Come trovare capitali per finanziare la tua idea imprenditoriale

Scopri come trovare capitali per finanziare la tua idea imprenditoriale e permettere alla tua startup di scalare a livello nazionale e internazionale.

idea imprenditoriale

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Avere un’idea imprenditoriale non basta, servono anche i capitali per realizzarla. Scontato, ma non banale perché è anche attraverso la ricerca di fondi per finanziare il proprio progetto d’impresa che ci si confronta, e anche ci si scontra, con la realtà acquisendo consapevolezza di quanto conta per noi aprire l’attività che sogniamo o quanto il progetto industriale è maturo per accedere ai capitali degli investitori.

Dal sogno e dall’idea, dunque, bisogna passare alla realtà sapendo che trovare i fondi per il progetto imprenditoriale può aprirti a incontri che faranno maturare quell’idea allo stato embrionale, fino a portarla a un livello adeguato di maturità. Potremmo dire, dallo stadio dell’incubazione all’incontro con i piccoli investitori che operano nel mondo dell’equity crowdfunding, per poi giungere alle opportunità di credito delle banche, o per aprirsi ai soggetti di venture capital che ti faranno “scalare”.

Qualunque sia lo stadio di sviluppo in cui si trova la tua idea di impresa, è importante per te apprendere le varie forme di credito e di finanziamento a cui puoi accedere per condurre al successo la tua prossima impresa, che un giorno potrebbe diventare un unicorno.

Dove trovare i fondi per un progetto imprenditoriale?

Le banche non sono più l’unica porta di accesso ai capitali per finanziare una attività imprenditoriale. Nel corso degli ultimi decenni nuovi canali di approvvigionamento finanziario sono nati grazie a iniziative territoriali, nazionali e anche grazie alla digitalizzazione che ha permesso la nascita di piattaforme di raccolta dei capitali che, nel tempo, hanno dato prova di essere molto efficaci per i progetti con un piano industriale solido.

Accanto ai canali tradizionali di finanziamento dell’impresa, quindi, oggi troviamo un ampio insieme di opportunità che possiamo così sintetizzare:

  • equity-based crowdfunding (EBC);
  • P2P lending per PMI;
  • revenue-based financing (RBF);
  • incubatori di imprese;
  • programmi di finanziamento a fondo perduto o a tasso zero;
  • partecipazione alle call for proposal degli hub dell’innovazione.

Quelle appena elencate sono tra le principali forme di finanziamento a cui una nuova impresa, o startup, può ambire per ottenere il capitale necessario ad avviare il progetto imprenditoriale. Vediamoli nel dettaglio.

Equity-based crowdfunding

L’equity-based crowdfunding consiste nel cedere una partecipazione della propria attività imprenditoriale a una platea di investitori, in cambio dei fondi necessari ad alimentarne lo sviluppo.

Gli attori in gioco possono essere i più disparati. Di solito a una raccolta fondi di equity crowdfunding partecipano piccoli investitori privati che decidono di appoggiare l’idea imprenditoriale anche con una somma minima.

Di fondo lo schema ricalca quello del crowdfunding rivolto alle attività di beneficenza, a cui si aggiunge un elemento distintivo che lo orienta al finanziamento dell’imprenditoria. L’elemento distintivo è la raccolta fondi per scopi di business.

Per accedere a questa forma di finanziamento della tua prossima impresa, in Italia sono sorte molte piattaforme digitali che sono state regolamentate e sono vigilate da Banca d’Italia attraverso un apposito registro.

Tra esse citiamo Mamacrowd, tra le principali piattaforme italiane; Opstart, che guarda molto ai progetti imprenditoriali sostenibili; Two Hundred, società di crowdinvesting specializzata nel supporto alle startup del settore fintech.

P2P lending per PMI

Il peer-to-peer lending (P2P lending) nasce come forma di finanziamento tra privati cittadini che assume piuttosto la forma del prestito personale, dove un cittadino fa da prestatore a un altro cittadino richiedente.

Nonostante il P2P lending si caratterizzi principalmente per un prestito tra privati cittadini, una estensione della forma di finanziamento prevede oggi il prestito a quanti hanno da poco avviato una loro impresa e sono alla ricerca di capitali per espandersi.

La differenza sostanziale con l’equity crowdfunding consiste nel rapporto che si ha con il finanziatore. Nel P2P lending il finanziatore è un prestatore, non un socio/azionista della tua impresa, il rapporto è da inquadrare piuttosto come tra debitore/creditore.

Per quanto riguarda il finanziamento che puoi ottenere non esiste un vero limite, tuttavia, il P2P lending in genere ti fa accedere a prestiti intorno ai 100 mila euro che dovrai restituire entro i tempi stabiliti (9 mesi, 12 mesi, 15 mesi, 18 mesi, ecc.).

Le piattaforme di P2P lending italiane, come per l’equity crowdfunding, rientrano nel Regolamento Consob n. 18592 del 2013 (e successivi aggiornamenti) e dunque sono piattaforme monitorate.

EvenFi è tra le realtà italiane che puntano alle PMI, per consentire loro di approvvigionarsi in modo nuovo di capitali utili al miglioramento del prodotto e all’espansione.

Revenue-based financing (RBF)

Revenue-based financing (RBF) si traduce come “finanziamento basato sulle entrate o sul fatturato”. Il nome dice subito che siamo in presenza di una forma di finanziamento dedicata ad imprese già avviate e che hanno un flusso di cassa derivante dalla vendita dei prodotti e servizi.

L’RBF è praticato da tempo nel settore cinematografico ma, più di recente, alcune società esperte in materia di finanziamenti alle imprese hanno esteso il modello di finanziamento al settore dell’e-commerce.

Il revenue-based investing, altrimenti detto, è particolarmente indicato per le imprese online alla ricerca di capitali da impiegare nel lancio dei prodotti del brand in nuove aree geografiche, o per estendere la gamma di prodotti del brand.

Il revenue-based financing permette all’impresa di ottenere un prestito compreso tra i 10 mila euro e alcuni milioni di euro, da restituire mensilmente sulla base del fatturato incassato. Le rate mensili fluttuano adeguandosi agli incassi.

Incubatori di imprese

Gli incubatori di imprese sono veri e propri ambienti fisici dove le idee imprenditoriali trovano l’humus adatto per crescere e maturare.

In Italia gli incubatori sono normati da molti anni ed esiste un apposito registro degli Incubatori certificati gestito dal Ministero delle imprese e del made in Italy (ex Mise).

Cosa sono gli incubatori certificati? La normativa li definisce incubatori di startup innovative e società di capitali, il cui scopo è sostenere la nascita e lo sviluppo di startup tecnologiche.

Gli incubatori dispongono di strutture fisiche per accogliere le startup innovative ed offrono attrezzature per effettuare prove, verifiche e ricerca. Mettono a disposizione delle realtà imprenditoriali in fase embrionale sale riunioni, spazi di collaborazione e persone altamente competenti in materia di impresa e innovazione.

Non ultimo, gli incubatori certificati hanno contatti stretti con le università del territorio e gli enti di ricerca.

Come avrai compreso da questa sintetica spiegazione, gli incubatori certificati offrono alla tua idea imprenditoriale un luogo dove crescere. In questo caso non accedi automaticamente a un finanziamento economico, tuttavia, le attrezzature, i luoghi e le persone che vengono messe a tua disposizione sono per te gratuite. E puoi dunque considerare anche questa una forma, seppur indiretta, di finanziamento.

Programmi di finanziamento a fondo perduto o tasso zero

Ci avviciniamo a forme di finanziamento meno innovative, ma non per questo prive di valore se il tuo obiettivo è di trovare risorse finanziarie per aprire una attività.

I programmi di finanziamento a fondo perduto in Italia e nell’Unione Europea sono gestiti principalmente da enti pubblici e società partecipate dagli Stati.

Il Ministero delle imprese e del made in Italy, ad esempio, ha all’attivo diverse forme di incentivazione delle imprese, come il “Voucher connettività” per favorire il passaggio delle aziende alla connessione internet ultraveloce, la “Casa delle tecnologie emergenti” per il supporto alle tecnologie 5G che coinvolge, tra gli attori, le PMI e le startup esperte in blockchain e crypto asset, internet of things (IoT), intelligenza artificiale e 6G.

Altri capitali messi a disposizione dal ministero sono rintracciabili all’interno dei bandi di finanziamento per le “Aree di crisi industriale”, destinati a progetti imprenditoriali da attivare nei Comuni oggetto dei bandi di finanziamento.

Per quanto riguarda i fondi erogati a tasso zero, Invitalia (Agenzia nazionale per lo sviluppo del paese) ha attivato da tempo il programma “ON – Oltre nuove imprese a tasso zero”. La misura si rivolge a imprese con nuove iniziative o programmi di ampliamento, diversificazione o trasformazione dell’attività esistente. L’impresa richiedente riceve fino al 90% della copertura da rimborsare in 10 anni. Sono ammesse anche le startup con meno di 3 anni di attività e possono richiedere fino a 1,5 milioni di euro.

Di rilievo i programmi di finanziamento dell’Unione europea rivolti a idee imprenditoriali nei settori tecnologici o tradizionali (aerospazio, medicina, agricoltura, alimentazione) o rivolti ai territori europei meno sviluppati. Tali programmi di finanziamento vengono solitamente attuati sul territorio dalle Regioni attraverso bandi di partecipazione. In altri casi possono essere gestiti da Agenzie gestite direttamente dalla Commissione europea.

Anche il Piano nazionale di recupero e resilienza (PNRR) potrebbe riservare importanti risorse finanziare alle startup in fase di costituzione. Il sito ufficiale del PNRR Italia è italiadomani.gov.it.

Partecipazione alle call for proposal degli hub dell’innovazione

Gli hub dell’innovazione sono centri dove si sostiene lo sviluppo di startup che fondano il loro business sulla tecnofinanza, su nuove tecnologie informatiche volte alla digitalizzazione di più settori industriali.

Banca d’Italia ha fondato il suo Fintech Milano Hub dedicato all’evoluzione digitale del mercato finanziario italiano. L’obiettivo è attrarre nuovi talenti e gli investimenti necessari allo sviluppo dell’industria fintech in Italia. Le call for proposal dell’Innovation hub di Milano, attivate periodicamente, non forniscono direttamente l’accesso ai capitali ma offrono competenze in materia bancaria, finanziaria e assicurativa, e la partecipazione a eventi tematici e seminari dove il partecipante ha modo di mettersi in contatto con potenziali investitori.

L’Unione europea è attiva nel digitale con l’European digital Innovation hub. Annualmente avvia tornate di inviti a presentare proposte per accelerare la trasformazione digitale dell’economia, dell’industria e della società.

Come farsi finanziare una startup? I venture capital

Quelle qui esposte sono alcune delle opportunità che le startup hanno per farsi finanziare o per irrobustire le competenze prima o dopo il lancio dei prodotti e servizi.

Esistono altre forme di finanziamento che fino ad ora non abbiamo toccato, tra queste i venture capital.

Anzitutto, cosa sono i venture capital? I venture capital sono veicoli di investimento costituiti da operatori finanziari istituzionali, interessati ad investire in società non quotate attive in settori ad alto potenziale di crescita (high grow companies).

Il venture capital fornisce i capitali necessari per “scalare”, quando la startup ha bisogno di uscire dalla fase iniziale per diventare una impresa di rilievo nazionale e il più delle volte internazionale.

Questo significa che il venture capital lo trovi disponibile a investire nella tua impresa quando è andata oltre i primi passi, quando ha dato prova di essere sulla “rampa di lancio” per risultati economici importanti.

Esistono molte iniziative in Italia, tra queste citiamo Cassa depositi e prestiti Venture capital (CDP Venture capital) che ha investito 900 milioni di euro in un ampio portafoglio di società innovative nei settori più importanti, quali: moda, biotecnologie, fintech, agroalimentare, farmaceutica, new space economy.

CDP venture capital investe in modo diretto e indiretto, e favorisce anche la nascita di Programmi di accelerazione e Poli di trasferimento tecnologico sul territorio co-investendo nella loro realizzazione.

Dove trovare le risorse finanziarie per aprire un'attività?

Non abbiamo ancora parlato delle possibilità offerte dalle banche di finanziare la tua attività imprenditoriale e in questa sezione della guida dedicata a come trovare capitali per finanziare la tua prossima impresa, presentiamo alcune nuove forme di finanziamento offerte dalle banche italiane alle PMI.

Il Programma CresciBusiness di Intesa Sanpaolo mette a disposizione un plafond creditizio di 5 miliardi di euro agli artigiani, professionisti e piccole imprese che sono alla ricerca di fondi per finanziare una nuova fase di crescita.

Microcredito PMI è il programma di Bper Banca dedicato alle piccole imprese che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario tradizionale, e le cui esigenze economiche sono di ridotto importo.

Banca Aidexa, invece, ha attivato vari piani di finanziamento delle PMI e delle ditte individuali a cui si accede in modo rapido e veloce. X Garantito Mini, eroga da 5 mila a 25 mila euro in 15 giorni; X Istant riconosce da 10 mila a 100 mila euro in 48 ore; X Garantito è il prestito che può erogare da 10 mila a 300 mila euro per le società di capitali.

Conclusioni

Siamo giunti alla conclusione della guida al reperimento dei capitali necessari per finanziare la tua idea imprenditoriale. Hai appreso che i canali di finanziamento sono tanti, alcuni aiutano le imprese allo stato embrionale a muovere i primi passi, altre sostengono le startup nella fase di crescita, altre forme di finanziamento portano le idee imprenditoriali mature e promettenti a livelli di crescita internazionali.

In base allo stadio in cui si trova il tuo progetto di impresa, potrai scegliere una delle soluzioni qui proposte o valutare in quale altro modo puoi finanziare la tua impresa con il web.

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Fabio Carbone

Scrittore web tecnico ma versatile dal 2013, ha studiato informatica e filosofia ed anche un pizzico di sociologia. Dal 2016 si occupa di temi legati all'Industria 4.0 e al mondo del digitale. Scrive di finanza, criptovalute e blockchain per quotidiani online, siti di settore e aziende.