Febbre da bitcoin

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Altro che fantafinanza, negli Stati Uniti è ufficialmente partita la "bitcoin-mania", con persone che pur di entrare in azione nel settore delle criptovalute prendono in prestito denaro. Lo ha dichiarato qualche giorno fa alla CNBC il regolatore finanziario Joseph Borg. "Abbiamo visto contrarre mutui per comprare bitcoin... le persone richiedono crediti e prestiti con ipoteca" ha dichiarato Borg, presidente della North American Securities Administrators Association, un'organizzazione volontaria dedicata alla protezione degli investitori. Borg è anche direttore della Alabama Securities Commission. "E non parliamo di gente che guadagna 100.000 dollari all'anno - ha aggiunto - ma di chi ha un mutuo e i ragazzi al college".

"Al momento siamo come sulle montagne russe, ma ad un certo punto nel tempo dovrà esserci un livellamento. La criptovaluta è qui per rimanere. Blockchain è qui per restare, che sia bitcoin  o no, non lo so" ha dichiarato Borg in un'altra intervista con "Power Lunch".

Joseph Borg, inoltre, non ritiene che i futures legittimino la valuta digitale. I futures sui bitcoin, scambiati con il simbolo del ticker XBT, hanno debuttato nella borsa dei futures di Chicago (CBOE) domenica notte. Il CME Group (Chicago Mercantile Exchange & Chicago Board of Trade) progetta di lanciare i suoi bitcoin futures il 18 dicembre.

Mentre i contratti futures sono regolamentati, il bitcoin di per sé non lo è. Borg ha detto che è perché l'innovazione e la tecnologia superano sempre la regolamentazione. "Mentre la tecnologia continua ad accelerare e continua a crescere, i legislatori devono ancora capire che effetti sta avendo l'innovazione e noi stiamo ancora cercando di abituarci", ha infatti dichiarato. "Lo stiamo osservando dal punto di vista della trasmissione di denaro, ma questo non copre l'intero spazio bitcoin".

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Giornalista e mamma, trasformo le mie passioni in scrittura e utilizzo la curiosità come lente di ingrandimento del reale. Cresciuta professionalmente nel quotidiano .Com dove mi occupavo di raccontare il mondo della pubblicità, del marketing e degli eventi, ho poi collaborato con Il Sole 24 Ore, Il Mondo e altre testate economiche. Ora scrivo anche di design, architettura, running e fintech.