Intervista ad Alessandro Negri della Torre Studio LX20 Law Firm

Alessandro Negri della Torre, fondatore dello Studio Legale LX20 Law Firm, si occupa prevalentemente di diritto in ambito fintech, insurtech e blockchain.
Alessandro Negri della Torre

Abbiamo avuto modo di intervistare il fondatore dello Studio legale LX20 Law Firm (http://lx20lawfirm.com), l'Avv. Alessandro Negri della Torre (nella foto), professionista abilitato all'esercizio della professione legale in Italia e nello Stato di New York.

Ciao Alessandro, sei il fondatore di LX20 Law Firm, uno studio legale dedicato all'innovazione, soprattutto nell'ambito dei mercati regolamentati. Di cosa si tratta nello specifico?

LX20 Law Firm nasce dall'idea maturata negli ultimi anni che anche nell'ambito dell’assistenza legale si possa innovare in maniera sostanziale coniugando tecnologia, esperienza e un nuovo approccio alla professione legale per dare alla clientela servizi di elevata qualità e adatti alle sfide del mercato moderno. LX20 Law Firm nasce nel contesto di un mercato globale in continua evoluzione che spesso presenta modelli di business, servizi e operatività innovativi e spesso radicalmente divergenti dai paradigmi più tradizionali.

Altre realtà di consulenza hanno risposto alla sfida dell’innovazione cercando di espandere le proprie strutture e ampliando il proprio organico. Lo Studio LX20 è stato progettato “from the ground up” per rispondere alle sfide presenti e future. Il focus dell’attività è sul mondo del fintech, del regtech e dell'insurtech e, più in generale, sull'intersezione tra mercati regolamentati e tecnologia (come ad esempio l’impiego della blockchain, l’open banking, l’uso dell’intelligenza artificiale). Tuttavia, le competenze e l’approccio dinamico e flessibile dello Studio permettono di rispondere velocemente ed efficacemente tanto alle sfide innovative quanto a quelle più tradizionali.

Di quali materie si occupa lo Studio?

Come anticipato, lo Studio è specializzato nel settore del fintech, dell’insurtech e del regtech e, più in generale, dell’intersezione tra mercati regolamentati (bancario, assicurativo e finanziario) e innovazione e tecnologia. Lo Studio offre competenze in ambito civile, commerciale, societario e regolamentare coniugando esperienza e tradizione con una conoscenza diretta e profonda dei fenomeni e delle trasformazioni in atto nei mercati di riferimento. A titolo di esempio, lo Studio offre assistenza nell'impiego delle DLT (Distributed Ledger Technologies) soprattutto in ambito finanziario, nel settore bancario e con particolare riferimento a tematiche di open banking e servizi di pagamento, in ambito di artificial intelligence con particolare attenzione all'implementazione dell’AI nel settore del roboadvisory.

Lo Studio offre assistenza qualificata in un ambito che ha già mostrato segnali di rapida crescita e che promette di diventare sempre più rilevante in futuro ossia quello della finanza alternativa che unisce fenomeni che vanno dal crowdfunding, all'emissione di Security Token Offering (STO) tramite blockchain fino ad arrivare alla DeFi (Decentralised Finance) e ai meccanismi di finanza P2P. Infine, lo Studio si occupa di un altro settore emergente e cioè quello della finanza islamica anche grazie a professionisti di madrelingua araba che assistono la clientela in questo campo nel quale, come ovvio, l’intermediazione linguistica, giuridica e culturale è assolutamente fondamentale.

L’approccio che adotti nell'attività di assistenza legale è di tipo integrato. Cosa intendi in concreto?

Nel mercato dei servizi legali il termine “integrato” spesso indica una trasversalità di competenze legali di professionisti specializzati nei più diversi ambiti allo scopo di fornire al cliente assistenza completa. Oggi, però, questo concetto di integrazione bidimensionale (che si articola sul piano delle sole conoscenze legali) può essere insufficiente nel caso in cui il prodotto, servizio o attività del cliente si basino in modo organico sulla tecnologia. In questo caso, infatti, non è sufficiente una comprensione delle tematiche legali “in astratto” bensì una comprensione dell’attività o del prodotto stesso anche a livello tecnologico.

Nella mia esperienza è infatti dalla comprensione del prodotto o dell’attività nei suoi dettagli che si deve partire per individuare con precisione gli ambiti legali in cui intervenire ed è questo approccio – che definirei “tridimensionale” – che permette di fornire assistenza precisa, efficace e rispettosa delle disponibilità anche economiche dei clienti. Soprattutto nelle materie più tecniche o con riferimento ai progetti tecnologicamente più complessi questo approccio si è dimostrato vincente anche sul piano della comunicazione tra cliente e professionista che diventa più agevole potendo contare su conoscenze tecniche condivise.

Hai diverse esperienze internazionali alle spalle. Quali vantaggi ritieni possano apportare all'attività di LX20?

Nella mia carriera ho avuto la fortuna di studiare in ambienti internazionali, prima studiando alla scuola britannica di Milano e successivamente conseguendo due LL.M. all'estero e l’abilitazione all'esercizio della professione forense nello Stato di New York. Le esperienze all'estero e il network sviluppato sono stati una fonte di ispirazione essenziale nella costruzione di LX20 Law Firm. Oltre ad essere una fonte di notizie e novità, i mercati esteri sono un punto di partenza e di approdo per molti dei clienti che si affidano allo Studio, sovente impegnati in attività o progetti di portata internazionale.

È per questo motivo che lo Studio punta in maniera proattiva a due mercati: quello nordamericano e quello del mondo arabo con due desk dedicati (usdesk@lx20lawfirm.com e arabicdesk@lx20lawfirm.com) e un network di professionisti d’appoggio in giurisdizioni chiave. Il network selezionato di LX20 Law Firm è uno dei punti di forza dello Studio in quanto permette al cliente di avere accesso a competenze e conoscenze anche in settori altamente innovativi e di frontiera.

Hai scommesso sul fintech. Perché questa scelta?

Credo nel fenomeno ormai da tempo e ritengo siano ben tre i fattori principali che permetteranno la crescita del fintech oltre le aspettative. Il primo è la diffusione di tecnologie abilitanti che permettono a realtà anche molto piccole di accedere al mercato o comunque offrire servizi soggetti a regolamentazione di settore. Di conseguenza players tradizionalmente non vigilati potrebbero essere soggetti – per via dell’area di attività e/o servizi offerti – a norme molto complesse, originariamente nate per essere applicate a operatori più sofisticati. In alcuni casi queste tecnologie presentano poi complessità non indifferenti nel processo di integrazione nell'ordinamento giuridico (l’esempio classico è la blockchain nata per disintermediare settori tradizionalmente intermediati). Il secondo, intimamente legato al primo, è una esponenziale moltiplicazione di servizi regolamentati (soprattutto in ambito finanziario e bancario), una capillare diffusione di tali servizi presso i consumatori/utenti e l’emersione di una categoria di players giovani e innovativi intenzionati ad erogare servizi complessi (e regolati). Si tratta, dunque, di una progressiva espansione della customer base e del mercato dell’offerta di servizi (lato provider) che non potrà che alimentare lo sviluppo del fenomeno fintech. Il terzo motore è il cambiamento generazionale che riguarderà sia il mercato della domanda di servizi fintech che dell’offerta, anche grazie ai numerosi incentivi oggi esistenti per nuove imprese in fase di start-up e scale-up.

Dicono che tu sia un vero appassionato di tecnologia, si potrebbe dire un vero “nerd”. Confermi?

Confermo con orgoglio. Oltre ad interessarmi ad ogni sviluppo tecnologico sono poi un vero appassionato di elettronica. Nel corso negli anni ho infatti progettato e realizzato diversi dispositivi elettronici ed in particolare amplificatori audio a stato solido e a valvole. Il mio dottorato di ricerca in diritto riguarda poi alcune complessità regolamentari che derivano dallo sviluppo di tecnologia innovativa per la produzione di energia. La tecnologia e l’innovazione sono quindi una parte essenziale della mia persona e dei miei interessi e molti dei settori del diritto che più mi affascinano nascono proprio dalle sfide generate da uno sviluppo esponenziale della tecnologia.

Si pensi al diritto dello spazio (space law) che nasce anche per dare una risposta a quesiti molto concreti sui diritti di sfruttamento delle risorse nello spazio (attività oggi sempre più alla portata di imprese private) o lo sviluppo del diritto dell’intelligenza artificiale che oggi affronta temi quali la responsabilità delle AI, la brevettabilità di opere create da intelligenze artificiali o le regole da codificare all'interno di queste creazioni. Potremmo essere ad un passo dal vedere realizzati i sogni dei grandi autori di fantascienza ed LX20 Law Firm nasce proprio per essere lo Studio di riferimento in questo periodo di cambiamento.