Che rapporto hanno gli italiani con il denaro e i pagamenti?

Con la recente diffusione di metodi di pagamento digitali online e in-store, gli italiani stanno abbandonando sempre di più il contante.
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italiani denaro

Abbiamo visto come negli ultimi mesi il coronavirus e il lockdown siano stati il motore del grande balzo in avanti del digitale, pagamenti compresi e sappiamo anche come gli italiani si siano guadagnati, in Europa e nel resto del mondo, la nomea di amanti del contante e allergici ai pagamenti digitali.

È effettivamente così? O la situazione è più complessa e intricata? Ci sono anche ragioni culturali alla base? E soprattutto, è sempre stato così anche in passato? In questo articolo vogliamo offrire un’analisi dei principali fattori che concorrono alla diffusione di un metodo di pagamento piuttosto che di un altro, insieme a una panoramica a 360 gradi dei numeri che determinano il mondo dei pagamenti in Italia, ieri e oggi.

È possibile comprendere meglio la difficoltà e la delicatezza del tema partendo da uno dei temi più discussi negli ultimi anni - cioè il rapporto con la carta di credito.

dollari americani

Se per gli americani la carta di credito è uno dei metodi più utilizzati, non si può dire certo lo stesso di noi italiani. Negli Stati Uniti infatti è prassi comune utilizzare la carta di credito, “indebitandosi” temporaneamente e, di fatto, il debito è diventato una sorta di status symbol, determinato anche dallo stesso colore della carta (Gold, Platinum…) e dai forti incentivi spinti dalle banche - come il cashback. Senza dimenticare poi che il regolare pagamento dei debiti permette di ottenere un merito creditizio più alto.

In Italia invece c’è ancora un forte timore nell'utilizzo della carta di credito, per paura che possa essere clonata, si possano subire frodi o vedersi addebitate spese extra a propria insaputa. E questo approccio culturale si manifesta anche nel numero di pagamenti che ancora oggi si effettuano con carte prepagate. Alla base c’è poi la sensazione di non avere controllo sulle proprie finanze - motivo per cui se carico 50€ una tantum sulla carta prepagata per pagare un prodotto acquistato online mi sento sicuro, perché non è collegata al conto e perché vedo con i miei occhi quanto sto spendendo (che poi quest’ultima parte è la stessa che si applica all'amore verso il contante), ma se pago con la carta non ho idea di quanti soldi siano usciti.

carta di credito

La realtà dei fatti però è un po’ diversa - per ogni dubbio sulla sicurezza della propria carta di credito c’è una mancata informazione su come proteggersi e non incorrere in questo tipo di pericoli. Proprio come afferma il Digital Economy and Society Index (DESI) 2020, il 58% degli italiani tra i 16 e i 74 anni non ha un livello di competenze digitali di base. Se andiamo a vedere più nel dettaglio, però, si tratta perlopiù di un problema generazionale, perché Millennial e Generation Z sono molto più propensi all'utilizzo della carta e di altri metodi di pagamenti digitali.

Ciò significa che gli italiani sono e resteranno quelli dei soldi sotto al materasso per i prossimi anni? Seppur con qualche ritardo rispetto alla media europea, c’è stata una diffusione crescente e costante dei metodi di pagamento digitali, esplosa nel 2018 con +194,7% per pagamenti POS e + 9,2% per quelli online - e ci sarà un’ulteriore crescita del +32,9% e +6,9% entro il 2024 (Fonte: Statista).

A causa (o grazie, a seconda dei punti di vista) del coronavirus si è registrata una crescita ulteriore, che ha portato un italiano su 4 ad abbandonare il contante, nel 56% dei casi (Fonte: Mastercard), per preferire pagamenti con carta: il 29,5% paga tramite applicazione della banca, il 20% con lo smartphone e il 13,5% per mezzo di un dispositivo indossabile.

Oltre al fattore necessità, la maggior parte dei consumatori ha scoperto anche la comodità di tali metodi di pagamento, molto più veloci e immediati - secondo le stime una transazione con carta ha una durata di circa 35-40 secondi, mentre per un pagamento contactless arriva ad appena 10 secondi.

trasferimento di denaro

Un’inversione di rotta è segnata anche dai trasferimenti di denaro: il 43% degli italiani infatti non utilizza più i contanti, ma esclusivamente metodi di pagamento digitali. Durante i mesi di lockdown, il 27% ha trasferito denaro a parenti e amici online - fino a 11 volte al mese (Fonte: PaySafe). A contribuire anche le recenti misure volte a incentivare i pagamenti digitali e contactless, con il Decreto Agosto e il cashback, da un lato, e l’innalzamento della soglia per pagamenti contactless a 50€, dall'altro.

Con molta probabilità nei prossimi mesi vedremo ulteriori sviluppi e l’adozione, da parte di sempre più persone (Baby Boomers compresi), di metodi di pagamento digitali per acquisti online e in-store, grazie al social distancing, alle misure adottate dal governo e, perché no, alla comodità che questi hanno rivelato. D’altro canto è necessario investire maggiormente per diffondere una cultura digitale che permetta ai consumatori di comprendere meglio le funzionalità degli strumenti che hanno a disposizione e di come garantirsi un’esperienza di pagamento sicura (e dire addio alla carta prepagata!).

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