Crescono le partnership nel fintech: Workinvoice e Ebury insieme per le PMI

Intervista a Matteo Tarroni, Co-founder and CEO di Workinvoice e Mauro Miotto, Global Head of Partnerships and Solutions di Ebury.
workinvoice e ebury

Presentati

Matteo

Sono Matteo Tarroni, CEO e co-fondatore di Workinvoice. Ho lavorato per oltre 20 anni in numerose banche di investimento, da Mediobanca (fino al 2003) a Merrill Lynch Bank of America e Credit Suisse.

L’ambito principale della mia attività sono state le tematiche di debito e finanziamento delle aziende, incluso l’accesso ai mercati obbligazionari (sono stato il responsabile del Debt Capital Market a Mediobanca e a Merrill Lynch) e la consulenza alle aziende nei rapporti con banche ed investitori.

Mauro

Sono Mauro Miotto, un 35enne appassionato del mondo fintech e di quei settori in cui l’uso di nuove tecnologie sta trasformando i modelli di business esistenti. Ho iniziato la mia carriera nel settore della consulenza strategica, lavorando in McKinsey sia in Italia che nel Regno Unito. Da 4 anni lavoro in Ebury dove ricopro il ruolo di Global Head of Partnerships e sono il responsabile a livello globale per tutte le collaborazioni commerciali che Ebury sviluppa.

Il business indiretto o partnerships è un pilastro chiave della strategia di crescita di Ebury e lavoriamo con un ampio spettro di società che vanno da piccoli broker a grandi banche, includendo altre Fintech e società nel mondo Tech.

Chi è e cosa fa la tua realtà?

Matteo

Operativa dal 2015, Workinvoice è una società fintech di servizi a valore aggiunto per le imprese, che mette in contatto diretto risorse finanziarie e settore produttivo. Workinvoice ha sviluppato il primo mercato online in Italia di invoice trading, il canale alternativo per l’anticipo fatture e nel 2018 ha stretto una partnership industriale con il leader delle business information Cribis (gruppo Crif).

La società è al centro di un ecosistema di operatori finanziari, aziende leader di filiera, società produttrici di software gestionale e infrastrutture di soluzioni per la supply chain.

Mauro

Ebury è una società fintech specializzata nell’offerta di servizi finanziari per le imprese che lavorano con l’estero. La società è stata fondata nel 2009 con l’obiettivo di offrire servizi di Global Transaction Banking a imprese di tutte le dimensioni in modo semplice, competitivo e trasparente; ad oggi siamo presenti in oltre 20 paesi (inclusa l’Italia).

I servizi che offriamo includono pagamenti internazionali in oltre 200 paesi e conti correnti in valuta in oltre 30 paesi per dare ai nostri clienti la possibilità di pagare fornitori e incassare da clienti all’estero in modo veloce ed efficiente; prodotti di copertura del rischio di cambio in oltre 100 valute per limitare l’esposizione delle aziende alla volatilità del cambio quando commerciano con l’estero; prestiti finimport / finexport per supportare la necessità di capitale circolante legata ai cicli di importazione ed esportazione.

Raccontaci come siete entrati in contatto e quali sono i motivi che vi hanno spinto a portare a termine questa partnership?

Matteo

Siamo entrati in contatto quando Ebury ha deciso di estendere la sua operatività al mercato italiano. Abbiamo sviluppato questa partnership nell’ottica di supportare sempre di più e sempre più a tutto tondo le imprese italiane, attraverso l’integrazione dei servizi di Workinvoice con quelli di partner di rilievo, come Ebury.

Questo dialogo è reso possibile dalla tecnologia plug&play che abbiamo sviluppato negli anni, capace di integrarsi in maniera del tutto seamless con numerosi servizi finanziari. Grazie a questa partnership andremo a rispondere ai bisogni concreti delle PMI che formano la filiera dell’import-export dall’Italia ai Paesi con valuta non europea.

Un mercato che riveste un ruolo fondamentale per l’economia del nostro Paese in un momento cruciale di forte spinta all’internazionalizzazione del commercio, un’opportunità che le PMI italiane devono poter cogliere appieno.

Mauro

Ho incontrato Matteo alcuni anni fa e abbiamo subito identificato l’opportunità di una collaborazione in quanto le due società hanno un simile “fintech-DNA” e l’obietto di supportare le imprese Italiane con servizi innovativi resi possibili dagli investimenti in tecnologia. Sono molto entusiasta del lancio della nostra partnership e della relazione sviluppata tra i team Ebury e Workinvoice per supportare i nostri clienti.

Il timing di questa collaborazione è molto importante con l’obiettivo di aiutare le PMI italiane in un momento in cui il bisogno di accelerare la crescita sui mercati globali è particolarmente rilevante.

Come giudichi l'impatto della pandemia sul fintech nel nostro Paese?

Matteo

Non solo è aumentato il ricorso al Fintech da parte delle PMI, ma la pandemia ha anche accelerato un processo di integrazione tra servizi che era già in atto e che è il futuro del Fintech. Parlo della cosiddetta embedded finance: oggi le corporate e le istituzioni finanziarie chiedono di integrare le tecnologie digitali nell’offerta ai loro clienti.

Un’ibridazione inevitabile: dopo 6 anni di crescita e raffinamento, alcune Fintech come Workinvoice hanno un patrimonio tecnologico difficilmente replicabile, una notevole mole di dati, e sono pronte a raggiungere nuovi segmenti di mercato grazie alla flessibilità, rapidità e originalità dei propri processi commerciali e operativi.

Lo scorso anno Ebury è stata acquisita dal gruppo Santander. Com'è cambiata la vostra attività all'interno di un gruppo bancario?

Mauro

L’anno scorso Santander ha investito oltre 400 milioni di euro in Ebury con l’obiettivo di mettere a fattor comune i punti di forza di una fintech leader nel settore e di una grande banca per offrire servizi sempre migliori alle imprese nostre clienti.

L’investimento di Santander non ha cambiato lo spirito imprenditoriale e la missione di Ebury ma ci sta permettendo di accelerare la nostra crescita facendo leva sull’infrastruttura e il supporto di uno dei più grandi gruppi bancari al mondo.

Cosa serve all'ecosistema fintech del nostro Paese per crescere?

Matteo

Serve proseguire sul terreno dell’embedded finance pensando ai bisogni delle imprese, a 360 gradi. Domani, se volessimo prevedere un futuro non troppo lontano, il successo sarà dalla parte di quelle Fintech pronte ad offrire una soluzione chiavi in mano, dall’infrastruttura, ai processi, alle competenze, al risk management. Sarà interessante verificare sul campo i vari sviluppi dell’Embedded Finance in uno dei mercati storicamente più bloccati intorno al monopolio del sistema bancario.

Mauro

È importante innanzitutto ricordare quali sono i punti di forza dell’Italia: siamo una delle principali economie al mondo, abbiamo una delle più alte concentrazioni di PMI che possono beneficiare in modo particolare dall’offerta fintech e possiamo contare su un grandissimo pool di talenti e imprenditori.

Ora veniamo a cos’altro serve all’ecosistema fintech per crescere. Avendo avuto l’opportunità’ di lavorare per gli scorsi 10 anni a Londra, il primo o secondo fintech hub al mondo, credo ci siano 3 ingredienti chiave per la crescita di questo settore: un ambiente regolatorio che supporti e controlli in modo adeguato le società Fintech, un sistema Paese che faciliti investimenti sia domestici che esteri e un’infrastruttura burocratica e legislativa che permetta a nuove start-up e scale-up innovative di crescere in modo efficiente.

In che modo Workinvoice facilita l'accesso al credito da parte delle PMI italiane?

Matteo

Workinvoice offre un ventaglio di soluzioni volte al miglioramento della gestione del capitale circolante dell’azienda. Ad esempio, il nostro servizio di invoice trading – vale a dire la cessione delle fatture che le imprese possono operare interamente online – garantisce di ottenere liquidità in sole 48 ore dal completamento di una semplice richiesta sul nostro sito web, si può attivare in qualsiasi momento, senza vincoli e senza che l’impresa debba prendersi carico di un eventuale mancato pagamento del cliente.

Si pensi che con Workinvoice le imprese anticipano in media di 82 giorni l’incasso dei propri crediti commerciali, potendo così diminuire l’esposizione (rischio) commerciale verso il cliente.

Quali sono i principali problemi delle aziende che si rivolgono a Ebury e quali soluzioni offre Ebury per risolverli?

Mauro

Le imprese con cui lavoriamo hanno solitamente problemi “semplici” per i quali richiedono soluzioni “semplici” e questo è quello che proviamo ad offrire nel modo più efficiente possibile. Le aziende importatrici richiedono pagamenti internazionali che siano veloci, sicuri ed economici; Ebury offre una piattaforma di pagamenti digitali che permette ai nostri clienti di pagare fornitori in tutto il mondo in modo efficace e con visibilità sullo stato di ogni pagamento.

Gli esportatori stanno crescendo sempre più tramite l’uso di piattaforme di e-commerce che rendono nuovi mercati più accessibili e necessitano di un modo semplice di incassare da clienti e marketplace esteri; Ebury offre conti correnti in valuta in un numero crescente di paesi che permettono di incassare in modo veloce ed economico.

La maggior parte delle società che lavorano con l’estero hanno un’esposizione alla volatilità dei tassi di cambio che devono gestire per potersi focalizzare sulla crescita del proprio business senza la preoccupazione che la volatilità delle valute eroda i loro margini; Ebury offre un’ampia gamma di servizi di copertura del rischio di cambio che permette alle aziende di ridurre la loro esposizione alla volatilità delle valute dei Paesi in cui operano. Il tutto è offerto in un’unica piattaforma digitale, accessibile 24/7 in tutto il mondo, con l’affiancamento di un team di specialisti in ogni Paese per supportare in nostri clienti.