Come finanziare l'università italiana?

La finanza tecnologica offre valide alternativa al finanziamento tradizionale delle Università italiane. Molteplici i benefici per tutta la comunità.
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Il concetto di università è nato a Bologna nel 1088 con Irnerio, un giurista e accademico italiano attorno alla neonata facoltà di Giurisprudenza, tanto che l'Università di Bologna si fregia del motto Alma mater studiorum che vuol dire Madre prolifica delle università

Non è necessario tornare così indietro nel passato per vedere come le Università italiane si stanno trasformando e adattando ai cambiamenti sociali e ai tempi che corrono. L'ultima grande evoluzione è quella della trasformazione digitale, partendo dalle interazioni che le persone hanno con la tecnologia e come questa influenza il loro modo di relazionarsi con l'ambiente che li circonda.

Nonostante il fatto che la società sia cambiata e con essa anche i centri culturali e i luoghi di produzione del sapere, esiste un elemento che è rimasto pressoché invariato, le Università continuano ad essere lo strumento principale per la creazione e la trasmissione della conoscenza, nonché il centro dello sviluppo culturale di una società.

Le Università per poter funzionare al meglio e rispettare la loro missione all'interno della società, devono poter disporre di tutti gli strumenti necessari, per questo giocano un ruolo importante i finanziamenti pubblici che ricevono. Purtroppo, ormai da molto tempo, continua il taglio del supporto finanziario dello Stato alle Università. I rettori e il resto del settore dell'istruzione continuano a cercare alternative che consentirebbero di continuare a sviluppare le normali attività e a sviluppare piani futuri nonostante i tagli al bilancio. È importante iniziare a chiedersi come potranno le università continuare a svolgere la loro missione e offrire insegnamenti di qualità se non dispongono delle risorse sufficienti per farlo? Come garantire una ricerca scientifica d'eccellenza se i ricercatori sono costretti a dover abbandonare il loro lavoro per mancanza di fondi? 

Al giorno d'oggi, qualsiasi risposta deve includere una componente tecnologica tenendo ben presente che questa componente non deve diventare obsoleta nel breve periodo. La creatività unita alla tecnologia hanno contribuito alla nascita di molte startup che offrono soluzioni specifiche a esigenze concrete.

Indubbiamente, nel caso Italiano, la risposta più semplice sarebbe quella di aumentare la quantità di denaro destinata al finanziamento delle Università e alla ricerca nei bilanci pubblici. Tuttavia, questa opzione non include alcun elemento tecnologico o creativo, anche se qualcuno potrebbe facilmente ribattere che nei nostri bilanci pubblici è già presente una dose più che sufficiente di creatività. 

Tralasciando le critiche fine a se stesse, concentriamoci sui fatti e i dati oggettivi. Ci siamo appena lasciati alle spalle la più grande crisi globale e già dietro l'angolo, piano piano, sembra stia per arrivarne un'altra o perlomeno si intravede un rallentamento dell'economia globale. La possibilità di metter mano ai soldi pubblici, in queste condizioni, sembra più un capriccio di un bambino viziato che una possibilità reale. La soluzione deve quindi nascere dall'incontro tra tecnologia, creatività e comunità. In Italia possiamo trovare numerosi progetti e piattaforme che hanno sviluppato strumenti che facilitano il finanziamento collettivo di realtà o progetti specifici, qui alcuni esempi.

Se diamo un'occhiata all'estero, sport nazionale, ci rendiamo conto che esistono modelli alternativi di finanziamento universitario che includono le comunità e la tecnologia. Nei paese anglosassoni, gli endowments (riserve finanziarie provenienti in larga parte da donazioni) sono molto comuni, sono uno strumento finanziario che garantisce il finanziamento dei centri universitari indipendentemente dal ciclo economico.

Questi veicoli di investimento finanziario sono alimentati dalle donazioni che provengono principalmente da ex-alunni (la comunità). Queste riserve finanziarie vengono allocate e diversificate con investimenti che spaziano dagli asset tradizionali fino agli strumenti alternativi. L'orizzonte temporale è quello del lungo periodo e generalmente adottando un profilo di rischio prudente, per cercare di evitare una maggiore esposizione al rischio. I ritorni economici di questi strumenti vengono utilizzati per erogare le borse di studio agli studenti più meritevoli, sviluppo di programmi di ricerca e innovazione o assunzione di prestigiosi professori. I fondi vengono anche utilizzati per il miglioramento delle strutture accademiche, la promozione di progetti a favore delle comunità e delle aree in cui si trovano, nonché per lo sviluppo di programmi sportivi. Un sistema di finanziamento alternativo per le Università che si è dimostrato efficace in altri Paesi. 

Probabilmente la soluzione perfetta non esiste, ma quella che si avvicina alla perfezione, implica necessariamente il coinvolgimento della comunità, la tecnologia e la creatività. Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l'ha generato.