Display: l’evento online che porta il crowdfunding in prima serata

Leggi l'intervista a Michele Franzese, founder di Scai Comunicazione che ci racconta Display, l'evento live che porta il crowdfunding sotto i riflettori.
Michele Franzese Display Live

Michele Franzese è Digital Transformation Manager, Serial Enterpreneur e Event Maker. Da vent’anni aiuta le aziende a comunicare con Scai Comunicazione, agenzia digitale a tutto tondo con grande expertise in progetti complessi. Negli ultimi anni ha lanciato alcune startup, tra cui PickMeApp, nel settore mobility e VERSO, un gesture control, e adora aiutare gli altri a realizzare le proprie idee. Ha ideato diversi format di eventi, ma quello di cui è più soddisfatto si chiama Heroes, racconta il futuro del business e si tiene ogni anno a Maratea. Oggi si occupa di equity crowdfunding attraverso l’organizzazione di eventi, la gestione di campagne e la scrittura di articoli e guide.

In questa intervista cerchiamo di scoprire insieme a Michele, gli ospiti e i temi che verranno affrontati durante Display, l’evento online che utilizza gli schemi ed i linguaggi televisivi per raccontare il futuro portandoli sul digitale.

Ciao Michele, dopo Heroes, meet in Maratea dove ti confronti faccia a faccia con gli attori dell'ecosistema italiano delle startup adesso Display. Come ti è nata l'idea per questo nuovo format?

Heroes meet in Maratea è stata un’esperienza incredibile che ci ha consentito, davvero, di avere a che fare e diventare protagonisti in un ecosistema come quello delle startup dell’innovazione, grazie anche alla nostra voglia di fare matching e di far incontrare le persone.

Oggi, l’idea di un nuovo format è nata proprio dall’impossibilità di svolgere un format in presenza e allo stesso tempo, però, ci siamo resi conto che la presenza online riduce sensibilmente quello che è l’engagement del partecipante, per cui bisognava trovare una formula che consentisse alle persone di rimanere incollati all’evento pur non partecipando direttamente e l’idea di Display nasce proprio da questo bisogno.

Di cosa avete parlato nella prima puntata di Display e quali saranno i temi di questa seconda puntata?

Nella prima puntata di Display abbiamo parlato di comunicazione e marketing del futuro, cioè del futuro del marketing e abbiamo chiesto a 12 speaker importanti del settore, di raccontarci le loro parole che avrebbero voluto portare nel futuro del marketing. Da questo è nata una discussione molto interessante, visionaria ma contestualizzata con spunti pratici: gli speaker avevano provenienze molto diverse ed è stato un grande arricchimento poterli avere insieme sul nostro palco virtuale.

Display tratta sempre temi B2B, che oggi però sempre più riguardano tutti, non solo la nicchia dei professionisti; proprio per questo nella seconda puntata parleremo di Crowdfunding, che è uno dei grandi argomenti di questi ultimi anni, proprio perché sta dando la possibilità di finanziare idee, progetti, startup, PMI e tanto altro.

Vista la vostra esperienza affiancando startup e PMI innovative nelle loro campagne di crowdfunding, quali sono secondo te i segreti per una campagna di equity crowdfunding di successo?

È vero, abbiamo fatto un po’ di strada e di esperienza nel mondo del Crowdfunding. Una campagna di equity crowdfunding di successo, secondo me, deve avere innanzitutto la capacità di coinvolgere le persone nel fare propria la sfida dell’imprenditore, che si tratti di un sfida imprenditoriale, civica, o tecnologica. E far sentire che partecipando a quella sfida ci si arricchirà dal punto di vista etico, si parteciperà a qualcosa di grande, di qualcosa che ancora non esiste o che è in grado di migliorare sensibilmente l’esistente. Quindi tutte queste caratteristiche e poi ovviamente una buona capacità di comunicare il proprio valore alla community di early adopter, curiosi e investitori.

Per quanto riguarda il reward based crowdfunding e il donation based crowdfunding, quali sono invece le leve emozionali che bisogna toccare?

Le “leve emozionali” riguardano allo stesso modo il mondo dell’equity crowdfunding, del reward e del donation. Se per il donation è in gioco la sensibilità delle persone a determinati temi di interesse collettivo, nel reward bisogna attivare l’immaginazione dei backers, che vogliono poter contribuire alla costruzione di prodotti visionari, seppur nella loro apparente semplicità.

Quali impatti credi porterà la tokenizzazione degli asset nel mondo del crowdfunding?

Se la tokenizzazione sarà adottata in maniera più ampia, potrebbe impattare in maniera molto forte su due aspetti. Il primo è la fiducia, ​perché essendo il più trasparenti possibile su tutti i processi del crowdfunding, dall’idea fino alla sua realizzazione, si moltiplica la possibilità di arrivare a migliaia di persone e che le persone stesse abbiano poi voglia di ripetere il loro investimento.

L’altra prospettiva interessante della tokenizzazione è quella di poter consentire in un futuro lo scambio delle quote; questa feature darebbe ulteriore appeal a questa opportunità di investimento.

Quali sono i vantaggi e i rischi da considerare prima di lanciare una campagna di crowdfunding? Ti è mai capitato di sconsigliare la campagna di crowdfunding ad un potenziale cliente?

Si, mi capita spesso di sconsigliare una campagna di crowdfunding: quando l’azienda è in una fase troppo early, soprattutto se parliamo di equity, quindi o non ha ancora un prodotto, o non ha dei “numeri” che possano dimostrare agli investitori che l’idea è già validata dal mercato. E anche qualora manchi quell’aspetto di impatto sulla community che invece è significativo per avere successo nel crowdfunding!

Mi è anche capitato di sconsigliarlo quando si tratta di un’idea poco innovativa, con troppi competitor già molto sviluppati, oppure semplicemente un’idea che era maggiormente interessante per l’investimento da parte di un venture capital.

I rischi da considerare sono quelli di una polverizzazione” della cap table e anche, in caso di fallimento della campagna di finanziamento, bisogna gestire bene la comunicazione per evitare che resti una “macchia” nel curriculum aziendale.

I vantaggi sono tanti, si parte ovviamente dalla possibilità di ottenere un finanziamento a basso rischio, fino all’opportunità di validare il proprio business e comunicarlo in maniera a volte molto impattante. La campagna di crowdfunding è sempre una campagna di comunicazione per l’azienda.

Display Live - L'ascesa del crowdfunding: 3 buoni motivi per non mancare?

  1. La quantità e la qualità degli ospiti! 20 speaker, che rappresentano tutto il mondo del crowdfunding, anche internazionale.
  2. Uniremo l’aspetto di visione e di futuro con quello di formazione e di racconto dei termini, delle logiche, delle dinamiche del crowdfunding.
  3. C’è un presentatore d’eccezione, anzi due. Io e Mario Moroni cercheremo di accompagnare coloro che parteciperanno attraverso il labirinto del crowdfunding affinché si possano semplificare le parole e dare a tanti l’opportunità di capire davvero cos’è il crowdfunding e come utilizzarlo per i propri progetti.

Grazie Michele per la disponibilità e ci vediamo a Display Live!