Fintech e blockchain entrano nel dizionario

fintech

Fintech è nome. La maggior parte delle persone e delle imprese in Italia ancora non conosce questa parola e ancor meno sono quelli che la utilizzano. Nonostante questo è molto probabile che nella vita di tutti i giorni si faccia affidamento, per la gestione dei propri soldi, a app e piattaforme digitali non nate all'interno del sistema finanziario tradizionale. È per questo che molto spesso, senza la certificazione di un qualche importante dizionario si rimane sempre nel dubbio o ancor peggio, nella ignoranza. La casa editrice Merriam-Webster che pubblica dizionari fin dagli anni '30 dell'Ottocento ed è controllata dal 1964 dall'Encyclopedia Britannica, ha inserito il nome del settore sotto forma di nome fra i suoi lemmi. 

Così, il fintech entra a far parte del ristretto gruppo di parole, che inizialmente nate all'interno di circoli specialistici si è poi diffuso e diventato di linguaggio comune, almeno è quello che sta avvenendo nei paesi anglosassoni, probabilmente ci sarà da aspettare ancora un po' per una diffusione massiccia alle nostre latitudini. La definizione che si trova nel dizionario parla di "prodotti e imprese che utilizzano e sviluppano nuove tecnologie digitali nel settore bancario e finanzario". La buona notizia è che le imprese fintech sono presenti anche nel nostro paese, hanno una associazione di categoria che le rappresenta (Assofintech) e all'interno di Forum Banca, uno dei principali appuntamenti italiani nel settore bancario, per il secondo anno consecutivo ci sarà uno spazio dedicato alle imprese fintech chiamato Fintech Smart Village

Oltre a fintech, il famoso dizionario americano ha aggiunto circa 850 nuovi termini e definizioni nella nuova edizione del dizionario. Fra questi, non potevano mancare termini collegati con il mondo delle criptovalute e che hanno creato un forte interesse e grandi aspettative negli ultimi mesi e infatti nella nuova edizione troviamo: oltre alla già menzionata "criptovalute" (nella sua versione inglese), anche "blockchain" e "initial coin offering". Nella nuova versione del dizionario blockchain viene definita come "un database digitale che contiene informazioni (come per esempio le transazioni finanziarie) che possono simultaneamente essere usate e condivise con una rete decentralizzata, pubblica e accessibile". 

"Affinché una parola possa essere aggiunta al dizionario deve avere un uso diffuso, sostenuto e significativo - ha spiegato Emily Brewster, redattore associato della casa editrice in un comunicato stampa. "Queste nuove parole sono state aggiunte al dizionario perché sono diventate membri consolidati della lingua inglese e sono termini che probabilmente incontreranno le persone".

Fra le altre parole, collegate al mondo finanziario troviamo anche "microcredito" e "microfinanza". Che la finanza tradizionale stia diventando sempre meno di moda e si stia prendendo piede nel cuore dei consumatori e delle imprese una  finanza alternativa, trasparente e più etica? Stiamo a vedere.