Cosa possono imparare le banche da Pokémon Go

Il gioco virtuale Pokémon Go è diventato un fenomeno sociale negli ultimi giorni, e ha molto da insegnare alle banche. Probabilmente il più grande merito che possiamo dare a Pokémon Go è quello di far scoprire anche al grande pubblico la tecnologia della realtà aumentata, trasformando qualcosa di nicchia in un fenomeno popolare in poco tempo e accessibile a tutti gli utenti.
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Fabrizio Villani
Cofounder of Fintastico - fintech and insurtech expert
Pokemon Go

Il gioco virtuale Pokémon Go è diventato un fenomeno sociale negli ultimi giorni, e ha molto da insegnare alle banche. Non tutti conosceranno a fondo Pokémon Go però la maggior parte ne avrà già sentito parlare. Si tratta di un gioco gratuito creato da Niantic Labs, fondata da Google e da Nintendo, che utilizza la realtà aumentata. Il gioco utilizza la fotocamera del cellulare e la sua geo-localizzazione (GPS) per permettere all’utente di andare a farsi una camminata e trovare per la strada dei Pokémon.

I numeri di questa app, dal lancio avvenuto pochi giorni fa, sono vertiginosi. Un esempio è quello della pagina facebook “Pokémon Go Italia” che già può vantare 141.765 iscritti. Negli Stati Uniti si parla di 26 milioni utenti attivi al giorno e, altro dato interessante, il tempo trascorso ogni giorno da parte degli utenti utilizzando la app supera quello delle applicazioni più utilizzate in tutto il mondo come Whatsapp, Snapchat e Instagram.

Secondo la pagina di Similar Web, mentre su Whatsapp gli utenti spendono una media di 30:27 minuti al giorno, su Pokémon Go gli utenti passano più di 43 minuti al giorno a cacciare i mostriciattoli.

Probabilmente il più grande merito che possiamo dare a Pokémon Go è quello di far scoprire anche al grande pubblico la tecnologia della realtà aumentata, trasformando qualcosa di nicchia in un fenomeno popolare in poco tempo e accessibile a tutti gli utenti, con benefici chiari e tangibili (in questo caso, il divertimento e la socializzazione).

Questa novità apre la possibilità di applicare questa tecnologia anche ad altri settori, compreso quello dei servizi finanziari. Alcune banche, come per esempio la U.S. Bank degli Stati Uniti oppure la Commonwealth Bank Australiana e la Westpac della Nuova Zelanda, stanno iniziando ad utilizzare la realtà aumentata cercando di migliorare l’esperienza utente dei loro clienti.

Nel primo caso l’applicazione consente di trovare le filiali bancarie e gli sportelli automatici (ATM), in base alla posizione dell’utente in modo automatico attraverso il GPS dello smartphone. Basta attivare la fotocamera e il sistema mostra le filiali e gli sportelli aperti e le operazioni che si possono eseguire (ad esempio depositi, incassi, pagamenti) e come arrivarci.

Nel caso della Commonwealth Bank Australiana, la banca utilizza la realtà aumentata per fornire finanziamenti immobiliari. L’utente passa con la fotocamera sulla foto della casa in vendita e può vedere immediatamente sullo schermo i prezzi delle case nelle vicinanze, con la posizione esatta e delle foto. La banca ha una rete di agenzie immobiliari con la quale ha stretto una forte relazione e che gli permette di ottenere queste informazioni. Se l’utente mostra interesse per l’acquisto della proprietà, l’applicazione inizia a offrire alternative di finanziamento, prendendo in considerazione il profilo dell’utente e la sua situazione finanziaria.

Questi esempi ci possono dare un assaggio di come potrà essere il settore dei servizi finanziari nel corso dei prossimi 10 anni. Aree come investimenti, pagamenti e credito, sono tra i verticali con più opportunità e potenziale per implementare soluzioni di realtà aumentata.

Qui su Fintastico continueremo a tenervi informati sulle novità, rimanete connessi.

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