Cosa cambia per le criptovalute con il nuovo regolamento UE?

Il regolamento MiCAR interviene sulle criptovalute e la blockchain. La sua attuazione muterà lo scenario europeo, ecco cosa attendersi dall'entrata in vigore.
MiCAR Unione Europea criptovalute

L’Unione Europea da anni segue le criptovalute diventate il quarto strumento finanziario più popolare tra gli investitori, ha scritto di recente Morningstar nella sua prima analisi sui crypto asset.

Dopo vari studi condotti sia sulla tecnologia di base blockchain (il primo risale al febbraio 2017 a cura del Servizio di ricerca del Parlamento Europeo) e vari studi sull’uso dei crypto asset, l’Unione Europea ha scelto di non contrastarne l’uso ma di regolamentare il settore.

Una scelta giudicata positivamente dalle società legate alle criptovalute, perché la regolamentazione permette un'accelerazione allo sviluppo ordinato con ricadute economiche positive per l’UE.

Il nuovo regolamento MiCAR (Market in Crypto Asset Regulation) è stato introdotto allo scopo di regolamentare l’intero comparto con, da un lato l’obiettivo di tutelare i consumatori e gli investitori, dall’altro favorire l’espansione dei servizi legati agli asset digitali in generale e garantire lo sviluppo della tecnologia sottostante.

Agli aspetti positivi che vedremo tra poco, secondo i critici si aggiungono alcuni aspetti non positivi, come i tempi di attuazione del regolamento giudicati troppo lunghi.

L’entrata in vigore di ogni componente del testo è infatti prevista tra il 2024 e il 2025, mentre nel mondo crypto la nascita di nuove nicchie avviene velocemente.

Bastano come esempio la finanza decentralizzata (DeFi) e l’uso dei token non fungibili (NFT) esplosi come “fenomeni” mentre il MiCAR veniva sviluppato a Bruxelles.

Il regolamento, inoltre, nascerebbe con altre criticità irrisolte la più evidente delle quali riguarda l’uso dei portafogli di criptovalute personali.

Per comprendere come la normativa cambierà lo scenario in Europa, partiamo dai quattro obiettivi finanziari del MiCAR.

I 4 obiettivi del regolamento MiCAR

Il regolamento MiCAR ha di positivo la scelta di non vietare, ma di fornire delle regole certe per tutti gli attori:

  • imprese;
  • investitori;
  • consumatori;
  • autorità di controllo.

Il regolamento relativo ai mercati delle cripto-attività (MiCAR) e che modifica la direttiva UE 2019/1937, interviene su quattro pilastri fondamentali che sono così riassumibili:

  1. protezione del cliente;
  2. integrità del mercato finanziario;
  3. stabilità finanziaria;
  4. misure di controllo e contrasto dei crimini finanziari.

L’intervento da parte del MiCAR su questi quattro punti, fa comprendere all’utilizzatore delle criptovalute che molte cose cambieranno nella relazione tra le piattaforme di scambio (crypto exchange) e altri fornitori di servizi finanziari crypto, il consumatore/investitore, e le autorità nazionali di verifica e controllo.

I prospetti informativi

Come già avviene per gli strumenti finanziari regolamentati, anche gli strumenti finanziari legati ai crypto asset richiederanno l’emissione da parte delle piattaforme di un prospetto informativo (KIID: Key Investor Information Document).

Il prospetto informativo rientra nel “pilastro” della protezione del cliente, e serve a fornire informazioni trasparenti e a creare consapevolezza nel potenziale investitore prima di sottoscrivere lo strumento.

Il KIID contiene informazioni dettagliate sulla struttura dello strumento, sul rischio e altre informazioni importanti per comprendere su cosa si va ad investire.

Manipolazione del mercato

Il secondo pilastro su cui interverrà il MiCAR riguarda l’esecuzione delle transazioni e il monitoraggio delle attività di trading.

Al momento nessuna piattaforma di scambio di criptovalute è monitorata secondo una apposita normativa all’interno dell’Unione Europea. In linea di principio, questo potrebbe portare alcune piattaforme a manipolare i prezzi a proprio vantaggio.

Dunque il regolamento europeo interverrà per scongiurare le manipolazioni di mercato sulle criptovalute, e questo potrebbe portare sul lungo periodo ad una maggiore confidenza facilitando l’ingresso di nuovi investitori.

La maggior parte degli investitori, infatti, non amano mercati privi di trasparenza e dove la speculazione la fa da padrona incontrastata.

Per quegli investitori che cercano la crescita stabile sul lungo periodo, sapere che una determinata classe di attivo fluttua del 50% e più nell’arco di pochi mesi è insostenibile.

Stabilità finanziaria

La stabilità finanziaria dei mercati trasformati dalla tecnologia, passa per le garanzie di sicurezza informatica che le aziende saranno chiamate ad implementare nelle rispettive piattaforme.

La stabilità si garantisce anche con regole macroprudenziali, che mantengono il sistema finanziario stabile nel suo complesso.

Nella pratica, il terzo pilastro del MiCAR interverrà nel risolvere le carenze di cybersecurity mostrate da alcuni crypto exchange nel corso degli anni, al fine di scongiurare i furti di fondi dei clienti.

Ma interverrà anche per evitare e dissuadere cattivi attori dal tentare di operare con piattaforme di scambio fasulle e truffaldine come nel caso di QuadrigaCX, la cui storia è stata di recente raccontata dal docufilm Trust No One prodotto da Netflix.

Contrasto dei crimini finanziari

I servizi finanziari che offriranno prodotti e strumenti legati alle criptovalute, dovranno effettuare l’adeguata verifica del cliente (KYC) e applicare le procedure contro il finanziamento del terrorismo e il riciclaggio di denaro, come già fanno le banche.

Sotto questo profilo gran parte dei servizi finanziari crypto sono molto avanti, ma la normativa MiCAR rafforzerà il controllo obbligando le piattaforme a segnalare alle autorità di vigilanza operazioni sospette, proprio come fanno le banche con le transazioni dei propri clienti.

In Italia Consob e Banca d’Italia monitoreranno le transazioni crypto.

Trasferimenti crypto monitorati come trasferimenti bancari

Oltre ai quattro pilastri del regolamento, ci sono le criticità. Una di queste riguarda i crypto wallet cosiddetti “self-hosted, che gli utenti scaricano dagli store delle applicazioni del proprio dispositivo mobile o dal web per i computer, ed usano senza avere alcun intermediario a gestire le loro criptovalute.

Con l’approvazione della quinta direttiva sull’antiriciclaggio AMLD5 entrata in vigore nel 2020, l’Unione Europea ha stabilito un principio di omologazione dei trasferimenti operati con le criptovalute ai trasferimenti bancari.

Nella pratica, come un bonifico nazionale e internazionale sono soggetti al monitoraggio da parte delle autorità preposte, allo stesso modo lo devono essere anche le transazioni operate con le criptovalute.

La nuova direttiva MiCAR non fa altro che sottolineare questo punto per renderlo effettivo negli ordinamenti dei 27 Stati membri dell’Ue.

La sua attuazione, però, appare di difficile applicazione nel caso dei crypto wallet self-hosted.

Il principio di funzionamento dei portafogli di criptovalute self-hosted è molto simile al modo in cui conserviamo il denaro contante in un portafoglio acquistato in un negozio. Nessun negoziante chiede all’acquirente l’adeguata verifica prima di comprare un portafoglio e di indicare quanto denaro contante metterà in esso o a chi intende “trasferirlo”.

La riservatezza delle transazioni è tra i principi basilari delle criptovalute, nate per aggirare il controllo sul denaro. Per l’Unione Europea ciò non è ammissibile e i crypto wallet devono essere soggetti al monitoraggio.

Da notare che anche negli Stati Uniti è in corso un dibattito su questo tema, con le autorità finanziarie intenzionate a introdurre il monitoraggio delle transazioni sui crypto wallet self-hosted.

Conclusioni

La prospettiva di un mercato delle criptovalute eccessivamente regolamentato, se da una parte garantisce maggiore stabilità, dall’altra potrebbe “uccidere” la competizione.

Il regolamento MiCAR è comunque giudicato nel suo complesso positivamente, dal momento che non vieta l’uso della classe di attivo e mira a favorire lo sviluppo tecnologico sottostante.

Grazie alla maggiore consapevolezza e familiarità da parte del Legislatore europeo, poi, nei prossimi anni alcuni aggiornamenti al regolamento potrebbero essere apportati a beneficio di un più libero uso dei crypto asset.

Infine una nota sulla disponibilità del testo del regolamento MiCAR, pubblicato integralmente sul portale dell’Unione Europea EUR-Lex.

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Fabio Carbone

Scrittore web tecnico ma versatile dal 2013, ha studiato informatica e filosofia ed anche un pizzico di sociologia. Dal 2016 si occupa di temi legati all'Industria 4.0 e al mondo del digitale. Scrive di finanza, criptovalute e blockchain per quotidiani online, siti di settore e aziende.