I micropagamenti digitali: diffusione, frizioni e soluzioni fintech

La pandemia accelera la diffusione dei pagamenti digitali. Vale anche per i micropagamenti? Scopriamo insieme le principali frizioni e soluzioni fintech.
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Pagare il giornale in edicola o il caffè al bar con la carta. Un'utopia? Una realtà possibile? Nell'ultimo periodo ci sono stati tantissimi cambiamenti nel mondo dei pagamenti digitali, spinti dalla pandemia e dalle iniziative del governo all'interno del Piano Italia Cashless. Tra questi cambiamenti troviamo anche i micropagamenti, una piccola porzione nel vasto mondo dei pagamenti digitali fino a poco tempo fa sottosviluppata in Italia e al di sotto della media europea, ma dal grande potenziale di crescita.

Vediamo quali sono state e quali sono ancora oggi le principali frizioni alla diffusione e le principali soluzioni fintech per i micropagamenti quotidiani.

euro

Partiamo con quelle che sono state le frizioni. Alla base ci sono innanzitutto ragioni culturali che portano le persone (siano esse clienti e merchant) a pensare il binomio moneta fisica - spesa fisica compe imprescindibile, specie per le spese più piccole. A nessuno viene (o forse verrebbe ancora) in mente oggi di andare a pagare il caffè nel bar sotto casa con la carta, vero?

Naturalmente la motivazione culturale non è l'unica, perché è accompagnata da falsi miti e credenze portate avanti dai merchant: si pensa spesso, per esempio, che il costo per ciascusa transazione sia fisso e che quindi l'acquisto di un oggetto costoso sia soggetto alla stessa fee relativa all'acquisto di un caffè. Ma non è sempre così!

Un'altra credenza vuole la convinzione che il contante sia meno costoso e rischioso dei metodi di pagamento digitali. Non è esattamente così perché, come tutti sappiamo, il contante alimenta il famoso nero e tutto ciò che ne consegue. Tra i rischi, quello di ricevere banconote e monete false, attirare maggiormente la criminalità, o ancora incorrere in ammanchi di cassa. Senza dimenticare poi i costi legati allo spostamento di contanti dall'esercizio commerciale alla banca. Si stima infatti che la gestione del contante costi 10 miliardi all'anno (Fonte: Osservatorio Politecnico di Milano).

Sottosviluppato rispetto alla media europea dicevamo prima. Si perché se, su pagamenti digitali di somme che si aggirano attorno ai 100-200 euro ci ritroviamo nella media, sui micropagamenti c'è ancora molto da fare per raggiungere i livelli degli altri Paesi Europei (Fonte: Nexi).

Secondo i dati di PagoBancomat poi i micropagamenti oggi rappresentano solo il 2,3% delle transazioni totali effettuate con metodi di pagamento digitali nei negozi fisici e sono 7 milioni gli italiani non attivi al momento nell'attività di pagamento digitale (Fonte: PagoBancomat).

carte

Quali sono invece le motivazioni che spingono verso una maggiore diffusione dei micropagamenti digitali? Tra i più evidenti in questo periodo sicuramente la pandemia e l'importanza di ridurre al massimo il contatto con banconote e monete potenziali veicoli di contagio. E anche un cambiamento di mentalità nei commercianti, i quali, per rispondere a nuove esigenze e a nuovi parametri di velocità ed efficienza, si sono dovuti adattare al mondo del delivery, dotandosi dei POS.

Ci sono inoltre alcune aziende leader nel settore dei pagamenti che, sulla scia del Piano Italia Cashless e con l'intento di eliminare il più possibile le frizioni al suo successo, hanno deciso di azzerare le commissioni pagate dalle banche.

È notizia di pochi giorni fa che Axepta BNP Paribas ha deciso di azzerrare tutte le commissioni sui micropagamenti fino a 5 euro effettuate su POS fisico Axepta, con carta fisica in modalità contactless e da smartphone fino a fine 2021.

Questa decisione segue l'esempio di PagoBancomat che ha azzerato le commissioni per le transazioni effettuate sul suo circuito e interbancarie fino a 5 euro dal 1° gennaio 2021 fino al 31 diembre 2021 (i due anni del Piano Cashless, con ipotesi di estensione ulteriore). Un'iniziativa che ha coinvolto 35 milioni di italiani e più di due milioni di merchant.

Il ruolo di PagoBancomat, detenendo circa tre quarti del mercato di carte di debito in Italia, è fondamentale per la diffusione dei micropagamenti digitali.

Anche Nexi e le sue banche partner hanno deciso di azzerare i costi di commissione per micropagamenti con carte di credito, debito, prepagate e pagamenti da smartphone fino a 10 euro (e fino al 31 dicembre 2021). Una mossa che va a interessare circa 900.000 merchant in tutta Italia.

Cosa si può fare ancora? L'ideale sarebbe che altri circuiti di carte di credito, in primis Visa e Mastercard (Visa ha una quota del mercato delle carte di credito e debito pari al 60%, seguita da Mastercard al 30%), seguissero questa linea di azzeramento delle commissioni per incentivate ulteriormente l'utilizzo delle carte per i micropagamenti.

Ma quali sono a oggi le principali soluzioni fintech pensate per i micropagamenti quotidiani? E quali caratteristiche devono avere per essere considerate soluzioni di successo?

Devono essere veloci.

Deveono essere semplici.

Devono essere sicure.

Una soluzione che incorpora tutto questo è il pagamento con QR Code, per esempio. Con Bancomat Pay si inquadra il codice generato dalla cassa o dal cellulare del merchant convenzionato, si seguono poi le indicazioni sull'app e si conferma il pagamento.

Bluecode poi offre una soluzione di pagamento con codice a barre. Funziona così: a ogni acquisto si genera un codice a barre che avvia un processso di addebito diretto dalla propria banca. Si scarica l'app, la si connette al conto bancario e si è pronti per pagare - inoltre questo sistema garantisce anche la raccolta dei punti fedeltà nei negozi di fiducia (cosa che spesso altre soluzioni non permettono, dovendo invece ricorre ad altre app dedicate alle carte fedeltà).

qr code

I pagamenti con QR Code si inseriscono nel quadro più ampio dei pagamenti di prossimità, Proximity Payment, i più famosi e diffusi dei quali sono i Mobile Proximity Payment (usati da più di 3 milioni di persone - Fonte: Politecnico di Milano). Basati su tecnologia NFC nella maggior parte dei casi, ma possono utilizzare anche onde sonore (Sound Waves-based payment) o via banda magnetica (Magnetic Secure Transmission). Tra le app più conosciute che permettono di pagare con carta tramite smartphone: Apple Pay, Samsung Pay, PosteMobile, PAyGo di Intesa Sanpaolo, Nexi Pay e Google Pay.

Altri servizi veloci, sicuri e semplici di Proximity Payment sono quelli che utilizzano la geolocalizzazione e il numero di cellulare - tra questi il più famoso Satispay (utilizzato da più di un milione di persone), ma anche Hype, Venmo, Tinaba e tanti altri.

Siamo certi che nei prossimi mesi la spinta all'eliminazione delle commisioni sarà sempre più forte e che, vista l'alta sicurezza e velocità dei pagamenti digitali, i micropagamenti vedranno una diffusione sempre maggiore. E che arriverà finalmente quel giorno in cui non sarà più strano pagare il caffè con la carta.

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