi 12 mesi, in Italia abbiamo quintuplicato la nostra base clienti, un dato che riconferma la qualità dell'esperienza del cliente, che percepisce il nostro impegno nel creare prodotti e servizi sempre nuovi che vanno incontro ai loro bisogni, e permettano loro di risparmiare tempo e denaro.

Crediamo che i nostri clienti apprezzino soprattutto il nostro approccio mobile first, la possibilità di accedere ai servizi bancari ovunque a portata di un click e la nostra user experience, che è un indiscusso benchmark di riferimento nel mondo fintech. La continua crescita è un chiaro segnale di apprezzamento del servizio.

Un altro servizio decisamente apprezzato dagli utenti è Cash26, disponibile dal 15 maggio in 126 partner store Pam e Panorama supermarket. Grazie a questo servizio, N26 permette adesso ai propri clienti di prelevare e depositare denaro real time, senza una carta, solo con il proprio smartphone presso i rivenditori selezionati

CASH26 è una funzione estremamente apprezzata dagli utenti italiani, perché va incontro alle loro esigenze, molto legate all'uso del contante, soprattutto quando si tratta di piccole e medie spese quotidiane. Abbiamo conciliato il momento della spesa con le necessità di prelievo e deposito, garantendo un sensibile risparmio in termini di tempo.

Inoltre il MoneyBeam, che è la nostra funzionalità P2P per spedire e ricevere denaro real time in modo molto veloce tra utenti N26 semplicemente selezionando il numero di telefono in rubrica

Chi è il vostro cliente tipo? Quanto è diverso l'utente italiano rispetto a quello degli altri mercati europei dove siete presenti?

Quando abbiamo lanciato il servizio N26 qualche anno fa i nostri clienti erano per lo più millenials and digital natives, persone più aperte all'innovazione. Come è successo pero’ con servizi tecnologici come WhatsApp e Facebook, ora vediamo che ci sono sempre più clienti con fasce di eta’ maggiori che utilizzano N26, perché realizzano di avere possibilità di accedere ad un servizio innovativo, ad un costo più trasparente e più immediato. 

Attualmente circa il 60% dei nostri clienti in Italia ha fino ai 35 anni, ma già più del 40% e’ al di sopra dei 35-40 anni. Abbiamo anche diversi freelancers che utilizzano il nostro prodotto business.

Rispetto a clienti di altri mercati europei che presidiamo, il cliente italiano è sicuramente price sensitive per quanto riguarda i servizi bancari, per questo come N26 vogliamo offrire una soluzione bancaria trasparente, senza costi di gestione nascosti, crediamo sia questo il vero motivo del nostro successo.  

Inoltre, da una ricerca di Bain & Company, l’Italia emerge come il Paese in cui c'è meno fiducia negli istituti di credito (e maggiore per le società tecnologiche) con l'82% degli intervistati che preferiscono una società tecnologica rispetto alle banche in generale. Anche questo ci fa ben sperare sul futuro successo di N26 nel mercato italiano.

Avete appena comunicato l'estensione dell'ultimo funding round, cosa significa questo ulteriore aumento di capitale per voi e come intendete utilizzare i nuovi fondi?

Esattamente, abbiamo esteso il round di investimento Series D a $470 milioni. L’attuale valutazione di N26 adesso è di $3.5 miliardi, siamo di fatto una delle startup più valutate in Europa e rientriamo nella Top Ten delle fintech più valutate a livello mondiale.

Ciò che è sicuramente importante per noi, è il fatto che tutti gli investitori precedenti del round di investimento Series D dello scorso gennaio 2019 hanno riconfermato il loro investimento nella società, rafforzando così la loro fiducia nella crescita e nel successo globale di N26. 

Tra i partecipanti, vi sono molti investitori consolidati, inclusi Insight Venture Partners, GIC (il fondo sovrano di Singapore), Tencent, Allianz X, Valar Ventures di Peter Thiel, Earlybird Venture Capital e Greyhound Capital. Ad oggi, N26 ha raccolto più di $670 milioni. Utilizzeremo i fondi aggiuntivi per condurre l’espansione in Europa, Stati Uniti e Brasile, oltre che per investire in ulteriori features innovative. 

Sarà anche grazie a questi fondi che punteremo a raggiungere più di 50 milioni di clienti in tutto il mondo nei prossimi anni.

Quali sono i vostri principali canali di marketing?

Il passaparola è uno dei principali canali di acquisizione. Abbiamo una crescita organica che si attesta attorno al 70%, questo vuol dire che abbiamo clienti molto soddisfatti che ci aiutano a fare crescere l’azienda con i loro referral ed il feedback sui nostri servizi. Il costo di acquisizione per N26, anche rispetto ad una banca tradizionale risulta molto più basso ed il nostro cliente è anche molto più soddisfatto. Tutto questo è in linea con il nostro obiettivo di fornire un servizio differenziale e creare la prima “banca che amerai".

Oltre alla crescita organica utilizziamo canali di performance marketing online e canali tradizionali come l’Out Of Home (OOH). Un esempio di campagna che abbiamo lanciato recentemente  è “l’alfabeto secondo N26”. Questa è la prima integrated campaign per N26 che ha coinvolto tutti i canali della banca: sito con un’apposita landing page, blog e social media, OOH. Le nostre creazioni sono presenti a Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna.

Vogliamo anche presidiare maggiormente le maggiori città d’Italia proponendo eventi, coinvolgendo giovani e studenti (grazie all'iniziativa degli Students Ambassador), continuare a comunicare molto tramite i social, cosa molto apprezzata dai nostri utenti.

In che modo vivete la direttiva PSD2 e l'open banking, minaccia o opportunità? 

L’introduzione della PSD2 e l’apertura delle APIs bancarie sono il futuro delle banche. 

N26 ha iniziato questo processo già da qualche anno, creando quelli che sono stati definiti i nostri “core services” e sviluppando, quindi, internamente la piattaforma dei servizi principali che includono, appunto, le carte di pagamento,, la possibilità di ricevere notifiche in real time su tutti i pagamenti, la possibilità di spedire in real time denaro usando il P2P e gli spaces che sono spazi per gestire in modo ottimale il proprio denaro. 

Tutto questo in un'app che costituisce, di fatto, il benchmark sul mercato per quanto riguarda la user experience. Per quanto riguarda i servizi più avanzati come savings, investimenti, cash deposit e assicurazioni, collaboriamo con i migliori player sul mercato, per adesso principalmente con fintech, dove ci interfacciamo con APIs, ma manteniamo comunque il pieno controllo della user experience, nostro principale fattore di successo. 

Quale consiglio ti senti di dare alle banche tradizionali che ancora non prendono sul serio il fintech?

Non credo che attualmente sul mercato ci siano ancora player che stanno aspettando sperando che nulla cambi. I player tradizionali principali sono ormai diversi anni che hanno avviato la loro trasformazione digitale e stanno testando quali sono i servizi principali che vogliono offrire direttamente e su quali attivarsi con partner fintech e non. 

Una cosa è certa: il mondo bancario non sarà lo stesso di oggi nei prossimi 5-10 anni, vedremo più competizione con l’entrata ed il consolidamento sul mercato delle challenger banks come N26, l’entrata sul mercato delle big tech e il rafforzamento  delle banche tradizionali più innovative. Tutto questo anche spinto dalla regolamentazione che sta diventando sempre più cross-country. 

Probabilmente ci saranno anche diverse altre banche che decideranno di cambiare il loro business model, focalizzandosi magari solo sulla parte dell’infrastruttura bancaria, o addirittura altre che decideranno di non investire nella trasformazione digitale, ma optando per una cessione di parte del business perché più redditizia per gli investitori.

Avete appena comunicato il lancio negli Stati Uniti, cosa rappresenta per voi?

Basandosi sul successo registrato in Europa, N26 è entrata nel mercato statunitense poche settimane fa. Il lancio negli Stati Uniti è una milestone importante per N26 ed è il passo logico per diventare una banca globale, dal momento che molte più persone in tutto il mondo sono alla ricerca di un'esperienza bancaria semplice e immediata.

Attraverso un rilascio graduale, 100.000 clienti americani in attesa saranno invitati a registrarsi e avranno accesso al prodotto. Il lancio pubblico completo avverrà quest’estate quando prodotti con caratteristiche aggiuntive come Metal, il conto Premium di N26, sarà reso disponibile anche per gli utenti americani. Il lancio nel mercato statunitense segna il prossimo passo nella missione della società di diventare la banca che milioni di clienti nel mondo amano utilizzare. 

N26 è già fortemente presente nel mercato statunitense dove opera tramite N26 Inc., la sua filiale con sede a New York. Sin dall'apertura degli uffici a New York 2 anni fa, la società è stata in grado di ottenere indicazioni preziose sul mercato e sui clienti, il che si riscontra nello sviluppo e nell'implementazione della risposta del prodotto americano.

Al momento, la squadra americana è composta da più di 50 dipendenti ed è destinata a crescere ulteriormente entro la fine di quest’anno.