Finanza ed emozioni: come si comporta l'investitore?

Quante volte vi siete trovati di fronte a scelte relative alla gestione vostre finanze ed avete risposto o sentito frasi del tipo: “io non mi fido, ho letto su internet che qualcuno ha perso molti soldi”, oppure “è la scelta giusta al 100%, non ho trovato niente che mi abbia fatto ricredere”.
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Salvatore Grisanti
Juggler of ideas (sometimes balls!) - Passionate about Fintech and Financial Markets
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Quante volte vi siete trovati di fronte a scelte relative alla gestione vostre finanze ed avete risposto o sentito frasi del tipo: “io non mi fido, ho letto su internet che qualcuno ha perso molti soldi”, oppure “è la scelta giusta al 100%, non ho trovato niente che mi abbia fatto ricredere”.

Normale direte, e sono d’accordo con voi, ma forse non tutti sanno che risposte come quelle sopra citate sono il frutto di elaborazioni mentali che, nella maggioranza dei casi, sono state seguite da   decisioni che hanno tolto il sonno a non poche persone.

E non sono io a dirlo ma gli studiosi che a partire dalla metà degli anni ‘70 hanno iniziato studiare questi comportamenti; è a quegli anni ed in particolare al lavoro degli psicologi Kahneman e Tversky, Prospect Theory: An Analysis of Decision Under Risk” (1979), che si riconduce la nascita della Finanza Comportamentale, questa nuova branca della teoria economica che, applicando gli aspetti della psicologia cognitiva alle teorie finanziarie ha messo in evidenza una serie di comportamenti controproducenti e rischiosi per l’investitore, originati da quei punti oscuri del processo cognitivo che possono essere paragonati alle illusioni ottiche.

Ecco che le ipotesi della teoria finanziaria tradizionale secondo cui gli individui approcciamo i mercati in modo perfettamente razionale e in assenza di asimmetrie informative vengono a mancare ed è necessario trovare la giusta modalità di approccio, più aderente possibile alle condizioni reali del mercato e dell'investitore che, per dirla con R. Shiller e A. Greenspan, possono diventare irrazionalmente esuberanti o, al contrario, irrazionalmente disperati.

Grazie alla Finanza Comportamentale sono state spiegate alcune anomalie di mercato come le bolle speculative ovvero casi di acquisti di massa non giustificati da informazioni sul titolo o sulla società, che corrono poi il rischio di “esplodere” con conseguenti ingenti perdite per tutti gli investitori. Con lo stesso approccio possiamo analizzare anche le scelte di investimento, inficiate da elaborazioni mentali poco coerenti rispetto alle principali variabili interessate dalla scelta: rendimento, rischio, diversificazione.

 Un utile esempio è rappresentato dalla scelta di acquistare un titolo azionario che,  venendo valutato su un orizzonte temporale troppo breve, porta ad evidenziare perdite potenziali che ne scoraggiano l’acquisto; oppure, sempre riferito al mercato azionario, la predilezione nel detenere in portafoglio titoli azionari domestici, nella convinzione di essere in grado di valutarne meglio il reale valore.

Senza entrare nel merito tecnico degli argomenti, la principale necessità evidenziata da questo nuovo filone è quella di individuare le criticità che possono compromettere la bontà delle scelte d'investimento recuperando quella razionalità altrimenti relegata alle sole costruzioni teoriche. Come fare?

É proprio partendo da questa domanda e dall'importanza di scegliere con consapevolezza che Moneyfarm vi invita il 31 Maggio a partire dalle ore 19.00 presso il co-working Copernico (per saperne di più trovate qui il link). 

Speakers dell’evento saranno: 

  •     Sebastiano Picone (VP Italy Growth)
  •     Antonio Carleo (head of sales)
  •     Alessio Mazzanti (business development) 

I tre guideranno i partecipanti in un percorso fatto per capire quali sono le principali problematiche in cui ci imbattiamo nella gestione dei risparmi, riservando un ampio spazio proprio a quei processi cognitivi errati, senza trascurare le variabili congiunturali "esterne" (quali per esempio il quadro macroeconomico e politico). 

La centralità dell’aspetto comportamentale per l’incontro è tutt'altro che casuale, riflette infatti i valori su cui si fonda il servizio offerto dalla stessa Moneyfarm che, cercando di guidare l’investitore tra le trappole mentali di cui abbiamo accennato e che loro approfondiranno, prova ad offrire ad ogni cliente la soluzione di investimento più adatta al proprio carattere. Il tutto avvalendosi del supporto di professionisti, con la convinzione che la centralità del rapporto cliente/consulente possa essere la chiave per acquisire consapevolezza e poter superare un approccio decisionale molto intuitivo e poco ragionato.

Sappiamo di essere tutti diversi e, per quanto aiutiamo i nostri clienti ad assumere un approccio razionale, la personalità di ognuno è un fattore che non si può cancellare quando si parla di investimenti. Sarebbe impossibile fare ciò (siamo umani, non robot, e come tali siamo soggetti a decisioni a volte irrazionali). Il nostro compito è quello di fornire il giusto strumento per quello che è il profilo, anche emotivo, del nostro cliente.” dice Giovanni Daprà, CEO e Co-Founder di Moneyfarm.

Per ottimizzare le scelte di ogni cliente, all'elemento relazionale (il consulente) viene affiancato quello normativo, ovvero il questionario di adeguatezza, imposto dalla direttiva europea MiFID, con il quale vengono individuati gli obiettivi dell'investimento, la conoscenza specifica e l'esperienza in prodotti finanziari del cliente, nonché la situazione reale del patrimoniale del cliente.

La profilazione caratteriale è uno strumento pensato per tutelare l’investitore da soluzioni poco coerenti con i propri obiettivi e per questo ritenute pericolose per lo stesso. La recente storia del nostro Paese è caratterizzata da episodi che hanno evidenziato a posteriori una certa negligenza nel rispetto di questa tipologia di logiche, più che di strumenti, che vale la pena di ribadire essere a tutela del risparmiatore. E' anche per queste ragioni che il processo seguito da Moneyfarm ha un approccio scientifico.

Questo ha permesso alla società di guadagnarsi in poco tempo credibilità e fiducia tra la platea degli addetti ai lavori, soprattutto quelli più restii a questo tipo di soluzioni. 

La società guidata e fondata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà può contare su un team di oltre 90 professionisti di qualificato background.

Ah! Per chi ancora non la conoscesse, Moneyfarm è una società internazionale di gestione del risparmio specializzata negli investimenti a medio-lungo termine. Tramite la sua piattaforma online offre a migliaia di clienti in Italia e nel Regno Unito una consulenza finanziaria accessibile, indipendente e trasparente. Grazie all'utilizzo delle tecnologie digitali Moneyfarm ha sviluppato un modello innovativo che le permette di fornire un servizio di gestione finanziaria professionale, semplice, trasparente e a costi inferiori a quelli offerti da operatori tradizionali. È regolata dalla Financial Conduct Authority (FCA) e vigilata in Italia da Consob. 

Tutto questo la colloca tra le soluzioni di robo-advisor più interessanti nel panorama europeo, sebbene non si tratti di una soluzione “pura”, dal momento che le scelte di investimento vengono prese da un team di gestione umano. Non è un caso infatti che a loro piaccia essere considerati come “il robo-advisor dal volto umano”.

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