Cypherpunks: l'evoluzione del fintech anarchico

Il movimento cypherpunk è stato precursore non solo del fintech ma anche di tutto ciò che ruota intorno alla blockchain e alle criptovalute, in primis il bitcoin. Scopriamo insieme come l'uso della crittografia informatica ha dato vita alla rivoluzione della finanza tradizionale.
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Simone Da Re
Full Stack Developer, studente Web&Cloud Technologies. Divulgatore Bitcoin & Blockchain, BitCultura Co-Founder
cypherpunk

Come ormai tutti sappiamo, Bitcoin nasce a cavallo tra il 2008 e il 2009. Il contesto storico è uno dei più famosi della storia moderna: parliamo della crisi finanziaria del 2008, che ancora oggi arieggia nei mercati. Il crack Lehman Brothers, la caduta di paesi come l’Islanda una volta considerati sicuri da crisi provenienti dall’esterno; intere nazioni impotenti davanti al mondo della finanza. 

Nelle stanze di centinaia di case però c’erano persone che stavano studiando un modello alternativo, o forse complementare a quello odierno. Un modello che ancora non viene capito in tutto il suo essere, portato avanti da personaggi come Aaron Swartz, Ross Ulbricht, Julian Assange, Eric Hughes. I famosi Cypherpunk. 

Il movimento Cypherpunk è un movimento composto principalmente da hackers, matematici e crittografi di tutto il mondo che combatte una battaglia senza fine per la libertà online: libertà di parola, libertà di associarsi in gruppi, libertà finanziaria. 

Quest’ultima particolarmente ha sempre attratto queste geniali menti che hanno visto la nascita e la morte di molte monete elettroniche centralizzate, spente in poco tempo da Governi e Istituzioni. 

La nascita di Bitcoin ha riunito tutte queste persone, oltre a creare nuovi crypto addicted, sotto un unico movimento, un movimento che fa di un protocollo incredibilmente resistente alla censura la sua punta di diamante. 

Fintech & Cypherpunks 

Arriviamo ora al cuore (o dovremmo dire core?) del nostro articolo: 

Come potrà il mondo Cypherpunk modificare il mondo della finanza? 

Il mondo Fintech è già stato influenzato pesantemente dal movimento Cypherpunk. Come? Per esempio con le ICO! Il fenomeno delle ICO è nato come strumento per raccogliere fondi e finanziamenti attraverso criptovalute: finanziamenti pseudo-anonimi dal valore di milioni di dollari, oltrepassando intermediari finanziari, regolamenti e confini nazionali. 

Ovviamente questa libertà è durata pochi mesi: organizzare una ICO in questo momento richiede più risorse legali che per un finanziamento classico e procedure KYC/AML per i partecipanti che rendono le ICO uno strumento davvero poco anonimo e poco crypto-oriented. 

Se qualche regolatore dovesse però credere di aver vinto la guerra contro il movimento Cypherpunk, alla continua ricerca della libertà finanziaria, si sta sbagliando di grosso. 

Il movimento che si è formato nel mondo Bitcoin sta procedendo sempre più velocemente verso strumenti ancora più difficili da capire e da regolamentare: andiamo a citarne alcuni. 

Stanno arrivando decine di nuovi protocolli? 

Spesso leggo di persone che considerano (paradossalmente) Bitcoin un protocollo fermo, con uno sviluppo secondo loro non abbastanza competitivo rispetto alle famose altcoins. Nulla di più sbagliato. Sono davvero tanti gli algoritmi in fase di sviluppo o di testing. Ecco i principali 

Zero Knowledge Proof: questa famiglia di algoritmi rende più veloce e leggera la verifica delle transazioni, fornendo una maggiore privacy. Bulletproof di Peter Todd fa parte di questa famiglia di algoritmi. 

MAST: l’obiettivo di Mast è di rendere gli script Bitcoin più leggeri ma soprattutto più privacy-oriented, eliminando i livelli dello stack che non vengono eseguiti. 

Lightning Network: il famosissimo second layer che permetterà centinaia di migliaia di transazioni, sfruttando algoritmi di routing che permetteranno sempre più anonimato. 

MimbleWimble: Privacy-nativa per le monete che lo utilizzano, grazie alla crittografia omomorfica. Grin è la moneta più famosa basata su questo protocollo: nato senza una fondazione alle spalle, viene mantenuta da una comunità di sviluppatori anonimi famosi per utilizzare come nickname nomi provenienti dalla saga di Harry Potter. 

Schnorr Signatures: ulteriore aumento della privacy grazie alla possibilità di utilizzare una sola firma in caso di pagamenti da N mittenti verso 1 destinatario, come per esempio nel caso di un negozio o un erogatore di servizi. 

Exchange centralizzati? No grazie! 

Gli exchange come Coinbase sono sempre stati criticati dai bitcoiners che giustamente vedono negli exchange centralizzati un intermediario troppo spesso identico agli intermediari della finanza tradizionale che Bitcoin voleva combattere: obbligo di KYC (Know your customer), scambio dei propri Database con le agenzie governative di tutto il mondo, sospensione di account scomodi (Wikileaks?) e molto molto altro. 

L’alternativa? Parliamo un po’ di BISQ 

Personalmente ritengo BISQ come l’alternativa più sicura e decentralizzata per entrare nel mondo crypto. Dal sito ufficiale (o meglio dal repository su GitHub) è possibile scaricare un applicativo Desktop e il client per collegarci alla Tor. BISQ, in italiano bisca, è una rete Peer to Peer (come il famoso protocollo Bittorrent) in cui possiamo comprare e vendere Bitcoin senza un exchange centralizzato: com’è possibile? 

Alice vuole scambiare i suoi 4500€ per 1 Bitcoin di Bob, Bob blocca i suo Bitcoin con un wallet multi-firma con 3 chiavi: una chiave è di Alice, una di Bob e l’ultima di una terza persone selezionata casualmente nel network BISQ. 

Questa terza persona verrà chiamata arbitrator e servirà per risolvere eventuali dispute. Il multi firma utilizzato da BISQ viene chiamato multisig 2 di 3, questo perché richiede 2 chiavi su 3 per finalizzare la transazione. Alice invia a Bob 4500€ attraverso un bonifico SEPA. 

Quando Bob verificherà la ricezione del bonifico utilizzerà la sua chiave (insieme a quella di Alice) per inviare il suo Bitcoin ad Alice. Se Bob cercasse di fregare Alice rifiutandosi di inviare il suo Bitcoin allora interverrà l’arbitrator con la sua chiave, risolvendo quindi la disputa. 

DAO: BISQ, AragonOS. 

DAO é l'acronimo di Decentralized Autonomous Organization ed è paragonabile ad una persona giuridica, un'organizzazione la cui governance è controllata attraverso un sistema decentralizzato e trasparente. 

Immagina di gestire un'azienda con altri due soci, con una DAO. Attraverso un sistema di smart contract è possibile gestire le quote societarie attraverso una distribuzione di azioni, sotto forma di token. All'interno di una DAO potrai configurare i pagamenti verso i tuoi dipendenti, che si eseguiranno in completa autonomia.

È possibile creare sondaggi e proposte interne all'azienda, creare distribuzioni di token nominali o anonime. Ogni pagamento ricevuto dalla tua DAO potrà essere gestito da uno smart contract seguendo le quote societarie e molto altro. Decentralizzato e completamente open. 

BISQ sta utilizzando attualmente una DAO per finanziare il suo network di exchange decentralizzato, pagando gli sviluppatori che contribuiscono alla piattaforma; anche AragonOS è un progetto altrettanto interessante per il mondo delle DAO su Ethereum

Conclusioni 

Conciliare il mondo cypherpunk e quello della finanza regolamentata sarà sempre più difficile. Conciliare probabilmente non è neppure il termine corretto, in quanto lo spirito libertariano dietro queste menti non vuole essere regolamentato, parliamo quindi di una regolamentazione che viene imposta nei confronti di una comunità che cercherà sempre di liberarsi. 

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Simone Da Re

Ho scoperto la programmazione in prima superiore, quando nel computer della scuola trovai Visual Studio. Da quel giorno non ho mai smesso di studiare: Desktop, progetti Internet Of Things orientati al risparmio energetico e ora servizi Cloud come AWS e Microsoft Azure. Divulgatore nel settore Bitcoin & Blockchain, ho partecipato come Speaker per comunità di sviluppatori e TEDx.