Crescita e contaminazione: cosa aspettarci dal Fintech nel 2021

Resistente e resiliente. Così il settore fintech si è dimostrato nel corso del 2020, l’anno della pandemia globale e della difficile congiuntura economica.
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cosa aspettarci dal fintech nel 2021

Secondo quanto emerge dal recente “Global COVID-19 Fintech Market Rapid Assessment Study” realizzato dal Centro per la Finanza Alternativa dell’Università di Cambridge, dalla World Bank e dal World Economic Forum, nel corso del 2020 il fintech è cresciuto in media del 12% sull’anno precedente.

In particolare, alcuni rami come quelli di sicurezza, scambio dei dati, servizi di pagamento e digitali per il risparmio, hanno registrato un incremento superiore al 30%. Stando a quanto si legge nel report, le aziende Fintech hanno risposto in maniera positiva alla pandemia modificando per circa due terzi servizi, prodotti e policy interne, con una particolare concentrazione sui processi di onboarding del cliente, sulla facilitazione delle operazioni finanziarie online e sulla riduzione del costo delle transazioni. Inoltre, il comparto ha anche dimostrato capacità di innovazione, poiché circa il 60% delle aziende ha lanciato proprio in questo periodo nuovi prodotti o servizi, soprattutto nel settore dei pagamenti.

Che il Fintech sia cresciuto ed evoluto nel corso della pandemia emerge anche dalle parole di Paolo Gianturco, Senior Business Partner e Fintech leader di Deloitte, durante la presentazione di Milano Hub, il nuovo centro di innovazione realizzato dalla Banca d'Italia, per sostenere l'evoluzione digitale del mercato finanziario italiano e favorire l'attrazione di talenti e investimenti.

Secondo Gianturco, infatti, “La pandemia potrebbe creare nuove opportunità per il mondo FinTech perché con l’adozione del distanziamento sociale in tutto il mondo, c'è stata una crescita enorme nell'uso dei servizi finanziari digitali e dell'e-commerce. Da minaccia dirompente a partner abilitante, il FinTech è indubbiamente entrato in una nuova fase della sua evoluzione, anche se l’intero settore ha subito un impatto negativo in termini di investimenti all’inizio dell’anno”.

L’evoluzione del Fintech nella fase pandemica era già stata tracciata nei mesi scorsi dallo studio di CB INSIGHTS, nel quale sono stati evidenziati i trend del Fintech che si sono delineati nel corso del 2020 e che sono destinati a rafforzarsi nel 2021.

Secondo questo studio, sono almeno quattro le nuove tendenze da tenere sott’occhio:

  • Embedded Fintech: termine con il quale si suole indicare l’integrazione di prodotti finanziari da parte di società non finanziarie all’interno della loro offerta di servizi. In quest’ottica, il Fintech integrato trova la sua nuova applicazione in campi quali il real estate, l’e-commerce, i software amministrativi/contabili, le risorse umane, etc.. e spesso rappresenta un'importante leva di nuovi ricavi.
  • Apertura dei player tradizionali all’Open Banking: nonostante la pandemia, l’Open Banking ha continuato a crescere, portando a un aumento degli investimenti in fornitori di software per il sistema bancario. Inoltre, sottolinea lo studio, il lockdown e le chiusure delle filiali durante la pandemia hanno messo sotto i riflettori il digital banking;
  • E-commerce come ulteriore leva di crescita per il Fintech: La pandemia ha messo il turbo all’e-commerce, spingendo sempre più persone a comprare online. Stando al report, la spinta del Covid-19 all’e-commerce è un elemento che gioca a favore dei fintech provider.
  • IPO Fintech: Nel corso del 2020 i titoli tech di tutto il mondo hanno raggiunto i massimi storici. Questa tendenza è stata evidente soprattutto in Asia, dove ha suscitato molto scalpore prima l’attesa dell’IPO del colosso fintech cinese ANT GROUP di Jack Ma, il fondatore di Alibaba, e successivamente il suo blocco per almeno sei mesi. L’Europa finora è stata un deserto in fatto di IPO. Ma ora questo mercato si sta svegliando e, secondo alcuni analisti del Fintech, ci sono diverse scaleup europee che potrebbero presto fare il salto in borsa, tra cui Transferwise, Trustly, Checkout.com e Interactive Investor. Basti pensare anche alla news di Starling Bank che ha raggiunto lo scorso novembre il primo profitto.

Inoltre, come sostiene Deloitte nel suo 2021 Insurance Outlook, la pandemia ha fatto sì che crescesse anche il settore dell’Insurtech: sempre più persone quest’anno si sono rese conto dell’importanza di polizze assicurative sulla vita e sulla salute. Secondo la società di consulenza, già a inizio 2021 potrebbe esserci un aumento delle compagnie assicurative che acquisiscono o collaborano con le insurtech. Una tendenza già in atto, ma che il coronavirus ha accelerato.

Anche FINOM cavalca le principali dinamiche che si stanno delineando sempre più chiaramente per il 2021 nell’economia europea, implementando servizi di financial business management pensate per facilitare il business (e quindi la vita) di partite IVA e imprenditori. In particolare, stiamo portando avanti con grande grinta un nuovo modo di considerare i diversi elementi di gestione della propria azienda non come moduli fra loro separati, ma come elementi integrati di uno stesso meccanismo.

Il 2021 sarà, quindi, l’anno dei consolidamenti, dove il nostro settore passerà sempre più da “novità” a “realtà” diffusa, invisibile agli occhi di molti, ma presente in tanti servizi che utilizzeremo.

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