Crowdfunding : questo semi sconosciuto

il crowdfunding si può riassumere come la colletta nell’era di internet. Deriva dall’unione delle parole “crowd” (folla) e “funding” (raccolta fondi) definisce un progetto di finanziamento “dal basso” riferendosi a tutti quei progetti imprenditoriali o iniziative di diverso genere, che vengono finanziate anche con somme di denaro di modesta entità, utilizzando siti internet (generalmente piattaforme o portali) e ricevendo talvolta in cambio un regalo o ricompensa.
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Fabrizio Villani
Cofounder of Fintastico - fintech and insurtech expert
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Sicuramente avrete già sentito la parola crowdfunding, senza comprenderla a pieno, soprattutto per i non addetti ai lavori, il crowdfunding si può riassumere come la colletta nell’era di internet. Deriva dall’unione delle parole “crowd” (folla) e “funding” (raccolta fondi) definisce un progetto di finanziamento “dal basso” riferendosi a tutti quei progetti imprenditoriali o iniziative di diverso genere, che vengono finanziate anche con somme di denaro di modesta entità, utilizzando siti internet (generalmente piattaforme o portali) e ricevendo talvolta in cambio un regalo o ricompensa.

L’equity crowdfunding è una variante che contempla, per il sostenitore della campagna di raccolta fondi, l’acquisto vero e proprio di un titolo di partecipazione in una società: in questo caso la “ricompensa” è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa.

Ulteriori modelli di crowdfunding sono quelli che si instaurano tra il soggetto che finanzia e quello che ha richiesto il finanziamento:

  • Vi sono piattaforme in cui è possibile fare donazioni per sostenere una determinata iniziativa o causa senza ricevere nulla in cambio (modello “donation based”)
  • È possibile partecipare al finanziamento di un progetto ricevendo in cambio una specifica ricompensa o un premio non in denaro (modello “reward based”): ad esempio si finanzia la produzione di un documentario o di un film e in cambio si ottiene il biglietto di entrata per assistere alla sua rappresentazione. Questo è il modello di crowdfunding ad oggi più diffuso.
  • Interessante è anche la possibilità di realizzare prestiti tra privati, ricompensati con il pagamento di interessi ed effettuati tramite piattaforme on-line (modello di “peer to peer  lending” o “social lending”).
  • Un altro modello che si sta diffondendo è il “royalty based” nel quale si finanza una iniziativa ricevendone in cambio una parte dei profitti.

Questi sono solo alcuni modelli esemplificativi e non esauriscono l’insieme delle forme di crowdfunding esistenti, alcune piattaforme sono ibride in quanto offrono più di uno dei modelli sopra elencati. Essendo un fenomeno sociale ed economico, il crowdfunding muta e si sviluppa al cambiare della società. Con l’avvento della blockchain, o catena di blocchi, che è il protocollo alla base dei Bitcoin che permette di controllare tutte le transazioni fatte come un grande libro contabile aperto e controllabile da tutti anche il crowdfunding cambierà. Qualcuno già parla di Crowdfunding decentralizzato, con campagne gestite attraverso smart contracts, amplieranno tremendamente la gamma disponibile di opzioni per investitori, sostenitori e gestori della campagna.

Il crowdfunding ha cambiato il modo in cui le imprese, le associazioni, i gruppi e le persone raccolgono capitale nel 21° secolo. Il crowdfunding permette di semplificare la tendenza verso lo sviluppo di progetti e prodotti attraverso l’interazione preventiva con una base clienti e fan già definita, in modo da ottenere dei feedback e non costruire un prodotto/servizio basato su delle ipotesi non ancora comprovate ma sulla base delle reali necessità o gusti del cliente/fan. Negli ultimi dieci anni, il crowdfunding ha avuto un impatto positivo aiutando a far sviluppare milioni di sforzi e progetti meritevoli. Cito due degli esempi più famosi che hanno stranamente tutti e due a che fare con la politica in qualche modo: il primo e il più famoso è l’esempio che riguarda Barack Obama che anche attraverso questo strumento (oltre che a donazioni dirette) è riuscito a farsi eleggere come primo presidente di colore degli Stati Uniti. Il secondo, riguarda la Grecia o meglio, la campagna di crowdfunding lanciata da Thom Feeney, un ragazzo britannico di 29 anni, sulla piattaforma Indiegogo che la domenica del 28 giugno del 2015, ha deciso che la Grecia e il suo popolo dovevano essere salvati dal default finanziario che incombeva (?) sul paese. Dopo cinque giorni, a solo metà della durata fissata della campagna, aveva raccolto 1 milione e 483 mila euro. I successi principali della campagna sono stati un sacco di pubblicità per il ragazzo che nel frattempo ha trovato anche un lavoro come community manager e un’attenzione maggiore sulla causa greca, purtroppo il debito è ancora lì e non si sa ancora bene come gestirlo, se con più o meno austerità.

Lanciare una campagna di crowdfunding prematuramente continua ad essere il singolo e più grande motivo per cui molti progetti falliscono. Molti imprenditori saltano questo importante passaggio perché sono ansiosi di iniziare con la campagna e ottenere il capitale necessario. Il successo di una campagna di crowdfunding è nella preparazione e non ci sono scorciatoie, una volta avviata la campagna, niente può radicalmente cambiarla o migliorarne i risultati.

Anche le campagne ben pianificate non sono una garanzia di successo, ma senza una corretta pianificazione ed esecuzione, i tassi di fallimento aumentano drammaticamente. Per esempio, è bene sapere che solo il 2% di tutte le campagne di crowdfunding riesce a ottenere 100.000€ di capitale quindi impostare un obiettivo troppo ambizioso può essere un deterrente e scoraggiare i sostenitori. Meglio raggiungere il proprio obiettivo di raccolta fondi nella prima settimana e nelle tre settimane successive raggiungere obiettivi più ambiziosi cavalcando l’onda del successo dato che la campagna ha ottenuto con successo capitali.

Da quanto riporta la ricerca realizzata dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con il contributo di TIM quale sponsor dell'iniziativa ed il supporto tecnico di Starteed, in Italia al momento sono presenti 82 piattaforme di crowdfunding, di cui 69 attive al 21 ottobre 2015 e 13 in fase di lancio.

Di seguito una selezione di uno o due esempi di ogni categoria presente nella colonna di sinistra:

RICOMPENSA

Starteed è leader nella fornitura di soluzioni personalizzate per il crowdfunding e la cocreazione. Grazie alla sua tecnologia ogni giorno privati, aziende, organizzazioni e istituzioni raccolgono fondi e opinioni direttamente sul proprio sito web, utilizzando un design personalizzato e mantenendo il pieno controllo su ogni aspetto del progetto.

WithYouWeDo è una iniziativa che si inserisce all’interno del programma “#ilfuturoèditutti”: la nuova visione che ispira e guida le attività di responsabilità sociale di TIM. La piattaforma nasce per favorire lo sviluppo di progetti e ricerche nei settori delle tecnologie digitali, favorendo l’incontro da domanda e offerta di fonda da parte di singoli cittadini, imprese e/o istituzioni del mondo profit e no-profit.

DONAZIONI

Rete del Dono opera nel terzo settore ed è una piattaforma per la raccolta di donazioni a favore di progetti d’utilità sociale ideati e gestiti da organizzazioni no profit. Ha l’obiettivo di diffondere in Italia la cultura e la pratica del personal fundraising.

EQUITY

CrowdFundMe nasce come portale di equity crowdfunding a sostegno delle startup innovative, fornendo sia l’investitore che l’imprenditore degli strumenti e delle garanzie necessarie al fine di favorire il buon esito di un progetto innovativo.

DEBITO

Prestiamoci è un marketplace del credito che mette in contatto coloro che hanno bisogno di un prestito personale con coloro che hanno un capitale da investire. Saltando l’intermediazione di banche e finanziarie, i richiedenti che vantano un’ottima storia creditizia possono ottenere il loro prestito personale a basso costo con i migliori tassi presenti sul mercato. I prestatori investono nei prestiti, possono ottenere elevati ritorni, diversificando il loro portafoglio ed incassando mensilmente le quote capitale ed interessi. Il tutto online in modo semplice, veloce e trasparente.

Smartika gestisce una community di richiedenti e prestatori che interagiscono direttamente tra loro, senza ricorrere ad intermediari, ottenendo così condizioni migliori per entrambi all’interno della community creando in questo modo un mercato nel quale i tassi correnti sono determinati solo e soltanto dall’incontro diretto tra domanda e offerta. Opera come istituto di pagamento regolamentato e vigilato da banca d’Italia.

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