Digital Twin: cos’è e quali sono i vantaggi per il settore immobiliare

La tecnologia del Digital Twin rappresenta una vera rivoluzione per il settore immobiliare. Scopriamo cos'è, quali sono i vantaggi e alcuni esempi.
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Allontana ogni ipotesi fantascientifica: il Digital Twin – o gemello digitale – è una tecnologia molto più vicina di quanto potresti pensare. La definizione nasce nel 2001 da Michael Grieves, oggi Chief Scientist for Advanced Manufacturing al Florida Institute of Technology. Un Digital Twin non è altro che la versione digitale di un sistema fisico: può replicare un oggetto, un processo, un sistema, un’infrastruttura o altro ancora. Oggi è utilizzata anche in ambito ConTech, il sottoinsieme del PropTech legato alla progettazione e alla costruzione di edifici ed infrastrutture. Il prodotto - o il processo - invia flussi di dati, grazie all’Internet of Things, al gemello digitale, e questi dati possono poi essere usati per migliorare gli stessi.

Quali sono i vantaggi di questo tipo di tecnologia? Tutti quelli derivanti dalla possibilità di simulare il funzionamento di qualcosa, ancor prima di costruirla. È possibile distinguere un’attività sperimentale e una predittiva. La prima permette di risparmiare grazie ad un analogo digitale, sostituendo un prodotto fisico più costoso, la seconda consente di prevedere, e quindi prevenire, eventuali errori nel funzionamento.

È facile quindi dedurre l’importanza del Digital Twin nel PropTech e nel ConTech. Dal risparmio sul budget all’ottimizzazione degli edifici, dalle tempistiche che si riducono al poter prevedere criticità ed errori, evitando di commetterli: il Digital Twin si affianca al BIM e ne rappresenta l’evoluzione.

BIM e Digital Twin: differenze ed evoluzione

Nel precedente articolo abbiamo capito cos’è la tecnologia BIM (Building Information Modeling), ossia un metodo di progettazione collaborativo che porta con sè il vantaggio di radunare in un unico modello i dati per ogni fase della progettazione di un edificio.

Il Digital Twin ne costituisce l’evoluzione, integrandolo e superandolo con vantaggi ulteriori, come riporta questo studio: rispetto al BIM, il Digital Twin “consente non solo la progettazione ma anche il monitoraggio in tempo reale della soluzione individuata”. Se il BIM è utile nel raggruppare le informazioni in un’unica interfaccia nel prima, il Digital Twin si differenzia nel poter intervenire anche nel durante, grazie alla possibilità di continuare a fornire informazioni in tempo reale.

La tecnologia del Digital Twin potrà portare anche ad un efficientamento degli smart buildings, migliorandone la gestione energetica grazie ai dati continuamente forniti. Il passo successivo è quello legato alla smart city, come racconta l’architetto Alessio Grancini in questo articolo, con un esempio davvero pregnante: “L’idea - dichiara l’architetto italiano - è quella di replicare su larga scala, e non per motivi di gioco, ma prettamente sociali, il funzionamento di Pokémon GO”. Da Facebook al MagicVerse di Magic Leap, le implicazioni del Digital Twin per il PropTech sono ormai evidenti agli occhi di tutti. Dagli edifici alle città, questa tecnologia, integrata con il BIM e con un suo successivo superamento, entra nella costruzione e nella successiva manutenzione di edifici ed infrastrutture.

Una tecnologia più vicina a noi di quanto potremmo immaginare

La tecnologia del Digital Twin, grazie all’invio di dati in tempo reale, può essere utilizzata sia in fase di costruzione che, una volta concluso questo processo, nel monitoraggio degli edifici e delle infrastrutture già in essere.

Tra la Kajima Corporation in Giappone che la utilizza per la manutenzione delle proprie infrastrutture, e il porto di Rotterdam che ha l’obiettivo dichiarato di essere il primo porto digitale entro il 2030, con il monitoraggio delle maree e dei valori dell’acqua, spuntano anche esempi italiani.

Si chiama Cymon ed è il gemello digitale dell’ex ponte Morandi, crollato nel 2018: grazie a questa tecnologia è stato possibile inaugurare in tempi record, il 3 agosto 2020, il nuovo viadotto Genova San Giorgio.

Tempi di esecuzione rapidi e riduzione della possibilità d’errore: per soddisfare questi prerequisiti, Italferr, la società che ha progettato l’infrastruttura, ha usato la tecnologia BIM di Bentley per la creazione del Digital Twin del viadotto.

Il Digital Twin è stato decisivo per i tempi: dopo l’esecuzione del progetto ci sarebbe stato poco tempo per eventuali grandi modifiche. La sfida è stata quella di iniziare a demolire e a costruire i piloni per le fondamenta mentre ancora si stava finendo il progetto.

Come abbiamo visto, la tecnologia del Digital Twin rappresenta una vera rivoluzione per il PropTech, diventando un passo imprescindibile. Con i vantaggi legati alla costruzione e al monitoraggio costante di edifici, città ed infrastrutture, permette di ridurre tempi e costi, ottimizzando prodotti e processi.

É una tecnologia molto più vicina di quanto pensavi (forse) prima di leggere l’articolo: abbiamo visto insieme come l’impatto sulle nostre vite sia già effettivo, e lo sarà di certo sempre di più!

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