Impatto sociale dei mobile payment

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Per i pagamenti basati sul denaro, il tempo stringe

Nel 2016, secondo un rapporto appena pubblicato dalla Banca Centrale Europea (BCE), i cittadini dell'UE hanno guadagnato 123 miliardi di euro di ciò che la BCE chiama pagamenti in contanti "peer-to-peer". Questo è solo un altro modo di definire il denaro che i nonni mettono nei bigliettini di auguri per i compleanni, le donazioni in beneficenza, i pagamenti ai venditori ambulanti e le centinaia di altre piccole transazioni in contanti che le persone fanno in ogni momento.

Ma anche se il contante continua ad avere un ruolo rilevante nell'economia, i metodi di pagamento senza contanti diventano più comuni ogni anno. Si prevede che l'uso di portafogli elettronici come Apple Pay e Samsung Pay raddoppierà fino a raggiungere oltre 16 milioni di utenti entro il 2020. L'affermarsi di una società senza contanti è senza ombra di dubbio una buona cosa. Promette maggiore convenienza, minor rischio e miglioramenti nella capacità degli stati di reprimere pratiche come l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco. 

Ma che dire dei micropagamenti? E, cosa ancora più importante, cosa succede ai circa 40 milioni di Europei che sono fuori dal sistema bancario? Questi sono i cittadini più vulnerabili dell'UE e hanno un accesso scarso o addirittura inesistente ai metodi di pagamento digitali. 

Se non pianificata adeguatamente, la transizione verso un futuro in gran parte senza contanti potrebbe vedere il riemergere dell'esclusione finanziaria, che pensavamo fosse stata vinta nelle società occidentali. Ajay Banga, CEO di Mastercard, ha parlato del pericolo che in futuro si possano vedere "isole" senza accesso ai servizi bancari, in cui chi è escluso dall'economia ormai quasi interamente digitalizzata viene lasciato in grado di fare affari solo con chi è nella sua stessa condizione.

Ma siamo davvero così vicini a una realtà cashless?

La relazione della BCE citata sopra ha anche rilevato che il contante è ancora utilizzato in quasi il 79% delle transazioni. Quindi, dobbiamo veramente preoccuparci di cosa accadrà quando finalmente abbandoneremo le banconote per i pagamenti digitali? Si e no.

La domanda di contante è in crescita. Uno studio recente ha rilevato che il valore delle banconote in euro in circolazione è aumentato del 4,9% negli ultimi cinque anni. Dato il tasso di inflazione storicamente basso negli ultimi anni, ciò sembrerebbe in gran parte dovuto a una preferenza culturale per il contante. Anche i bassi tassi di interesse potrebbero incoraggiare gli europei a spendere anziché a risparmiare. Ma qualunque sia la ragione, il contante non scomparirà in tempi brevi.

Ma questo non significa che possiamo rilassarci. Alcuni mercati sono già molto più vicini al cashless di quanto la media europea suggerirebbe. In Svezia, i consumatori pagano già l'80% delle transazioni utilizzando qualcosa di diverso dai contanti. Nei Paesi Bassi, tale cifra è del 55%, in Finlandia del 46% e in Belgio del 37%. Oggi, i britannici usano i pagamenti digitali nel 60% di tutte le transazioni. Entro il 2027, tale numero dovrebbe salire al 79%. Già il 33% dei cittadini britannici utilizza raramente, se non mai, denaro contante. 

A meno che non si prenda seriamente questa sfida, si rischia di fare un passo falso in un contesto in cui la maggior parte di questi paesi utilizza il pagamento senza contanti per la maggior parte del tempo, utilizzando ancora contanti in transazioni minori. In questi casi c'è il pericolo che molti negozi e servizi non accettino più denaro contante, lasciando quelli che fanno ancora affidamento sul contante nella corsia economica più lenta. 

Per la maggior parte delle persone, i pagamenti senza contanti possono offrire pagamenti più facili e veloci, una maggiore sicurezza e un migliore accesso a una gamma più ampia di beni e servizi. Ma per massimizzare i benefici e ridurre il lato negativo, compresa la preoccupazione per una forte privacy personale, si deve iniziare a pensare ora a come gestire la transizione in modo da minimizzare il rischio di esclusione finanziaria per gruppi già marginali nella società.

Beneficenza e pagamenti mobili indicano la strada

L'aumento dei pagamenti digitali non deve significare la crescita dell'esclusione finanziaria. È possibile creare un'infrastruttura di pagamenti accessibile per piccoli commercianti, chiese ed enti di beneficenza e, cosa ancora più importante, per consumatori economicamente marginali.

Nel Regno Unito, le organizzazioni di beneficenza sono all'avanguardia. Dopo aver notato che le donazioni si stavano attenuando, alcune no profit hanno inviato un centinaio di volontari con POS contactless, al posto dei tradizionali barattoli per la raccolta di beneficenza. Il tasso delle donazioni è triplicato. Il successo dell'esperimento dimostra che è possibile implementare l'infrastruttura di supporto per i pagamenti senza contante persino per il singolo che raccoglie fondi di beneficenza per strada.

Ma questa è solo metà della storia. Mentre associazioni di beneficenza e negozi - anche i piccoli rivenditori indipendenti - possono permettersi di installare sistemi POS per accettare micro-pagamenti, i normali cittadini non possono. La risposta in questo caso può arrivare dai pagamenti su dispositivi portatili (mobile payment)

L'esempio keniano M-Pesa, un sistema che consente di effettuare pagamenti via SMS, dimostra che è possibile creare un sistema di pagamento mobile accessibile, ampiamente disponibile e utilizzabile che non implichi il fatto che il consumatore possegga uno smartphone costoso e aggiornato. Già 17,6 milioni di keniani usano M-Pesa per effettuare pagamenti da 1 a quasi 500 dollari in una singola transazione. 

Un futuro cashless inclusivo, in cui dominano i portafogli elettronici mobili e altre forme di pagamento contactless, è possibile. Ma non accadrà da solo. Come industria e società, abbiamo bisogno di pianificare e lavorare perché questo si verifichi: a partire da oggi. La posta in gioco per molte aziende e alcune delle persone più vulnerabili nella nostra società non potrebbe essere più alta. 

Questo post è la traduzione dell'articolo societal impact of mobile payments


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Maria Comotti

Giornalista e mamma, trasformo le mie passioni in scrittura e utilizzo la curiosità come lente di ingrandimento del reale. Cresciuta professionalmente nel quotidiano .Com dove mi occupavo di raccontare il mondo della pubblicità, del marketing e degli eventi, ho poi collaborato con Il Sole 24 Ore, Il Mondo e altre testate economiche. Ora scrivo anche di design, architettura, running e fintech.