Collaborazione tra Two Hundred e Deloitte Officine Innovazione per finanziare l'innovazione

Intervista a Matteo Masserdotti, CEO di Two Hundred e Marco Perrone, Responsabile dei Programmi di Open Innovation e accelerazione di Officine Innovazione.
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Presentati

Matteo

Sono Matteo Masserdotti, faccio l'imprenditore e dopo varie esperienze ho fondato Two Hundred, una società fintech che gestisce il portale di equity crowdfunding 200crowd.com

Marco

Sono Marco Perrone, Director e Responsabile dei programmi di Open Innovation e accelerazione di Officine Innovazione, la società del network italiano Deloitte leader nei servizi di innovation development e management dedicati a startup, PMI e Corporate.

Perché avete deciso di portare avanti questa collaborazione?

Matteo

Penso che i tempi siano maturi per un'integrazione del crowdfunding nel sistema finanziario tradizionale. Di conseguenza le collaborazioni con i grandi player internazionali diventano fondamentali. Con Deloitte abbiamo trovato il giusto spirito per avviare una collaborazione con una piccola realtà come Two Hundred ed una forte sinergia sull'obiettivo principale: supportare le aziende nel loro percorso di crescita sul mercato dei capitali.

Marco

Crediamo in questa collaborazione perché supportare la crescita di startup e PMI, attori fondamentali per lo sviluppo del sistema Paese, è uno degli obiettivi principali di Officine Innovazione. In tal senso, la collaborazione con 200Crowd va a rafforzare il nostro ecosistema di partnership, fondamentale per supportare in modo sempre più efficace le startup e le PMI alla ricerca di nuovi capitali per la loro crescita e il loro sviluppo.

Com'è stato il 2020 per la finanza alternativa nel nostro Paese?

Matteo

I numeri dicono che il crowdfunding, in tutti i suoi verticali, ha continuato a crescere, nonostante la pandemia. Questo aspetto è chiaramente un segnale della resilienza del settore, che dimostra come gli investimenti in finanza alternativa rappresentino ormai una porzione immancabile del portafoglio degli investitori. Il potenziale di rendimento, l'assenza di volatilità e la visione di medio lungo periodo ne fanno anche uno strumento ideale per la gestione del risparmio.

Marco

Il 2020, come tutti sappiamo, è stato un anno particolare sotto tutti i punti di vista e interi settori hanno risentito e risentiranno degli effetti negativi dell’emergenza sanitaria ancora per molto tempo. Nonostante ciò, la finanza alternativa ha saputo tenere il passo e rispondere bene alle esigenze delle imprese: in particolare, da luglio 2019 a giugno 2020 in Italia i capitali arrivati alle PMI dalla finanza alternativa sono stati ca. € 2,67 miliardi, in crescita del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sul totale ben € 76,7 milioni arrivano dall’equity crowdfunding, che ha invece registrato una crescita del 56%. Questo a dimostrare che la finanza alternativa è un’ottima opportunità per le startup e le PMI, e lo è ancora di più nei momenti in cui la finanza “tradizionale” è sotto pressione.

Quali credi dovrebbero essere gli interventi da un punto di vista normativo per far crescere ulteriormente questa industry?

Matteo

Finalmente vedremo a breve l'entrata in vigore del regolamento europeo del crowdfunding, che credo darà uno scossone forte al settore, sia in termini di concentrazione del mercato che in termini di superamento dell'arbitraggio normativo di cui alcuni verticali, come il lending, hanno goduto soprattutto in Italia. Secondo me manca ancora un approccio concreto, deciso e coraggioso al tema delle crypto e della tokenization. Credo che nella finanza moderna ce ne sia un grande bisogno.

Marco

Riteniamo che una maggiore uniformità regolamentare a livello europeo possa sicuramente aprire degli scenari interessanti. In particolare, per il mondo crowdfunding guardiamo con interesse all’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo ECSP, grazie al quale si andrà a costituire un “mercato del crowdfunding” a livello europeo. Ciò darà l’opportunità a startup e PMI del nostro Paese, che nonostante modelli di business ad alto potenziale spesso fanno fatica a intercettare capitali in Italia, di raggiungere con maggiore facilità nuovi investitori oltre i confini nazionali.

E dal punto di vista dell'educazione finanziaria?

Matteo

Io credo che dal punto di vista dell'educazione finanziaria quello che manca è un approccio pragmatico. Qualsiasi investitore ti dirà che il risultato del suo successo è determinato dalla sua esperienza, quindi è necessario che le persone si informino, effettuino gli investimenti che ritengono opportuni ed imparino dai risultati che raggiungano per migliorarsi. In un paese bancocentrico come il nostro non c'è mai stata, negli anni passati, la possibilità di operare liberamente fuori dai circuiti tradizionali, sia in tema di investimenti che di finanziamenti, e questo credo che abbia portato allo scarso livello di educazione finanziaria acquisita.

Marco

Il tema della financial literacy rappresenta storicamente per l’Italia un’area con ampi margini di miglioramento e ancora oggi la conoscenza degli italiani in ambito economico-finanziario presenta notevoli lacune. Nel 2020, secondo una ricerca realizzata da Banca d’Italia, il punteggio di alfabetizzazione finanziaria degli italiani è pari a 11,2 su una scala da 1 a 21 (contro una media dei paesi OCSE pari a 13) ed è più carente nei giovani minori di 35 anni, nei più anziani, nelle donne e nei soggetti con livello di istruzione più basso.

In tale scenario è auspicabile, sia da parte degli enti pubblici che delle Istituzioni Finanziarie, un impegno crescente verso l’attivazione di percorsi di formazione e sensibilizzazione, anche facendo leva su startup e player emergenti al fine di raggiungere in maniera efficace i più giovani. Tali attività sono fondamentali per colmare il gap esistente tra le diverse fasce della popolazione e creare un impatto positivo, soprattutto in termini di uguaglianza sostanziale e pari opportunità.

In questo inizio anno, sembra tornata forte la FOMO per il mondo crypto. La tokenizzazione è un'opportunità reale e concreta per il crowdfunding?

Matteo

Come dicevo prima il mondo crypto ha anzitutto bisogno di regolamentazione, che deve essere però coraggiosa, nel senso che deve comprendere quali possono essere i punti di forza della tecnologia e sfruttarli a vantaggio della collettività. La tokenization può aiutare in moltissimi settori, compreso il crowdfunding, ma soprattutto in quelli dove c'è ancora molta opacità. Purtroppo però noto ancora molto scetticismo e constato che le crypto sono spesso indicate solo come uno strumento speculativo.

Quale consiglio daresti a una startup e/o PMI per prepararsi al meglio per una campagna di equity crowdfunding di successo?

Marco

Le campagne di equity crowdfunding rappresentano un passo importante nel percorso di crescita di una startup o PMI, in quanto, da un lato consentono di raccogliere nuovi capitali, dall’altro richiedono un’analisi attenta del proprio modello di business e la definizione di piani di sviluppo sostenibili in grado di attirare l’interesse degli investitori.

Per questo suggeriamo a tutte le startup e PMI che affianchiamo di approcciare la campagna nel modo più strutturato possibile, a partire dalla definizione degli obiettivi e degli elementi chiave di strutturazione dell’operazione, fino alla predisposizione dei materiali che consentono alle società di presentarsi al meglio di fronte agli investitori. In particolare, gli aspetti su cui bisogna porre la maggiore attenzione sono il business plan, le previsioni finanziarie, la valuation e, ultimo ma non meno importante, il pitch deck.

Piccoli investitori che sfidano i grandi. Quali insegnamenti possiamo portarci a casa dalla vicenda Reddit e GameStop?

Matteo

Questo è un chiaro esempio della diversa velocità che hanno la regolamentazione ed il mercato. La prima insegue sempre la seconda. Nel caso GameStop ci sono spunti interessanti dal punto di vista psicologico e sociologico, ma bisognerebbe verificare che non ci siano state delle manipolazioni tali da permettere a qualcuno di arricchirsi impropriamente. Sicuramente è bello pensare che stiamo assistendo ad una progressiva e costante democratizzazione degli investimenti, ma questo deve sempre avvenire in un contesto sicuro. I social svolgono un ruolo determinante nella nostra vista, quindi vanno assolutamente regolamentati - così come lo sono anche altri canali di comunicazione di massa come la TV o la radio.

Marco

Il fenomeno fa sicuramente riflettere. Il web offre la possibilità di aggregare le persone e di veicolare messaggi con una cassa di risonanza senza precedenti. Tuttavia, la finanza non è un tema che può essere approcciato in maniera superficiale, altrimenti si rischia di incorrere in perdite inaspettate e situazioni spiacevoli, come è successo a molte persone che hanno investito in GameStop. L’insegnamento che ogni piccolo investitore dovrebbe tenere a mente è che, prima di effettuare una qualsiasi scelta di investimento, è fondamentale acquisire conoscenze approfondite o ricorrere a professionisti di settore. Investire in maniera consapevole significa tenere conto delle proprie disponibilità economiche, della propensione al rischio e di tutti gli elementi alla base di una corretta gestione degli strumenti finanziari.